Il pareggio con la Juve Stabia ha lasciato un bicchiere che, a seconda dei punti di vista, qualcuno può considerare mezzo pieno e qualcun altro mezzo vuoto. Dopo due sconfitte consecutive, muovere la classifica era importante, ma adesso quel punto deve necessariamente trovare un seguito. L’Empoli va a Padova con la consapevolezza di affrontare una partita difficile, contro una squadra costruita con ambizioni, che ha fatto investimenti importanti e che sta attraversando un buon momento. All’Euganeo ci sarà anche un allenatore, Calabro, che nella passata stagione alla guida della Carrarese aveva già saputo mettere in difficoltà gli azzurri, soprattutto nella gara di ritorno a Carrara. Non ci sono dunque le condizioni per pensare a una passeggiata, ma nemmeno per nascondersi dietro le difficoltà dell’impegno. L’Empoli ha bisogno di fare un passo in più, di aggiungere acqua a quel bicchiere e provare finalmente a riempirlo. Andreoletti ha giustamente ricordato in conferenza stampa come la prestazione sia spesso il veicolo migliore per arrivare al risultato e come quest’ultimo non debba diventare un’ossessione. Un concetto che condividiamo, soprattutto se la pressione finisce per trasformarsi in un ostacolo psicologico. Ma è altrettanto vero che, alla fine, sono i risultati a determinare il successo o l’insuccesso di una squadra e di una stagione. E questa partita arriva in un momento particolarmente delicato anche per quello che rappresenta la successiva sosta. Presentarsi ai quindici giorni di pausa con un risultato positivo potrebbe dare una direzione diversa al lavoro e restituire serenità a un gruppo che, in alcune circostanze, ha mostrato di non essere ancora completamente tranquillo. Al contrario, un altro risultato negativo rischierebbe di alimentare ulteriori ansie. Ecco perché, pur riconoscendo le difficoltà della trasferta, questa è una gara nella quale l’Empoli deve provare a raccogliere qualcosa di concreto.
Sul piano delle scelte, non arrivano recuperi dall’infermeria, compreso quello di Magnino. Davanti a Seghetti dovrebbe quindi essere confermata la difesa inedita vista contro la Juve Stabia, con Indragoli al centro e Bembnista e Curto ai suoi fianchi. Restano i consueti ballottaggi a centrocampo, con Bandinelli e Biondini a contendersi una maglia da mezzala e Zedadka ed Egan in corsa per il ruolo di quinto a destra. A grandi linee, però, ci aspettiamo una formazione molto simile a quella che ha iniziato l’ultima partita. Torna a disposizione Shpendi dopo il turno di squalifica seguito alla brutta espulsione rimediata a Cesena, una gara che per lui aveva rappresentato una parentesi decisamente negativa sotto diversi aspetti. Difficile immaginarlo subito titolare: Ceesay e Popov potrebbero essere ancora la coppia di partenza, ma Shpendi avrà probabilmente spazio a gara in corso e dovrà cercare di riscattare quella sua ultima uscita. Il concetto da cui ripartire, comunque, è uno soltanto: l’Empoli ha bisogno di punti. Dopo dieci giornate gli azzurri sono inglobati nelle ultime tre posizioni della classifica, in piena zona retrocessione diretta. Ci sono ancora tempo, qualità e margini per cambiare il corso della stagione, ma non possiamo continuare a rimandare il momento della svolta. Il pareggio con la Juve Stabia è stato un primo passo, adesso serve il secondo. Quel bicchiere non può restare a metà: a Padova bisogna provare a riempirlo.
















Commoventi questi articoli…. ma è da almeno tre partite che il bicchiere è mezzo vuoto e, in certe circostanze, totalmente vuoto …. so che bisogna essere fiduciosi perchè tifosi, empolesi e attaccati a questi colori ….. ma si pensa veramente che questa squadra abbia i mezzi per salvarsi? alzi la mano (tra giornalisti e tifosi) chi pensa veramente che ci possano essere le circostanze…. un conto è crederci, un conto è sperarlo …. i valori tecnici non ci sono e se non fai risultato con chi pressappoco ha gli stessi tuoi valori…. beh, il futuro non può essere roseo…. vediamo, ma se non arrivano forze fresche e tecnicamente preparate, la via è segnata e forse prima di quello che si pensi…. il Mister? è stato scelto pensando all’esperienza passata, ma non si è fatto conto che in passato i “vari tecnici” erano ben presenti, ora sono parecchio nascosti e ci vuole uno bravo per scovarli…. quindi era meglio un allenatore “operaio”, un Mestierante …. forse l’ennesima scelta sbagliata!!!!
domani entra il cane…e ci risolverà la partita