Il 26 agosto 2001 l’Empoli di Silvio Baldini inaugura la stagione ospitando al Castellani il Palermo di Bortolo Mutti. C’è grande attesa per gli azzurri, reduci da un buon quinto posto in campionato, a cinque lunghezze dall’ultima promossa Venezia. L’impianto di gioco è rimasto pressoché lo stesso e sono stati confermati giocatori importanti. Come ad esempio Massimo Maccarone, riscattato alle buste e diventato tutto dell’Empoli a scapito del Milan. Baldini può contare su un reparto offensivo di prim’ordine, impreziosito dall’arrivo di Tommaso Rocchi dal Treviso.

Pronti per l’esordio

È passato poco più di un mese dai vergognosi fatti del g8 di Genova e gli ultras azzurri, mostrando solidarietà a Carlo Giuliani, appendono in Maratona uno striscione con scritto “Verità su Genova – Carlo Vive”. Complice l’orario a dir poco incomprensibile, il caldo è torrido visto e il termometro indica quaranta gradi. Non il massimo per una partita dalla quale ci si aspetta davvero tanto. L’Empoli si presenta tirato a lucido davanti ai propri sostenitori ed è reduce da due risultati utili consecutivi in Coppa Italia contro Ancona (1-0) e Catania (1-1). Il Palermo sarà un test probante per le reali velleità di Cappellini e compagni.

Baldini si presenta con il 3-4-2-1 e schiera: Berti; Belleri, Cribari, Fusco; Bresciano, Giampieretti, Barollo, Bonetto; Cappellini; Maccarone, Di Natale. Fuori, per il momento, il neoacquisto Rocchi che si siede inizialmente in panchina. L’attacco è affidato alla vivacità del 24enne Di Natale e del 22enne Maccarone, coadiuvati dall’esperto Cappellini. Il Palermo, invece, risponde con un 4-3-2-1: Sicignano; Montalbano, Chionna, Marco Aurelio, Altobelli; Amerini, Valoti, Di Donato; Cappioli, Bombardini; Guidoni.

Empoli sul velluto, Palermo ko

Nonostante il caldo quasi insopportabile, in campo i giocatori danno vita a partita intensa. L’Empoli scatta in avanti con un doppio vantaggio su rigore, firmato da Maccarone e Cappellini, che battezzano lo stesso angolo alla loro destra e spiazzano Sicignano. A fine primo tempo Baldini può dirsi soddisfatto della prova complessiva dei suoi, oltre che dal risultato ampiamente positivo. L’Empoli ha grande qualità e Bresciano, Barollo e Cappellini rappresentano i calciatori tecnicamente più eccelsi. Ciò che strabilia maggiormente sono le potenzialità offensive degli azzurri, per certi versi ancora del tutto inespresse e con giocatori come Di Natale e Maccarone, ma anche come Rocchi e Tavano, pronti al definitivo salto di qualità.

Nella ripresa l’Empoli trova al 21′ il gol del 3-0 con Belleri, abile a girare di testa sul primo palo sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Uno schema da corner che in quegli anni era molto utilizzato ed era diventato un marchio di fabbrica, ad esempio, del centrocampista dell’Inter Luigi Di Biagio. Passano solamente quattro minuti e l’Empoli realizza il poker. Il neoentrato Rocchi si invola in contropiede lanciato da Bonetto, serve Maccarone che, a porta sguarnita vista l’uscita di Sicignano, mette dentro con facilità.

Il Palermo si ridesta e prova a riaprire il match, segnando due reti nel giro di sette minuti grazie a La Grotteria, subentrato a Guidoni. Probabilmente approfitta di un calo di tensione degli azzurri, che forti di quattro gol di vantaggio, si rilassano. Ci pensa però Totò Di Natale a rimettere in riga le speranze dei rosanero: rapido contropiede dell’attaccante azzurro che, entrato in area, fulmina il portiere del Palermo con un piatto destro molto preciso che si infila all’angolino. La marcatura di Bombardini tre minuti più tardi serve solo a rendere meno pesante il passivo e a fissare la partita sul definitivo 5-3.

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Empolese DOC e da sempre tifoso azzurro, è un amante delle tattiche e delle statistiche sportive. Entrato a far parte della redazione di PianetaEmpoli.it nel 2013, ritiene che gli approfondimenti siano fondamentali per un sito calcistico. Cura molte rubriche, tra cui i "Più e Meno" e "Meteore Azzurre.

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