Domani è il 7 ottobre. Una data che, per l’Empoli e per il suo futuro societario, può avere un peso particolare. Ma può anche essere una data che, paradossalmente, non darà ancora nessuna di quelle risposte che da mesi stiamo aspettando. Perché il 7 ottobre non è, almeno ufficialmente, la data fissata dal club per il closing. È sostanzialmente la scadenza dei 90 giorni dell’accordo di esclusiva sottoscritto il 9 luglio con un fondo di investimento americano. Quel giorno l’Empoli, attraverso una nota stringatissima, comunicò di aver “sottoscritto un accordo di esclusiva con un fondo di investimento americano in relazione a una rilevante operazione di investimento nel capitale della società”. Trentadue parole che hanno aperto una pagina completamente nuova nella storia azzurra, ma che non hanno raccontato praticamente nulla di quello che potrebbe esserci dietro. Da allora abbiamo imparato qualcosa in più, ma non poi così tanto. Sappiamo che il fondo avrebbe sede a New York, ma il nome dell’investitore non è mai stato ufficialmente comunicato dall’Empoli. Sappiamo che l’operazione riguarda il capitale della società, ma non sappiamo quale percentuale sia realmente sul tavolo. Sappiamo che si è parlato di una quota importante, potenzialmente di maggioranza, ma non esiste a oggi un documento ufficiale che ci dica quale sarà l’assetto societario. E soprattutto non sappiamo quali saranno, eventualmente, i ruoli specifici della famiglia Corsi nel nuovo scenario.
E allora la domanda è inevitabile: cosa succede domani? Perché negli ultimi giorni il 7 ottobre è stato indicato in alcune ricostruzioni come possibile momento del closing. Ma tra una data ipotizzata e una data ufficialmente fissata c’è una differenza enorme. Il closing, per capirci, è il momento nel quale un’operazione societaria viene effettivamente perfezionata: non più soltanto una trattativa, non più un accordo preliminare o un’esclusiva, ma il passaggio concreto delle quote e dell’investimento secondo quanto stabilito dalle parti. Se domani arrivasse la fumata bianca, allora sì, ci troveremmo davanti a uno dei passaggi più importanti della storia dell’Empoli. Con una nuova compagine societaria, nuove percentuali, nuovi equilibri e, soprattutto, risposte a tutte quelle domande che da luglio sono rimaste sospese.
Ma potrebbe anche non succedere. E questa è l’altra possibilità che non possiamo ignorare. Domani potrebbe semplicemente scadere l’esclusiva senza che si sia arrivati al closing. E cosa accadrebbe in quel caso? Non significa necessariamente che la trattativa sia morta. Le parti potrebbero decidere di proseguire, eventualmente rinnovando o modificando l’accordo di esclusiva. Oppure potrebbero continuare a parlarsi senza più il vincolo dell’esclusiva. E, in assenza di un nuovo accordo che lo impedisca, l’Empoli potrebbe anche tornare libero di confrontarsi con altri potenziali investitori. Su questo, però, c’è una premessa fondamentale: non conosciamo il contenuto dell’accordo sottoscritto il 9 luglio e quindi non possiamo sapere quali siano esattamente le possibilità previste dalle parti dopo la sua scadenza. L’unica certezza è che un mancato closing domani non equivarrebbe automaticamente alla fine di ogni possibile trattativa.
Ed è forse proprio questa la parte più curiosa di tutta la vicenda. Siamo arrivati al termine dei 90 giorni e ancora oggi, al di là di ciò che è stato raccontato attraverso indiscrezioni e ricostruzioni, le informazioni ufficiali restano pochissime. Il 7 ottobre, dunque, uno “switch” in qualche modo ci sarà: o si passerà dalla fase della trattativa alla fase concreta del nuovo assetto societario, oppure si chiuderà la finestra dell’esclusiva e si aprirà un’altra fase, ancora tutta da capire. La sensazione, e sottolineiamo che è soltanto una sensazione basata sulle poche informazioni che filtrano, è che difficilmente domani avremo già davanti agli occhi una fotografia completa del nuovo Empoli. Più probabile, almeno per quello che oggi riusciamo a percepire, che i tempi possano allungarsi ancora. Con questo fondo, con altri interlocutori o attraverso uno scenario che oggi non siamo nemmeno in grado di immaginare. Ma potrebbe anche accadere l’esatto contrario e domani potremmo trovarci davanti a una svolta storica. Siamo alla finestra e aspettiamo di capire. Dopo questi 90 giorni (i discorsi nascono molto molto prima), forse, è arrivato il momento che qualche domanda trovi finalmente una risposta.
















Se hai magagne nascoste,o accordi sottobanco, quando fai queste operazioni,queste cose vengono fuori come funghi……..e questa è la stagione dei funghi!!!!!
Titolo del film: “Non ci resta che attendere…”
Allora fategliele queste domande