Il modulo, almeno sulla carta, non cambia. Il 3-5-2 che Matteo Andreoletti sembra intenzionato a riproporre contro il Palermo è lo stesso sistema di gioco utilizzato da Guido Pagliuca nelle prime cinque giornate. E anche la posizione di Magnino, qualora il centrocampista dovesse recuperare dal problema fisico, non dovrebbe rappresentare per il momento una novità, con la possibilità concreta di rivederlo ancora nel ruolo di braccetto. La prima differenza, però, potrebbe essere molto più evidente a occhio nudo e riguardare il modo di occupare la zona offensiva: due punte più vicine, un 3-5-2 più puro rispetto a quello che in diverse occasioni si era trasformato in un 3-5-1-1.

Nelle ultime partite dell’Empoli, infatti, la presenza di un giocatore alle spalle della punta era diventata una costante. È successo con Ceesay, utilizzato da sottopunta, ed è successo anche a Modena, dove Saporiti è partito qualche metro più indietro rispetto a Shpendi. Una soluzione che permetteva di avere un uomo tra le linee, ma che allo stesso tempo poteva lasciare l’attaccante centrale troppo isolato. Con due punte più vicine la situazione cambia: l’Empoli può avere un giocatore pronto ad attaccare la profondità e uno maggiormente coinvolto nella costruzione dell’azione, può cercare più facilmente la combinazione tra i due e soprattutto può portare più rapidamente due uomini dentro l’area. Non è semplicemente una questione numerica. È una questione di distanze: se gli attaccanti sono vicini, aumenta la possibilità di giocare insieme e diminuisce quella di vedere la punta completamente scollegata dal resto della squadra.

Naturalmente sarà il campo a dire se questo meccanismo funzionerà e soprattutto come verrà interpretato dai singoli. Perché due punte vicine non significa necessariamente due giocatori fermi sulla stessa linea: uno può venire incontro, l’altro attaccare lo spazio; uno può allargarsi, l’altro occupare il centro. È proprio la complementarità dei movimenti che può rendere il 3-5-2 più pericoloso. E contro il Palermo, almeno inizialmente, non è detto che vedremo già la coppia che tutti aspettano, quella composta da Popov e Shpendi. Il primo appare destinato a partire dall’inizio, mentre Shpendi potrebbe iniziare dalla panchina. Con Monaco indisponibile, l’altra soluzione potrebbe essere Saporiti oppure Distefano. Ma al di là dei nomi, il primo elemento da osservare sarà proprio questo: quanto saranno vicine le due punte e quanto l’Empoli riuscirà, attraverso quella vicinanza, a trasformare il proprio possesso in una presenza offensiva maggiore. E forse è proprio qui che si può trovare una delle prime differenze tra il vecchio e il nuovo Empoli. Non necessariamente un cambio di modulo, ma un cambio di distanze.

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Giornalista pubblicista, da sempre tifoso azzurro è tra i fondatori di Pianetaempoli.it sul quale scrive ininterrottamente dal 2008. Per PE, oltre all'attività quotidiana, si occupa principalmente delle interviste post gara da tutta Italia. E' stato speaker ufficiale dell'Empoli FC per 5 stagioni.

1 commento

  1. se non abbiamo punte disponibili con Sphendi al massimo pronto x la panchina cambierà poco nell aspetto tattico. Ma non per dare la colpa ad Andreoletti ma questi abbiamo e bastano 2 giocatori fuori x far sì che ke scelte siano praticamente obbligate.

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