Riprenderà domani il lavoro degli azzurri, che quindi oggi godranno di una giornata di riposo. Da domani si inizierà a guardare al prossimo impegno di campionato, che sarà quello che giocheremo sabato prossimo in trasferta ad Ascoli. Si spera che la settimana a venire faccia rivedere alcuni giocatori nel loro migliore stato di forma, anche se ieri è stato importante rivedere in campo sia Shpendi che Egan, seppur per uno scampolo di partita. Tornerà poi a disposizione anche Yepes, che ricordiamo ieri era assente per un permesso in virtù di un lutto che lo ha colpito. La gara di Ascoli sarà la seconda per mister Andreoletti, in un test che ovviamente dovrà raccontarci qualcosa di più specifico rispetto a questo Empoli, che arriva adesso da tre sconfitte consecutive, con quella arrivata ieri in casa contro il Palermo a essere l’ultima in ordine cronologico. La gara di ieri la si potrebbe davvero raccontare in poche parole, per quanto poi quel punteggio di 2-4 potrebbe portare con sé chissà quali pensieri. Semplicemente, in campo c’era una squadra, il Palermo, nettamente più forte di noi, o almeno di quell’Empoli che ieri è sceso in campo e ci ha sicuramente messo impegno, anima, sentimento e ardore. Tutto questo, però, non è assolutamente bastato per portare a casa anche solo un punto, ma è servito per provare quanto meno, anche con una bella dose di fortuna, a tenere il più possibile in bilico la partita. Perché dobbiamo essere assolutamente onesti nel dire che i due gol di scarto rifilatici dal Palermo sono pochi per quello che ieri la partita ha prodotto. Numeri davvero opposti tra quelli fatti dai rosanero e quelli fatti da noi. È tornata un po’ alla mente, per chi se la ricorda, quella famosa partita di Bergamo giocata contro l’Atalanta, in cui i nerazzurri arrivarono addirittura a tirare oltre 40 volte con, in quel caso, mai però bucarci. Ecco, il Palermo ieri è andato molto vicino a quei numeri, triplicando abbondantemente quelli fatti dall’Empoli. Per dare un piccolo esempio, l’Empoli in porta ha calciato soltanto due volte e sono i due calci di rigore. Questo vuol dire che su palla in movimento non siamo mai riusciti a centrare lo specchio. Vero che in un’occasione, dopo sette minuti, abbiamo preso una traversa, ma anche la gara dei legni l’ha vinta per 3-1 il Palermo. Le due facce della partita di ieri sono, da una parte, in maniera positiva, lo spirito che la squadra ha messo dentro, perché al di là di tutto l’Empoli non si è mai arreso, anzi ha provato a giocarsela quasi alla pari, soprattutto nel secondo tempo, quando mister Andreoletti ha portato alcune variazioni all’assetto tattico e anche al posizionamento di alcuni interpreti. Questo sicuramente denota il fatto che comunque il carattere a questa squadra non manchi e, per il tipo di campionato che dobbiamo fare noi, questo è un valore da custodire. La parte invece più negativa di questa medaglia sta sicuramente nella fase difensiva, che ieri, al netto della forza degli avversari, è stata al limite dell’imbarazzante. Dobbiamo scomodare una parola sicuramente non felice, ma è quella che meglio rende l’idea. Il Palermo ha sbagliato una caterva di gol, in alcune situazioni davvero clamorose, ma anche nelle azioni che hanno visto andare in gol i siciliani ci sono lacune davvero ampie e clamorose da parte di chi ha interpretato male la fase difensiva. E non ci riferiamo ovviamente soltanto ai difensori, che ieri hanno naufragato tutti quanti in maniera totale, compreso Magnino, che si è trovato a giocare soltanto il secondo tempo da braccetto, ma a tutta la squadra, fin dagli attaccanti, che senza palla non hanno mai compreso bene quello che il Palermo potesse e volesse fare.
Come detto anche a caldo ieri, non è sul Palermo che l’Empoli deve fare la corsa. Sono squadre con ambizioni totalmente diverse, con strutture e organici che in questa stagione sono molto lontani e quindi, di per sé, la sconfitta contro il Palermo non deve assolutamente essere vista come traumatica o come inficiante per quello che deve essere il nostro specifico percorso. Quello che però deve essere importante adesso è trarre gli insegnamenti che comunque questa gara ci ha dato e andare velocemente a colmare quelle lacune che, lo ripetiamo ancora, andando oltre la bravura degli avversari, ci sono indubbiamente state. Non troveremo, per nostra fortuna, sempre il Palermo dall’altra parte, ma siamo comunque in una categoria importante e difficile, nella quale ogni errore marchiano viene punito senza pietà e con grande cinismo. Visto che la nostra squadra sta dimostrando ad oggi di non avere una forza esplosiva a livello di gol fatti, perché ieri è vero che ne sono arrivati due, ma lo ricordiamo ancora, entrambi su calcio di rigore, e rappresentano gli unici tiri in porta, questo vuol dire che quando prendi gol non è detto che tu abbia la forza di poterne rifare due. E quindi non subire, nella lotta salvezza, è importante. A volte un pareggio può essere quello che alla fine dei conti fa la vera differenza. A grandi linee non ci sarebbe molto altro da aggiungere, ovviamente con il rimando alla prossima e alle prossime partite. Ieri, come detto, il divario era veramente ampio e lo si è visto. Soltanto una dose esagerata di fortuna avrebbe potuto cambiare il copione e, anche se quella traversa colpita da Popov al settimo minuto si fosse trasformata in gol, siamo convinti che non sarebbe cambiato niente rispetto a come poi è stato l’epilogo della partita. Tanto più che l’Empoli si è trovato addirittura ad andare in vantaggio in maniera clamorosa e inaspettata e si è trovato anche a rimettere in piedi la partita quando, con il secondo rigore, siamo passati al 2-3. Però anche lì è durato il tempo quasi di un sospiro, prima che il Palermo trovasse nuovamente la via del gol. Un’altra fotografia importante di questa partita la si ritrova anche andando a parlare dei singoli, perché indubbiamente il migliore in campo è stato Seghetti. E se il migliore in campo è il portiere in una partita in cui prendi quattro gol, crediamo davvero che ci sia poco da aggiungere. Parlando invece specificatamente del portierino azzurro, dobbiamo dire che ieri è stato molto bravo, perché indubbiamente sui primi tre gol non ha assolutamente responsabilità. Qualcosa forse sul quarto, anche se, rivedendo le immagini a freddo, le colpe sono minori di quelle che si pensava potesse avere in presa diretta. Da dire però che ha compiuto almeno tre interventi da circoletto rosso, dimostrando che sta crescendo e che, chiaramente, pur non potendo fare sempre determinati miracoli, può essere comunque un valore importante. Tra i giocatori di movimento a salvarsi ieri sono davvero in pochi. Una buona partita l’ha disputata sicuramente Biondini, che in mezzo al campo ha fatto discretamente bene entrambe le fasi. Non è dispiaciuto Saporiti, anche se in fase di non possesso deve onestamente migliorare qualcosa. Popov è stato mal servito, ma ha fatto un lavoro interessante, anche senza palla. E’ entrato davvero bene Zedadka ma anche Shpendi – al di la del suo rigore sbagliato – ha ben approcciato.
Poi, per il resto, facciamo davvero fatica a trovare delle sufficienze, anzi ci sono alcune situazioni da insufficienza abbastanza grave. La più netta è sicuramente quella di Curto, che ha giocato una pessima partita e soprattutto nel secondo tempo ha commesso errori davvero importanti. Non è piaciuto Bandinelli, messo in una posizione sicuramente non sua, ma in quel primo tempo l’ex capitano ha fatto decisamente male. Il cambio all’intervallo è apparso inevitabile. Ci aspettavamo onestamente anche il cambio di Ceesay, altro elemento che aveva disputato un primo tempo nettamente negativo. Invece si è ripresentato nel secondo tempo, dove ha cambiato almeno tre ruoli. Dove è andato leggermente meglio è stato quando ha fatto la seconda punta, con un paio di aperture interessanti. Nel complesso, però, altra partita non positiva per l’ex calciatore del Cesena. Come detto, in difesa tutti male ed è indicativa la gara di Magnino, che nel primo tempo ha giocato da mezzala, nella sua storica posizione, non facendo assolutamente male, al netto delle tante complicazioni che il Palermo gli ha creato. Messo poi da braccetto nel secondo tempo, anche lui è completamente andato in tilt, sbagliando qualcosa di troppo, soprattutto nell’occasione del pareggio del Palermo, quando copre davvero molto male. Si giudica male la prima di Andreoletti. È chiaro che esprimiamo un concetto già detto più volte in questo articolo: di fronte c’era una squadra troppo forte per poter dare un giudizio davvero oggettivo su come l’Empoli si è mosso. Indubbiamente il tecnico ex Padova ci ha sorpreso anche nelle scelte iniziali, perché mai ci saremmo aspettati Bandinelli regista dal primo minuto, esperimento tra l’altro fallito, e non pensavamo nemmeno di vedere Magnino mezzala, visto che, per quello che si era capito, avrebbe comunque continuato a fare il braccetto. Invece è partito Curto in quella posizione e Magnino vi si è spostato nel secondo tempo, quando è stata effettuata la sostituzione di Romagnoli. Qualche esperimento, usiamo questa parola un po’ impropria, di troppo, a nostro avviso. È piaciuto il coraggio che Andreoletti ha voluto dare alla squadra, soprattutto con quegli input, come abbiamo già avuto modo di dire, all’inizio del secondo tempo. Però, guardando nel complesso la partita, quei tanti stravolgimenti di posizione possono anche aver portato con sé un po’ di confusione, anche se i cambi operati sono apparsi intelligenti e chi è entrato nel secondo tempo non ha fatto male. Tornando quindi ad Andreoletti, è chiaro che il giudizio viene sospeso e rimandato alla prossima gara. Un debutto che già di per sé richiede pazienza, perché è arrivato una settimana e mezzo fa e, se poi al debutto gli metti di fronte anche la squadra più forte, è chiaro che questo tipo di risultato ci può anche stare. Adesso tocca comunque al tecnico entrare sempre di più nei meccanismi di questo gruppo e portare i propri meccanismi alla squadra, dimostrando anche che il cambio effettuato a sorpresa è stato una mossa propedeutica per far dare a questa squadra, a questo gruppo, qualcosa in più. La gara di sabato prossimo sicuramente ci potrà dare indicazioni maggiori. L’Empoli dopo sei gare ha in dote sei punti, un ruolino di marcia che fin qui, da questo punto di vista, non può essere considerato negativo. Lo avremmo forse sottoscritto. Per salvarsi, la media punti necessaria è leggermente superiore al punto a partita, almeno 1,10/15. Però da adesso davvero si va a tirare una riga e possiamo dire che da Ascoli inizia il campionato di Andreoletti. Vedremo, cammin facendo, questa squadra cosa davvero potrà fare, partendo sempre dal presupposto che l’obiettivo rimane quello di mettersi alle spalle cinque squadre per provare a evitare il playout e salvarsi serenamente. Niente di più.
















https://youtube.com/shorts/vHYeidFna3I?si=Cmbq83JK6-S2zQ6o intanto a Vallecas. Noi applausi e diffidati liberi…..
A Empoli non accadrà mai…
Tifosi da poltrona dove si sono venduti l’anima , ma cosa vuoi protestare
senza appartenenza , senza una casa dove neache la prima regala degli Ultras rispettano.
1 regola degli Ultras in casa si sta in curva !
se non c’è la devono dare ,si fa come a Carrara!
ma qualcuno ci può spiegare le cause del passaggio da 4 anni di A al 18esimo budget della B? qui nessuno pretende il budget di Verona e Pisa, ma essere un Benevento qualsiasi è chiedere troppo?
ma soprattutto qualcuno mi può spiegare qual’e’ il tornaconto di Horsi di andare avanti in codesto modo, rischiando di andare in C e sporcando la sua leggendaria storia con l’ Empoli? la gente si ricorda sempre gli ultimi eventi…
Dalla prossima ad Ascoli inizia il nostro campionato, restiamo uniti, TUTTI uniti dai tifosi, alla società alla stampa alle aziende Empolesi che potrebbero davvero fare la differenza in questo momento difficile.
Infine io dico anche forza FA BRI ZIO, torna a comandare la baracca, fatti sentire.. ce ne sarebbe tanto bisogno.
AVANTI AZZURRO.