Riprenderà domani il lavoro degli azzurri che quindi oggi, in questa domenica, godranno di una giornata di riposo. Precisiamo che questo è un regalo che mister Pagliuca ha voluto fare al gruppo dopo la prestazione e la vittoria di Carrara. Tornando in campo venerdì prossimo e quindi dopo sei giorni rispetto appunto alla gara giocata a Carrara, in teoria il programma non avrebbe previsto giornate libere, ma crediamo che questo regalo del mister sia giusto, perché la squadra, per quello che sta facendo vedere in questo primo scorcio di stagione, merita forse anche qualcosa in più di questo giorno di riposo. Alla ripresa dei lavori chiaramente valuteremo le condizioni un po’ di tutti i calciatori, con però la bella novità di aver rivisto anche Duccio Degli Innocenti, che non solo è tornato in gruppo, ma ieri ha avuto anche uno scampolo di partita. Crediamo che anche questo sia un segnale importante che Pagliuca vuole dare sulla gestione umana di questo gruppo. Ed è un gruppo che sta ripagando al meglio quello che il mister, in questa sua seconda avventura empolese, sta provando a portare. La vittoria di Carrara ci dà ovviamente gioia innanzitutto per i tre punti, ma poi anche perché vincere un derby porta sempre quel qualcosina in più, soprattutto in quel campo dove lo scorso anno abbiamo fatto una delle peggiori figure di tutta la stagione. L’unico rammarico della serata è stata l’assenza dei tifosi azzurri in quello spicchio di stadio: c’erano soltanto sette-otto persone che appunto non risiedevano nelle varie province incriminate dal decreto. Partita tutt’altro che semplice e scontata, quella giocata ieri contro i giallo-azzurri, anche perché sapevamo che saremmo andati incontro a una gara diversa dal punto di vista tattico, affrontando una squadra che ci avrebbe aspettato bassa e che ci avrebbe imposto di provare a fare la partita, cambiando un po’ il canovaccio rispetto alle altre gare ufficiali vissute fin qui. E l’Empoli ci ha messo un pochino a entrare in questo meccanismo. Il primo tempo è stato complicato, sia perché si tendeva a non riuscire a creare quell’affondo giusto nonostante il pallone per tanto tempo fosse stato nei nostri piedi, sia perché quei fulminei contropiedi della Carrarese erano sempre ben articolati e l’Empoli non era messo benissimo in fase di ripiegamento, dopo essere stata appunto per larga parte di quella frazione dall’altra parte del campo. E nel primo tempo un po’ di fortuna, dobbiamo anche dirlo, l’abbiamo avuta, visto quel palo clamoroso a portiere battuto colpito da Abiuso, che era riuscito ad andar via dopo un errore di Magnino. In quel primo tempo forse non avevamo pagato nemmeno le scelte iniziali, soprattutto quella di Ceesay messo come seconda punta. Una partita, quella dell’ex Cesena, non positiva, che in qualche modo è andata a riverberarsi anche su quella di Shpendi.
I cambi erano stati la croce della partita poi persa a Mantova, ieri sono stati invece delizia, perché proprio con i cambi l’Empoli ha trovato linfa nuova, soprattutto con quelli di Bandinelli e Distefano, che sono andato a pungere in maniera più particolare, andando a cambiare anche un po’ i connotati di quella che era la fase di possesso dell’Empoli. Ma poi tutti i ragazzi che sono entrati hanno alzato lo spessore e la qualità del gioco dell’Empoli, andando a quel punto a schiacciare la Carrarese dentro la propria trequarti, ma non più per una richiesta specifica della partita, bensì proprio perché l’inerzia vedeva l’Empoli andare a sovrastare gli avversari. E la sublimazione è stata chiaramente l’azione che ha portato al gol, con Egan a servire Magnino, il capitano a mettere dentro un cross perfetto che va a riscattare anche una partita difensiva non totalmente positiva, e Popov che finalmente ritrova il gol. Anche il finale di gara ci racconta di un Empoli compatto, che non ha lasciato grandi spazi, se non proprio nei minuti di recupero, dove Seghetti si è dovuto impegnare un po’ di più per negare la gioia del pareggio ai padroni di casa. Vittoria nettamente meritata e vittoria di grande intelligenza, perché appunto si è riusciti, durante il corso della partita, a capire bene quello che, per quello che la partita stava portando, non funzionava al meglio, e si è andati a mettere dentro i correttivi giusti. È una bella risposta anche a quelli che possono essere stati un po’ i mugugni del mercato, che non ha portato, come evidenziato anche da noi, ci mancherebbe altro, alcune pedine che credevamo e crediamo tuttora potessero essere magari funzionali e importanti per questa rosa un po’ corta. Ma questo gruppo ha veramente un qualcosa in più. Quello che evidenziava anche lo stesso mister nella conferenza che ha preceduto la partita è un gruppo totalmente diverso da quello visto lo scorso anno, anche se qualche elemento magari è il medesimo. Ma c’è proprio un senso di appartenenza diverso, una volontà nell’interpretazione di quella che è la stagione, nella voglia, nella volontà. C’è un tutt’uno che ha capito quello che quest’anno siamo, quello che quest’anno dobbiamo fare, con tutte le difficoltà del caso e in maniera molto umile, cosa che lo scorso anno è totalmente mancata, se non forse nell’ultimissima parte di stagione, ma per necessità. In maniera molto umile, a testa bassa, sta remando in maniera forte e volitiva per colmare quelle che possono essere anche alcune lacune. È un Empoli che piace per atteggiamento e questo lo diciamo al di là del risultato di ieri, della buona partenza in termini di punti in questo campionato, perché non era facile preventivare sei punti dopo tre partite. Piace lo spirito, piace l’adattamento, piace il sacrificio e piace anche questo Guido Pagliuca che si anima, si sbraccia, si sgola, ma è tutto finalizzato anche in questo caso a una partecipazione davvero emotiva, paterna, rispetto ai suoi ragazzi. Un Pagliuca che per primo quest’anno predica quella parola che ho detto: umiltà. Quella stessa umiltà che rende questa squadra, come ormai ci piace etichettarla, una squadra operaia. Sappiamo bene quello che è il nostro obiettivo stagionale e, sempre rifacendoci a questo concetto di umiltà, dobbiamo ancora tenere i piedi ben saldi per terra. Non abbiamo fatto assolutamente niente, i 40 punti sono giustamente ancora lontani e troveremo sicuramente durante la stagione altri passaggi negativi, altre partite come quella vissuta a Mantova. Ma la differenza dove sta? Nella gestione. Perché è proprio la gestione delle sconfitte che, in particolar modo quando devi fare un campionato come il nostro, può fare la differenza. E lo si è visto a Mantova, a Carrara, per quello che chiaramente si è riusciti ad apportare in termini di qualitàm di perseveranza e di voglia. È questo quello che ci sta piacendo enormemente ad oggi.
Guardando alle prove dei singoli, vogliamo incoronare Yepes come il man of the match dell’Empoli. Lo spagnolo ha giocato una partita grandiosa sotto tutti i punti di vista. È il cervello di questa squadra. Ce ne sono tanti di cervelli in questa squadra, dobbiamo essere sinceri, così come ci sono, a differenza dello scorso anno, ed è un concetto venuto fuori in conferenza stampa pre-gara, più leader di quelli che invece lo scorso anno un po’ mancavano. Ecco, Yepes rappresenta uno di questi soggetti. Ma tornando a un discorso più prettamente calcistico, ieri ha giocato una partita di grande acume, sia quando doveva smistare, sia quando doveva fare filtro. E se Yepes gioca così in questa categoria è indubbiamente un grande valore. E poi diamo subito a Cesare quel che è di Cesare, perché parlavamo dei cambi che sono stati la svolta della gara di ieri e, in questi, c’è sicuramente quello di Filippo Bandinelli. Per lui un bel ritorno in maglia azzurra, perché Bandinelli è proprio quello che ha cambiato l’inerzia della partita, andando tra l’altro anche vicino al gol. Certo, sarebbe stato un gol in concomitanza con l’eventuale frittata del portiere, ma questo la dice lunga su come Pippo sia entrato in campo e sulla voglia che abbia di far bene con questa maglia. Come non citare ovviamente Popov, che non soltanto è stato bravo in quello stacco aereo, andando a segnare il gol, ma ha fatto un lavoro molto importante là davanti, quello che era mancato un po’ nel primo tempo, grazie anche, lo abbiamo già citato, a Di Stefano, che magari non si è visto molto in fase di finalizzazione, ma ha fatto un grande lavoro. È piaciuto un pò meno Magnino, lo abbiamo detto. Se andiamo oltre al cross, all’assist vincente per Popov, difensivamente le ultime due partite hanno convinto di meno e ieri non siamo andati sotto proprio per fortuna, visto che, come già scritto, Abiuso ha colpito un palo sbagliando di fatto un gol, ma l’azione era stata innescata proprio da uno degli errori di Magnino. Però dietro la lavagna finisce Ceesay e questo è stato un po’ il neo anche tattico della gara di ieri, poi rimessa a posto e vinta. Ma la scelta di rimettere Ceesay nella posizione in cui si è visto, almeno per quello che ha raccontato la gara di ieri, è stata ovviamente un errore e lui non ha praticamente dato niente. Anzi, ha coinvolto in quella negatività anche Shpendi, che ha dovuto subire la sostituzione. Egan continua a strabiliare e, su quella fascia destra, rappresenta davvero la grande invenzione fin qui di Pagliuca. E poi, come ha detto il mister, il mister sta davvero dimostrandosi un valore importante per questo gruppo. Saporiti da applausi, giocatore cresciuto tantissimo dallo scorso anno, soprattutto in personalità. Bravi, in ogni caso, tutti! Non vogliamo rifare discorsi fatti ormai un’infinità di volte, ma Pagliuca è tornato davvero con lo spirito giusto, sicuramente anche grazie a come la società quest’anno gli ha palesato il lavoro da dover portare a termine. Paradossalmente, grazie anche a un mercato lento e meno incisivo, perché quest’anno Pagliuca non ha avuto la squadra stravolta negli ultimi due giorni di mercato, ma alla fine ha lavorato praticamente con il gruppo iniziale che chiaramente, nel corso del mercato, ha visto perdere e raggiungersi alcuni pezzi. Ma l’ossatura con la quale ha potuto lavorare fondamentalmente è quella che oggi ancora c’è e questo sicuramente ha aiutato molto un tecnico come lui.
Ma è un Pagliuca che ci sta mettendo anima, cuore, cervello. Le parole che racconta pubblicamente, ma credeteci anche privatamente, sono davvero quelle di un uomo che ha una voglia matta di far bene, ma prima ancora di questo ha un amore incondizionato per questo gruppo, che sente suo. Lo scorso anno qualcosa non ha funzionato dal punto di vista empatico allenatore-squadra, lo possiamo dire senza grandi giri di parole. Quest’anno è un tutt’uno, un unisono, un coro meraviglioso, un padre che fa di tutto per far sì che i propri figli, anche con qualche rimprovero, possano tirare fuori oltre quello che hanno. Perché anche se qualche limite indubbiamente ci potrà essere, questa squadra dei valori ce li ha e li sta facendo vedere. Lo abbiamo detto tantissime volte: la qualità è sempre la qualità, ma in un campionato come quello della Serie B l’atteggiamento, lo spogliatoio e l’abnegazione possono essere fattori davvero fondamentali. Solo con le figurine in Serie B si va da poche parti, lo racconta la storia. E questo Empoli è un Empoli che forse non ha tante figurine, ma paradossalmente ha molti leader, come già detto. È questo mix che crediamo davvero importante: tra gioventù, con quindi tutto quello che ne comporta, tra l’altro gioventù che per lo più arriva dal settore giovanile dell’Empoli e quindi sente il senso di appartenenza ancora più vivo, e l’esperienza. Ma in questo caso giocatori d’esperienza che hanno ancora molta fame e che soprattutto hanno una gran testa e, nel loro essere leader, non sono quelle prime donne boriose, ma si calano in questa mentalità operaia che ci piace ed è quella che siamo convinti ci porterà non lontanissimo, ma sicuramente dove dobbiamo arrivare.
















Contento per Yepes e Bandinelli, due giocatori che in molti ritenevano ormai ai titoli di coda…. gran bello spirito di squadra che non si vedeva da anni dalle nostre parti… la squadra deve vivere alla giornata senza aspettative o aspettative basse…. Magnino non può fare il braccetto, si vede che è palesemente fuori ruolo…
Ho sempre affermato di preferire una squadra “operaia”, ma con i giocatori che fanno gruppo e “sputano” l’anima in campo, piuttosto che la squadra zeppa di nomi, ma che giocano ognuno per conto suo.
Meglio avere dei limiti tecnici, che però vengono compensati con la grinta e la voglia, che avere delle qualità che non si è in grado di esprimere.
Attualmente il giocatore che mi convince meno in questo gruppo è Ceesay, non per le sue qualità tecniche, ma ho come l’impressione che scenda in campo svogliato ed è l’elemento che vedo più slegato dal gruppo.
Mi stanno sorprendendo i giovani come Egan e Biondini. Non tanto per le loro qualità, che avevano già mostrato nelle giovanili, ma per la sicurezza che dimostrano in campo. Attualmente sembrano dei veri e propri veterani. Gli errori arriveranno, ma il potenziale di questi ragazzi è altissimo.
Dobbiamo ancora trovare alcuni equilibri. La posizione di Magnino per adesso mi lascia dubbi, anche se il ragazzo si sta impegnando e non ho critiche da fargli. Attualmente, come difesa, siamo andati in crisi sulle ripartenze in velocità (l’azione del gol del Pisa in Coppa Italia, un paio di azioni contro la Cremonese, compresa quella che portò all’espulsione di Ceesay, contro il Mantova e ieri sull’azione in cui la Carrarese ha preso il palo).
Sulle azioni da fermo, per adesso la difesa si è comportata piuttosto bene.
Seghetti ha fatto un buon inizio campionato, forse l’unica critica che gli si può fare è che a volte sta un po’ troppo fuori dai pali (anche ieri, ho avuto un brivido su un paio di tiri da centrocampo della Carrarese).
Comunque, per adesso, nonostante avessi abbastanza fiducia nel potenziale della nostra squadra, siamo stati addirittura superiori alle mie personali aspettative. Speriamo di poter continuare così e migliorare ulteriormente.
Io aspetterei ad esaltarmi, abbiamo giocato contro probabilmente la peggior squadra della serie b, non facevano 3 passaggi in fila, e comunque ci e’ andata di lusso nell’azione dove hanno preso il palo, perche’ se segnano poi non so come finisce. Io insisto nel dire che i giocatori vadano fatti giocare nel proprio ruolo, e’ troppo rischioso Magnino in difesa, non ha ne’ il passo ne’ la capacita’ di difendere ovviamente. Abbiamo chi puo’ giocare al suo posto ( Berizzi Indragoli ) o se questi non vanno bene prendiamo uno svincolato. Va bene lo spirito di squadra, la compattezza e via discorrendo, ma s’e vinto 2 partite contro una squadra che camminava in campo, e ieri , voliamo bassi e’ meglio.
Quindi non é mai merito nostro, ma sempre demerito degli altri…perfetto
E comunque va bene che è un bubbone atomico ma anche la Samp che ne ha comprati a bizzeffe a preso uno svincolato(Karamoh). Secondo me uno alla nostra portata lo troviamo.
@.. (visto che mettere un nickname fa troppa fatica…)
Ma è possibile che qualsiasi lato positivo venga preso come “Esaltazione”?
Non mi pare di aver letto nessuno che abbia scritto “puntiamo ai Playoff”, “vinciamo il campionato”, etc.
Almeno io (ma penso che anche tutti quelli che scrivono qui) sono consapevole di avere ancora davanti una montagna da scalare.
Sono consapevole che la squadra è tutt’altro che perfetta ( mi sembra di aver sottolineato che soffriamo le azioni di ripartenza veloce, che alcune posizioni in campo non mi convincono e altri lati carenti).
Ma semplicemente dare un po’ di fiducia e sostegno a questo gruppo, costa troppo? E’ esaltazione?
Vogliamo fare i pessimisti a prescindere? E cosa otterremmo con questo atteggiamento?
Vanno bene le critiche (costruttive), ma per qualcuno qui, dopo 3 giornate saremmo stati a 0 punti (e anche io, onestamente, avrei firmato per 3/4 punti nelle prime tre giornate).
Ribadisco che so perfettamente che dovremo lottare fino all’ultimo secondo dell’ultima giornata per salvarsi. So perfettamente che la Carrarese vista ieri è messa peggio di noi (comunque è uno scontro diretto e lo abbiamo vinto).
Mi pare però, che a parte la “corazzata” Palermo, e qualche altra squadra, ci siano in B molte squadre che abbano in questo momenti problemi maggiori della nostra (ad esempio il Catanzaro alla terza sconfitta consecutiva e che la settimana prossima affronterà proprio la Carrarese).
E quello che dico ma se era per testare Biondini allora andava fatto giocare anche a Mantova …
Io penso che Indragoli alla fine peggio non farà.. Se Curto riuscirà a diventare un leader … quello che non sapeva fare Lovato !
Dietro serve molto di più avere una guida base , quello che l’anno scorso mancava
Proprio non ce la fai ad arrivare, perché Biondini non ha giocato a Mantova????
Comunque sarai sicuramente d’accordo con me che il miglior centrocampista che abbiamo sia Yepes e vorrei vedere che dicessi il contrario, è l’anima della squadra sia in fase di possesso che in non possesso.
Hai detto una cosa giusta, forse Curto al
Netto delle sue , enormi lacune tecniche, ha la qualità di poter farsi intendere in difesa, cosa che Lovato non era in grado di fare..
io insisto nel provare belardinelli centrale difensivo riportare Curto esterno e magnino a centrocampo.
Leader non e come faceva Lovato che andava a giro per il campo portando palla a caso, ma quello che aiuta e mette una pezza sugli sbagli quello che richiama a tenere le posizioni , quello che sa incitare i compagni nel modo giusto !
Io vorrei fare un elogio a magnino che si sta prodigando in un ruolo nn suo!! Complimenti!!
Vedrete che quando romagnoli sarà in forma tornerà nel suo ruolo!
io e mio figlio eravamo due degli otto nel settore ospiti e concordo pienamente sul fatto che la mancanza del tifo empolese e mancata . forza azzurri avanti cosi
Onore a te, onore a voi, siete stati grandi 💪
Vittoria importantissima per mille e un motivo.Abbiamo recuperarlo Popov e uno spirito di squadra che non si vedeva da tempo.Ma la Carrarese non era il Mantova.Quindi piedi per terra ed umilta’,partita dopo partita.Carlo B
E dai, non mi sembra di aver visto cortei di macchine in Empoli.
Certo non si può essere felici nemmeno dopo una vittoria….
Nessuno ha mai detto parole oltre il dovuto in tutti i commenti che ci sono stati.
Sotto con l’Arezzo ora!