La Coppa Italia, nella storia dell’Empoli, non è mai stata una competizione dalla quale siano arrivate grandi soddisfazioni con continuità. Eppure, guardando indietro, il percorso degli azzurri racconta parecchie pagine interessanti, alcune delle quali appartengono ormai alla storia del club. Il dato più importante è naturalmente quello relativo al miglior risultato di sempre: la semifinale raggiunta nella stagione 2024/25. Un traguardo che ha cancellato il precedente record, rappresentato dai tre quarti di finale conquistati nel 1985/86, nel 1987/88 e nel 2006/07. Ma per raccontare davvero la storia dell’Empoli in Coppa Italia bisogna partire molto più indietro.
Il debutto nel 1935
La prima partecipazione dell’Empoli alla Coppa Italia risale alla stagione 1935/36, quando la competizione aveva una struttura molto diversa da quella attuale. Gli azzurri superarono il primo turno eliminando il Pontedera, battuto 1-0 il 15 settembre 1935, prima di arrendersi al S.A. Piombino nel secondo turno, con la sconfitta per 2-1 del 27 ottobre.
L’Empoli sarebbe tornato protagonista nella Coppa Italia degli anni Trenta in altre occasioni: nel 1937/38 superò il primo turno per rinuncia della Pistoiese, prima di essere eliminato dal Pontedera; nel 1938/39 batté il Benini Firenze prima di arrendersi al Prato; nel 1939/40 uscì subito contro la Carrarese e nel 1940/41 superò il Forte dei Marmi prima di essere eliminato ancora dal Prato.
Sono gli albori di una storia destinata poi a interrompersi e a ripartire con modalità differenti nel secondo dopoguerra.
Gli anni Ottanta e la prima grande impresa
Per trovare la prima vera impresa dell’Empoli nella Coppa Italia bisogna aspettare la stagione 1985/86.
È una squadra che sta vivendo uno dei momenti più importanti della propria storia: l’Empoli è in Serie B e si ritrova inserito in un girone di qualificazione che comprende anche l’Inter. Gli azzurri chiudono secondi, a pari punti con Avellino, Cesena e Brescia, ma conquistano il passaggio agli ottavi grazie alla migliore differenza reti.
Agli ottavi arriva il Milan.
L’andata al Castellani diventa una delle partite simbolo di quella Coppa: l’Empoli vince 1-0 grazie a un gol di Cecconi all’85’. A San Siro, nel ritorno, il Milan passa in vantaggio con Paolo Rossi, ma gli azzurri reagiscono e trovano con Della Monica il gol dell’1-1 che vale la qualificazione.
Per la prima volta nella sua storia l’Empoli è tra le migliori otto della Coppa Italia.
Ai quarti c’è la Fiorentina. E anche qui arriva un risultato destinato a rimanere nella memoria: il 7 maggio 1986, al Castellani, gli azzurri battono i viola 3-2. Zennaro, Cecconi e Della Monica ribaltano la rete iniziale di Maldera e firmano un successo storico. Nel ritorno, però, la Fiorentina si impone 3-0 e interrompe il cammino empolese.
Quel quarto di finale rappresenta, fino a quel momento, il punto più alto raggiunto dall’Empoli nella competizione.
Un’altra volta ai quarti: 1987/88
Passano appena due anni e l’Empoli riesce a ripetersi.
Nella Coppa Italia 1987/88 gli azzurri superano nuovamente la fase a gironi, chiudendo secondi alle spalle dell’Avellino. Agli ottavi il sorteggio propone la Roma.
L’Empoli compie un’altra impresa: al Castellani vince 2-1 con le reti di Zanoncelli e Brambati, mentre Voeller accorcia nel finale. Al ritorno all’Olimpico gli azzurri riescono a mantenere lo 0-0 e conquistano nuovamente i quarti.
L’avversaria è ancora una grande del calcio italiano: l’Inter.
A San Siro i nerazzurri vincono 2-1, mentre al ritorno il 2 marzo 1988 si impongono 1-0 a Empoli. Il cammino si interrompe, ma per la seconda volta in tre stagioni l’Empoli è tra le prime otto.
È un dato significativo: quella squadra, pur non andando oltre i quarti, riuscì a eliminare in due edizioni consecutive Milan e Roma, prima di arrendersi rispettivamente a Fiorentina e Inter.
Gli anni Novanta: tante partecipazioni, meno strada
La successiva fase della storia azzurra in Coppa Italia è molto meno brillante.
Con il progressivo cambiamento del format della competizione, l’Empoli alterna eliminazioni nelle prime fasi e qualche passaggio di turno. Nel 1996/97, ad esempio, supera la Reggina ma viene eliminato dal Milan; nel 1997/98 arriva ai sedicesimi, dove viene eliminato dal Lecce, mentre nel 1998/99 si ferma nuovamente ai sedicesimi contro l’Atalanta.
Sono anni nei quali la Coppa Italia rappresenta soprattutto una parentesi all’interno del percorso di crescita del club.
La seconda grande cavalcata: 2006/07
Per ritrovare l’Empoli nei quarti bisogna aspettare la stagione 2006/07. È una delle annate più belle della storia recente del club, quella della prima qualificazione europea. In Coppa Italia gli azzurri affrontano il Genoa negli ottavi di finale.
E lo fanno nel modo migliore possibile.
All’andata, al Castellani, finisce 1-0 con il gol di Iacoponi. Al ritorno a Marassi arriva un’altra vittoria, ancora per 1-0, questa volta firmata da Nicola Pozzi su rigore. L’Empoli elimina il Genoa senza subire gol nelle due partite e raggiunge i quarti.
Ancora una volta, però, sulla strada degli azzurri c’è l’Inter.
A Empoli i nerazzurri vincono 2-0, ripetendosi con lo stesso risultato a San Siro. Per la terza volta nella propria storia l’Empoli è arrivato ai quarti di finale, e per la terza volta non riesce a superarli.
Un curioso filo conduttore lega quindi le tre precedenti partecipazioni ai quarti: in due occasioni su tre, 1987/88 e 2006/07, a eliminare gli azzurri è stata proprio l’Inter.
Dal 2007 in avanti: qualche ottavo, ma soprattutto eliminazioni premature
Dopo il 2006/07, l’Empoli vive una lunga fase senza riuscire più a tornare tra le prime otto.
Nel 2007/08 arriva agli ottavi e trova nuovamente la Juventus: l’Empoli vince 2-1 al Castellani con le reti di Pozzi e Abate, ma viene eliminato al ritorno a Torino, dove i bianconeri si impongono 5-3.
Nel 2008/09 gli azzurri arrivano ancora agli ottavi, mentre nelle stagioni successive il percorso si accorcia. Nel 2014/15 arriva un altro ottavo di finale, con eliminazione per mano della Roma; poi diversi percorsi si fermano tra terzo e quarto turno.
La crescita torna a manifestarsi nella stagione 2020/21: l’Empoli, allora in Serie B, arriva fino agli ottavi. Il percorso è particolare anche per il 3-0 a tavolino contro il Brescia, che permette agli azzurri di qualificarsi agli ottavi prima della sfida contro il Napoli.
Anche nel 2021/22 l’Empoli raggiunge gli ottavi, dove viene eliminato dall’Inter dopo i tempi supplementari: 3-2 per i nerazzurri.
Il 2025: la pagina più importante
Poi arriva la stagione 2024/25. E qui cambia tutto.
L’Empoli parte dai trentaduesimi e, dopo aver superato il Catanzaro, elimina il Torino ai sedicesimi e poi la Fiorentina nel derby agli ottavi, vincendo ai rigori dopo una partita incredibile. Il percorso porta quindi gli azzurri ai quarti di finale contro la Juventus.
Il 26 febbraio 2025, all’Allianz Stadium, accade qualcosa che fino a quel momento sembrava quasi impossibile: l’Empoli pareggia 1-1 nei tempi regolamentari, con il gol di Youssef Maleh, e poi supera la Juventus ai calci di rigore per 4-2.
È il momento che cambia definitivamente la storia dell’Empoli in Coppa Italia.
Perché quel successo non vale semplicemente un’altra qualificazione ai quarti: significa raggiungere per la prima volta le semifinali della competizione.
L’avversario è il Bologna.
La semifinale è disputata su due partite e il primo atto, al Castellani, vede il Bologna imporsi 3-0, il secondo al Dall’Ara premia ancora i rossoblù per 2-1. Con il 5-1 complessivo gli emiliani volano in finale
Il sogno della finale svanisce, ma resta il risultato più importante di sempre dell’Empoli nella manifestazione.
I numeri della storia
La Coppa Italia 2024/25 è stata la 45ª partecipazione dell’Empoli alla competizione nazionale maggiore. Un dato che rende l’Empoli la società non capoluogo di provincia con il maggior numero di partecipazioni alla Coppa Italia maggiore, davanti alla Sambenedettese.
Con la partecipazione del 2025/26, conclusa ai sedicesimi contro il Genoa, il conto è salito a 46.
La stagione 2026/27 rappresenta dunque la 47ª partecipazione dell’Empoli alla Coppa Italia maggiore. Il primo impegno sarà il derby con il Pisa, in programma nel primo turno; in caso di qualificazione, gli azzurri affronteranno la vincente di Fiorentina-Benevento.
Sono numeri che raccontano una presenza ormai quasi ininterrotta nel calcio nazionale di vertice, ma anche la difficoltà storica dell’Empoli nel trasformare la partecipazione alla Coppa in un cammino profondo.
I record azzurri in Coppa Italia
Il record più importante è naturalmente la semifinale del 2024/25.
Prima di quella cavalcata, l’Empoli aveva raggiunto per tre volte i quarti di finale:
- 1985/86: eliminazione contro la Fiorentina;
- 1987/88: eliminazione contro l’Inter;
- 2006/07: eliminazione contro l’Inter.
Gli ottavi di finale sono invece stati raggiunti in diverse occasioni, comprese le stagioni 1985/86, 1987/88, 2002/03, 2007/08, 2008/09, 2014/15, 2020/21 e 2021/22.
Sul piano statistico, prima dell’inizio della stagione 2025/26 l’Empoli aveva disputato 138 partite nella Coppa Italia maggiore, con 47 vittorie nei 90 minuti, 25 pareggi e 66 sconfitte nei tempi regolamentari; non vengono conteggiate, in questo dato, le partite della Coppa Italia di Serie C.
Il miglior marcatore storico azzurro nella competizione è Francesco Tavano, autore di 10 reti, davanti a due giocatori simbolo della storia empolese come Cecconi e Lodi, entrambi a quota 9. Il primatista di presenze è invece Della Scala, con 42 partite, seguito da Vertova a 34 e Calonaci a 33.
C’è poi un altro dato curioso: Fiorentina e Inter sono le due squadre che più spesso hanno rappresentato l’ostacolo finale per l’Empoli, con quattro eliminazioni ciascuna. La Fiorentina è inoltre l’avversaria affrontata più volte dagli azzurri nella competizione.
Una storia fatta soprattutto di imprese
In definitiva, la storia dell’Empoli in Coppa Italia non è quella di una squadra abituata ad arrivare fino in fondo. È piuttosto la storia di una società che, periodicamente, ha saputo regalarsi serate capaci di andare oltre il proprio peso specifico.
Il 3-2 alla Fiorentina del 1986, la qualificazione contro il Milan a San Siro, l’eliminazione della Roma nel 1988, le due vittorie sul Genoa nel 2006/07, fino ad arrivare al successo ai rigori contro la Juventus nel 2025.
Tutte fotografie diverse di una stessa storia.
Perché se la Coppa Italia non ha mai portato un trofeo nella bacheca della prima squadra dell’Empoli, nel corso dei decenni ha comunque regalato alcune delle pagine più sorprendenti della storia azzurra.
E dal febbraio 2025 ne contiene una che, almeno per ora, nessun’altra aveva mai scritto: Empoli in semifinale di Coppa Italia.
















La Coppa Italia 2025 è il simbolo del degrado societario a cui è andato incontro l’Empoli
Coppa Italia 2025=Zurigo: le due pagine più belle e allo stesso tempo deludenti degli ultimi anni. Distruggere i sogni è una cosa infima.
Assurdità totale nella gestione di queste 2 gare, da essere occasioni uniche e giocarcele a pensare di non farlo per raggiungere altri obbiettivi ( salvezza ) …che poi grazie anche al lato psicologico delle 2 sconfitte senza giocartele non hai raggiunto .
2 Cose incredibili che abbiamo vissuto
ma datela vinta al Pisa.
per evitare brutte figure ancora non abbiamo una squadra competitiva per la categoria..la nostra vittoria sarà solo il passaggio societario a altri..purtroppo con questi la parabola discendente è arrivata quasi alla fine
Speriamo amico mio, speriamo…
Begli amici t’ hai…davvero chi si assomiglia si piglia.
Vorrei avere l’ottimismo dell’ignoranza. Spiegaci come si fa per ottenerlo..
Vincere aiuta a vincere.
Perdonami, ma codesti discorsi non si possono leggere….
per l amor del cielo solo a rammentare quella col Bologna…mi viene il vomito…s è fatto una figura di merda davanti tutta Italia e la federazione ce l ha fatta ricacare
Concordo sulla figura di m, il resto è una tua fantasia
pensa che figura tu facevi in mondovisione se andavi in finale con 4 gatti al seguito
Hai la riprova che saremmo stati due gatti?…
Rimango basito di quello che scrivete.
E cmq, parafrasando il buon Ottavio, non saremmo stati pochi… saremmo stati tutti!
anche se fossimo stati 3000 il nulla in confronto ai 30000 biglietti che ti mettevano a disposizione
Ma nn gli rispondere nemmeno a codesta gente…
poero trullo…a oggi siamo abbonati il 7%della popolazione…sono sicuro che dal nome lo sai fare. .allora calcolalo anche sulle altre tifoserie…
poi se riuscivi a una città di 50000 abitanti di portarne 30000 a Roma…è come se le 3 finali che ha fatto la tua squadra dovevate andare in 300000 mila….via dai anche il Chievo giocava a Verona e lo stadio era sempre vuoto…nemmeno se prendevano quelli al cimitero ce la facevano a riempirlo…
Nell’articolo é stato dimenticato che tra Catanzaro e Fiorentina, abbiamo superato anche lo scoglio Torino.
ma voi siete fissati con le poche persone che vanno alle partite
…. ma se siamo questi bastano e avanzano.
Blitz per Zilli
Come riporta tifocosenza.it, il club biancorosso avrebbe effettuato un blitz per assicurarsi Massimo Zilli, centravanti classe 2002 di proprietà del Cosenza reduce dal prestito al Frosinone. I veneti avrebbero così superato nella corsa sia Empoli che Mantova.
Non stiamo parlando di Cristian Vieri, però gli obbiettivi di mercato si stanno uno ad uno accasando altrove…
Hai ragione, se non riusciamo a prendere un certo Zilli (non Maradona, ma Zilli)…. ma dove vogliamo andare…. con tutto il rispetto, ma i ns ragazzini in B se li mangiano a colazione…..
Fonte: Nicola Binda sulla Gazzetta dello Sport. “L’Empoli prepara una fase particolarmente intensa del proprio mercato dopo la cessione di Guarino al Samsunspor. Il club toscano potrebbe completare circa sei innesti e tra i profili seguiti figura Dembelé del Torino, reduce dall’esperienza al Mantova”. Secondo me tra questi 6 c’è invece anche Zilli, che non era il mio preferito, ma se viene ben venga.
La Semifinale con il Bologna è stata il negativo di una fotografia talmente amara che ancora oggi fatico a spiegarmela e non parlo certo del risultato…
Non ce la dovrebbero far più giocare la coppa Italian, da quanto l’abbiamo snobbata, per i motivi, per essersi presentati a Bologna con metà squadra.
Una vergogna, ancora più di Zurigo.
Appartenenza ZERO.
Detto questo noi tifosi contro il Pisa ci teniamo tanto, che non si cominci a parlare del nostro solito snobbismo nei confronti della Coppa Italia perchè vorrebbe dire che ancora non abbiamo capito nulla dagli errori fatti in passato.
la coppa Italia al primo turno non la snobbi perché è una preparazione al campionato che deve ancora iniziare. Quindi non c è da preservare energie o altro. Il problema è che ora come ora la differenza col Pisa è molto ampia. Quindi non perderai x snobbismo ma per inferiorità.
Per snobbismo e perdita della retta via si perde di sicuro, per inferiorità (che poi il Pisa non è l’inter !) alcune volte si riesce a tenere testa all’avversario.
Quindi se non si perde la retta via non è detto che perderemo.
Li hai perso uno sbotto di tifosi presunti tali che un tu ne hai idea!
Siamo i soliti e chi si aggiunge sostituisce chi ci lascia …
riflettere farebbe bene !
Fosse un momento normale, ti darei ragione. Ma ricordati il periodo storico in cui siamo. Unico nella nostra storia…
ma poi…priorità al campionato e alla salvezza…4 giorni dopo la semifinale Empoli-Cagliari…1 tiro in porta di cacace in 90 minuti…e questa sarebbe stata la giusta causa per “non ” giocare una storica semifinale di coppa Italia?…bella figura davanti alla nazione intera..
la causa fu giusta o sbagliata che sia che avevi 12 13 giocatori precisi x affrontare 5 partite on 15 gg con le 2 semifinali in mezzo e 2 scontri salvezza. Fu presa questa decisione, forse sbagliata, ma con una logica perché non avevi centrocampo. Vero che col Cagliari nin vincesti ma se perdevi eri già retrocesso senza nemmeno arrivare a giocartela fino all ultima giornata. In 2 gare invece che secca era quasi impossibile battere il Bologna. Poi i turni precedenti in cui avevi battuto gobbi e nane allora andava bene giocare con Seghetti, Tosto e Marianucci. Se anche rischiavi i mezzi rotti avresti perso 2 0 invece che tre. Non cambiava nulla e così hai potuto giocarti la salvezza fini alla fine
La causa fu giusta ????
Non è bastato Zurigo per imparare che un’occasione così va onorata in tutto e per tutto, un’occasione che capita una volta ogni 100 anni, un’occasione da onorare in campo, sugli spalti ma soprattutto chi comanda e gestisce le stanze che contano.
Il grande rammarico è che queste occasioni non ricapiteranno più.
Già ! ma noi dovevamo riposare dopo Zurigo e dopo Bologna per l’obiettivo salvezza…. All’anima !!!
Il tutto con giocatori di 20/25 anni che dovrebbero fare le buche in terra
su Zurigo perfettamente d accordo con te perché era ad ottobre ed avevi la rosa al completo. Sul Bologna la reputo una cosa che ci può stare per la situazione straordinaria che c era con una rosa ristretta al lumicino. A rosa completa o quasi avremmo messo dentro una formazione decente. Poi che dispiaccia sono d accordo ma per me non si poteva fare diversamente. Avevi 2 soli attaccanti senza un cambio ed eri senza centrocampo.