È arrivata a conclusione la vicenda giudiziaria che ha visto contrapposti Aurelio Andreazzoli e l’Empoli FC in merito al contratto sottoscritto dall’allenatore nel settembre 2023. A riportare la notizia è La Nazione, che ricostruisce i passaggi della controversia e la recente decisione del Tribunale di Firenze. Andreazzoli, che nel corso delle sue diverse esperienze sulla panchina azzurra ha superato le cento presenze alla guida dell’Empoli, era tornato a guidare la squadra all’inizio della stagione 2023/24. Dopo le prime quattro giornate, il tecnico era stato infatti richiamato per la terza volta, prima di essere esonerato il 15 gennaio 2024, quando la società decise di affidare la squadra a Davide Nicola. Una scelta che si sarebbe poi rivelata decisiva per il raggiungimento della terza salvezza consecutiva dell’Empoli in Serie A. Il nodo della questione riguardava però alcune clausole presenti nel contratto firmato da Andreazzoli il 19 settembre 2023. Al momento della salvezza, avvenuta il 24 maggio 2024, il rapporto contrattuale con il tecnico risultava ancora formalmente in essere, nonostante l’esonero. Andreazzoli aveva quindi ritenuto che fossero maturate sia le condizioni per ottenere integralmente il premio salvezza sia quelle previste per il rinnovo automatico del contratto.
Per questo motivo, il 18 giugno 2024 l’allenatore aveva chiesto all’Empoli il pagamento di 184mila euro lordi, cifra prevista dall’accordo, dichiarandosi contestualmente disponibile a proseguire il rapporto anche nella stagione successiva. La società azzurra aveva però contestato l’interpretazione dell’allenatore, riconoscendogli 86.588,24 euro lordi, vale a dire il 47% del premio complessivo. Una cifra calcolata in proporzione al periodo effettivamente trascorso da Andreazzoli sulla panchina azzurra: 16 delle 34 gare disputate nella parte restante del campionato. La vicenda è così approdata in tribunale. Il 26 settembre 2024 Andreazzoli aveva presentato ricorso contro l’Empoli, chiedendo anche il risarcimento del danno patrimoniale che, secondo la sua ricostruzione, ammontava a 1,38 milioni di euro. A distanza di due anni è arrivata la decisione del Tribunale di Firenze. Lo scorso 16 settembre il giudice Silvia Fraccalvieri ha respinto il ricorso presentato dall’ex allenatore azzurro, assistito dall’avvocato Mattia Grassani, dando ragione alla posizione sostenuta dall’Empoli FC, rappresentato dagli avvocati Vittorio Rigo e Alberto Stropparo.
Alla base della decisione c’è un punto preciso: al momento del raggiungimento della salvezza, Andreazzoli non ricopriva più il ruolo di “allenatore responsabile della Prima Squadra”, affidato a quel punto a Davide Nicola. Secondo il giudice, questa condizione era determinante ai fini dell’applicazione delle clausole contrattuali legate al rinnovo automatico e al riconoscimento integrale del premio salvezza. Di conseguenza, è stata ritenuta corretta la scelta dell’Empoli di corrispondere ad Andreazzoli il premio in misura proporzionale al periodo in cui aveva effettivamente guidato la squadra. Il Tribunale ha infine disposto la compensazione integrale tra le parti delle spese processuali, chiudendo così il contenzioso tra il tecnico e il club azzurro.
















Che coraggio a chiedere il premio di cosa, ci aveva fatto praticamente retrocedere doveva ma essere lui a chiedere le dimissioni
ip peggior allenato dell’ultimi 35 anni , se con quella squadra che si aveva anche un cieco ci avrebbe portato in serie A dopo li acquisti anche un cinese di Prato !