Ci sono giocatori che arrivano in prima squadra quasi in punta di piedi, altri che invece sembrano avere bisogno soltanto di qualche minuto per far capire di essere pronti. Matteo Egan appartiene, almeno per quanto visto in questo primissimo scorcio di stagione, alla seconda categoria. Classe 2007, cresciuto nel settore giovanile dell’Empoli, il giovane esterno azzurro si sta affacciando alla ribalta del calcio dei grandi con una naturalezza che non può passare inosservata. Egan è nato in provincia di Pisa, precisamente a San Frediano a Settimo, e possiede la doppia cittadinanza italiana e irlandese. A livello calcistico, però, la sua scelta internazionale sembra già piuttosto chiara: l’Irlanda. Il ragazzo ha infatti già vestito la maglia delle selezioni giovanili irlandesi, collezionando tre presenze con l’Under 16 e altre tre con l’Under 19. È bene ricordare, comunque, che le presenze maturate nelle rappresentative giovanili non chiudono definitivamente la porta a un eventuale futuro cambio di nazionale: in presenza dei requisiti previsti dai regolamenti FIFA, un calciatore con doppia cittadinanza può ancora scegliere, più avanti, quale nazionale rappresentare a livello maggiore. Per Egan, oggi, la strada irlandese appare quella più naturale, ma il passaporto italiano mantiene teoricamente aperta anche un’altra possibilità. Il motivo per cui oggi parliamo di lui, però, non è la sua situazione internazionale. È quello che sta facendo sul campo.

Perché Matteo Egan è uno dei ragazzi che l’Empoli ha portato dal settore giovanile direttamente dentro la prima squadra e che Guido Pagliuca, dopo averlo osservato durante il ritiro estivo e nelle amichevoli, ha deciso di utilizzare immediatamente nelle partite che contano. E i numeri, in questo caso, raccontano soltanto una parte della storia. Nelle prime due gare ufficiali disputate dall’Empoli, Egan è infatti partito titolare in entrambe. Prima nel derby di Coppa Italia sul campo del Pisa, poi nella gara d’esordio casalinga contro la Cremonese. Due partite, due maglie da titolare e soprattutto due prestazioni che hanno lasciato una sensazione precisa: questo ragazzo può ampiamente starci. La cosa interessante è anche il modo in cui Pagliuca lo sta utilizzando. Egan è un esterno, un giocatore di fascia capace di agire sia a destra che a sinistra. In estate si poteva pensare che la sua collocazione naturale potesse essere soprattutto sulla corsia mancina, ma il tecnico azzurro ha scelto di impiegarlo prevalentemente a destra, come mezzala nel sistema utilizzato in queste prime gare. Una scelta che sta pagando. Egan ha corsa, gamba, intraprendenza. Ha soprattutto una capacità atletica che colpisce immediatamente l’occhio. Corre tanto e corre continuamente. Anzi, a tratti sembra che in campo abbia davvero tre polmoni. Non dà mai l’impressione di essere appagato dopo uno scatto o dopo un recupero: riparte, accompagna l’azione, torna, si ripropone. È quel tipo di giocatore che dà la sensazione di poter coprire una porzione enorme di campo. Ma fermarsi alla corsa sarebbe riduttivo.

Egan sta mostrando anche personalità. Non sembra intimorito dal salto di categoria, non si nasconde, cerca la giocata, prova ad accompagnare l’azione offensiva e non rinuncia al duello. È un giocatore che ha ancora inevitabilmente margini enormi di crescita, ma che possiede già alcune caratteristiche difficili da insegnare: la disponibilità al sacrificio, la voglia di correre, l’aggressività agonistica e soprattutto la predisposizione a stare dentro la partita. La sua duttilità, inoltre, rappresenta un valore aggiunto importante per Pagliuca. Se il sistema dovesse virare dal 3-4-2-1 al 3-5-2, come già visto in alcune amichevoli, Egan potrebbe tranquillamente essere utilizzato anche come quinto di destra. Una posizione nella quale le sue caratteristiche atletiche e la capacità di percorrere la fascia potrebbero esaltarsi ulteriormente. Ed è proprio questa versatilità che rende il suo profilo particolarmente interessante. Egan non è comunque un ragazzo comparso improvvisamente dal nulla. Chi ha seguito con maggiore attenzione il settore giovanile azzurro lo conosce già da tempo. Il suo percorso all’interno dell’Empoli è stato lungo e costante e già quest’estate, in un approfondimento a firma di Simone Galli, PianetaEmpoli aveva indicato il suo nome tra quelli dei giovani maggiormente pronti per il salto verso la prima squadra. La scorsa stagione, con la Primavera guidata da Andrea Filippeschi, Egan è stato infatti uno degli elementi più importanti della squadra. Quasi sempre titolare, ha messo insieme 25 presenze, 6 gol e 3 assist. Numeri significativi soprattutto se rapportati al ruolo e all’età, perché raccontano di un esterno capace non soltanto di garantire quantità e lavoro sulla fascia, ma anche di incidere nella metà campo avversaria. Adesso, però, il palcoscenico è completamente diverso.

Il ragazzo che fino a pochi mesi fa giocava con la Primavera si trova a condividere lo spogliatoio con giocatori esperti, affronta avversari adulti e deve misurarsi con ritmi, intensità e responsabilità completamente differenti. Eppure, nelle prime due occasioni ufficiali, la sensazione è stata quella di un giocatore tutt’altro che fuori posto. Anzi. Forse è proprio questo l’aspetto più interessante di Egan: non sembra aver avuto bisogno di un lungo periodo di adattamento. Pagliuca lo ha messo dentro e lui ha risposto presente. Naturalmente sarebbe sbagliato trasformare due partite in una sentenza definitiva. La stagione è lunghissima e il calcio professionistico presenta difficoltà che il settore giovanile non può replicare. Ci saranno partite meno brillanti, momenti complicati, errori e probabilmente anche momenti nei quali sarà necessario tirare il fiato. Ma il materiale sul quale lavorare appare evidente. Transfermarkt attribuisce oggi a Egan un valore di mercato di 50 mila euro. Una valutazione che, considerando il percorso appena iniziato tra i professionisti, appare destinata a essere rapidamente più che moltiplicata se il ragazzo dovesse confermare quanto fatto vedere in queste prime uscite. Perché l’Empoli, storicamente, ha costruito parte della propria forza proprio sulla capacità di individuare, formare e valorizzare giovani calciatori. Egan può rappresentare l’ennesimo capitolo di questa storia. La cosa curiosa, a questo punto, è che guardando la rosa azzurra viene quasi spontaneo parlare non tanto della necessità di trovare qualcuno che possa prendere il posto di Egan, quanto di trovare un’alternativa a Egan. Perché, per quello che ha fatto vedere nelle prime due partite, tenerlo fuori diventa difficile.

Non perché abbia già dimostrato tutto, naturalmente. Ma perché ha mostrato abbastanza da meritarsi una considerazione diversa rispetto a quella che si poteva avere soltanto qualche settimana fa. Da giovane della Primavera da valutare nel ritiro a giocatore che oggi sembra già poter competere per un posto da titolare: il salto è stato rapidissimo. E forse è proprio questa la parte più bella della storia. Matteo Egan, fino a pochi mesi fa, era un nome conosciuto soprattutto da chi seguiva quotidianamente il settore giovanile dell’Empoli. Oggi comincia a essere conosciuto anche dal grande pubblico. E lo sta diventando nel modo migliore possibile: correndo, lottando, giocando e dimostrando di non avere paura del calcio dei grandi. Il buongiorno, in questo caso, si vede davvero dal mattino. Se Egan continuerà a crescere con questa velocità, mantenendo l’umiltà e la disponibilità che lo hanno accompagnato nel percorso giovanile, l’Empoli potrebbe ritrovarsi in casa uno di quei gioielli che, nel tempo, diventano preziosi anche per il mercato di domani. Perché Matteo Egan ha appena cominciato a correre. E, a giudicare da queste prime due partite, sembra avere tutta l’intenzione di non fermarsi.

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Giornalista pubblicista, da sempre tifoso azzurro è tra i fondatori di Pianetaempoli.it sul quale scrive ininterrottamente dal 2008. Per PE, oltre all'attività quotidiana, si occupa principalmente delle interviste post gara da tutta Italia. E' stato speaker ufficiale dell'Empoli FC per 5 stagioni.

5 Commenti

  1. Queste sono quelle cose che, al vero tifoso dell’EFC, piacciono da impazzire: i ragazzi che dal vivaio salgono in prima squadra e lo fanno con padronanza

  2. continuo redazione a non capire come secondo voi x un esterno tutto fascia cambi tra un 352 e un 3421. Il ruolo dell esterno non cambia.

  3. si parla di vendita di Sphendi imminente. con arrivo di Rabbi dalla lega pro. sarebbe una mazzata tremenda per le speranze di salvezza

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