Adagio

Parola d’ordine: non perdere. Ci sono partite che non escono da questo diktat e la trasferta di Ascoli era una di quelle. Anche nell’epoca dei tre punti e dell’ossessiva valorizzazione della vittoria, il pareggio qualche volta acquista la sua irrinunciabile dignità. Dopo tre sconfitte di fila e il tifone che, durante la lunga sosta, ha spazzato via la prima gestione tecnica della stagione, era moralmente fondamentale tornare a muovere la classifica per ritrovare un po’ di fiducia. L’Empoli lo ha fatto con pieno merito, giocando senza timori al cospetto di una squadra in buone condizioni di forma, in grado di vincere le ultime due gare interne al “Del Duca”. Alla fine è uscito fuori un 1-1 sostanzialmente giusto che consente a mister Andreoletti di arginare l’emorragia di risultati e pianificare con più serenità l’immediato futuro. All’orizzonte, due sfide interne con Vicenza e Juve Stabia inframezzate dalla trasferta di Cesena. Tutto in poco più di una settimana. Non esattamente il massimo per chi si trova a fare i conti con una rosa numericamente all’osso, accentuata dagli evidenti ritardi di condizione di alcune individualità.

Moderato

Dopo le quattro scoppole rifilate da un Palermo “ingiocabile”, Andreoletti ha optato per coerenza e continuità. La solita difesa a tre con il dietrofront di capitan Magnino e il positivo innesto di Zedadka sulla corsia laterale di destra. Il rientrante Yepes ha restituito ordine ed equilibrio alla linea mediana, mentre Bandinelli, chiamato in causa nel secondo tempo, è sembrato maggiormente a suo agio rispetto all’infelice prestazione contro la capolista di Inzaghi. Saporiti non ha illuminato come in altre occasioni nella sua naturale, ibrida collocazione da trequartista, mentre le sorprese più liete vanno ascritte alla voce Ceesay. Il giocatore gambiano è uno dei più discussi da inizio stagione ma, contro l’Ascoli di Tomei, ha sfoderato la migliore prestazione stagionale, condita da un rocambolesco successo personale. Dopo settimane in cui, da più parti, è stato invocato un suo più razionale utilizzo da esterno, Ceesay ha offerto la miglior prova di sé in funzione di seconda punta. Davanti il solo Popov a sbattersi alla ricerca di un complicato spunto personale. L’ipotizzato esperimento che prevede l’utilizzo contemporaneo del giovane ucraino con Shpendi può attendere.

Andante

L’attesa è determinata dalle non perfette condizioni fisiche dell’attaccante albanese che si aggiungono ai forfait di Monaco e Di Stefano. Il reparto offensivo azzurro è da allarme rosso e le poche reti segnate lo certificano. Senza contare che, dei sette gol messi a referto in sette gare, soltanto tre hanno avuto una effettiva valenza in classifica. Quello di Shpendi alla Cremonese al debutto e quelli Saporiti e Ceesay, rispettivamente alla Carrarese e all’Ascoli. Diventa fondamentale rendere più solida e ermetica la retroguardia e, nello stesso tempo, affidarsi a soluzioni finalizzative più ampie che prevedono il contributo dei centrocampisti di inserimento come Ceesay e Bandinelli. Chissà, magari anche quello di uno Yepes che sembra maggiormente ispirato in fase conclusiva. In sede di presentazione mister Andreoletti ha ipotizzato la possibilità di impiegare due punte effettive lì davanti ma, per farlo, è assolutamente necessario ritrovare il miglior Stiven Shpendi. È innegabile che da lui necessariamente passano buona parte delle sorti azzurre. Per centrare il chiaro obiettivo che si sono posti gli azzurri, ovvero quello di mettersi cinque squadre alle spalle, i gol di Shpendi sono linfa vitale. 

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