Un punto nelle ultime sei partite, una crisi riconosciuta apertamente anche dal presidente Fabrizio Corsi e una classifica che, pur essendo ancora in una fase iniziale del campionato, comincia a richiedere attenzione. Empoli-Juve Stabia arriva in un momento nel quale gli azzurri non possono più permettersi di rimandare. È chiaro che ogni partita mette in palio punti importanti, ma quella di domani al Castellani ha un peso particolare, soprattutto sul piano mentale. Perché se è vero che anche un pareggio potrebbe muovere la classifica, è altrettanto evidente che soltanto una vittoria potrebbe restituire davvero entusiasmo, fiducia e serenità a un ambiente che sta iniziando a vivere con preoccupazione questo avvio di stagione. Lo ha detto anche Andreoletti in conferenza stampa, ricordando che la vittoria è sempre la miglior medicina per superare determinati malesseri. E il tecnico, stavolta, non ha cercato ripari dietro a troppe parole: «Non dobbiamo nasconderci, questa è una partita da vincere». Un messaggio chiaro, che fotografa perfettamente il momento. Per Andreoletti sarà la quinta gara sulla panchina azzurra e, curiosamente, coinciderà con il numero di partite disputate da Guido Pagliuca prima del suo addio. Il confronto, almeno sul piano dei risultati, non è incoraggiante: Pagliuca aveva raccolto sei punti, Andreoletti ne ha conquistato soltanto uno nelle sue prime quattro uscite e cerca ancora la prima vittoria. Non è un paragone che possa raccontare da solo il valore del lavoro dei due allenatori, ma è un dato che rende ancora più importante l’appuntamento di domani. La Juve Stabia è avversario ostico, che sul campo ha raccolto dodici punti, pur avendone otto in classifica a causa della penalizzazione di quattro. Se tradizionalmente la squadra campana costruisce buona parte del proprio cammino tra le mura amiche, in questa stagione ha già dimostrato di poter essere pericolosa anche in trasferta, dove ha ottenuto due vittorie. Servirà dunque un Empoli consapevole delle difficoltà, ma soprattutto capace di mettere in campo quella determinazione che finora è mancata troppo spesso.
Le difficoltà non mancano nemmeno sul piano delle disponibilità. Una rosa già corta, soprattutto in difesa e in attacco, si presenterà ulteriormente ridotta per le assenze degli squalificati Magnino e Shpendi, oltre a quelle di Romagnoli, Monaco e Belardinelli. Ci sarà l’esordio dal primo minuto di Indragoli nel ruolo di braccetto, mentre Curto tornerà a disposizione dopo la squalifica. Per quest’ultimo, però, non si tratta soltanto di riprendere il proprio posto: serve una sterzata al suo campionato. Le due espulsioni e una serie di prestazioni fin qui insufficienti impongono al difensore di ritrovare affidabilità e continuità, perché l’Empoli ha bisogno del contributo di tutti e non può permettersi di perdere altre risorse per ingenuità o prestazioni al di sotto delle attese. Davanti si rivedrà Ceesay al fianco di Popov, in una soluzione che per certi aspetti ricorda quella già vista ad Ascoli. Ci sarà anche un incrocio particolare sul fronte societario, con Stefano Stefanelli, oggi direttore sportivo della Juve Stabia, che ha lasciato Empoli nel corso dell’estate per approdare in Campania, mentre in azzurro è arrivato Fabio Artico. Ma domani tutto questo dovrà passare in secondo piano. La partita richiede una squadra arrabbiata, come lo stesso Andreoletti aveva chiesto dopo la sconfitta di Cesena, ma soprattutto una squadra capace di trasformare quella rabbia in attenzione, intensità e concretezza. Non basterà partire forte, non basterà mostrare qualche segnale di reazione e non basterà uscire dal campo con la sensazione di aver fatto qualcosa in più rispetto alle ultime uscite. Stavolta serve vincere. Per la classifica, per il morale, per dare un senso diverso alle prossime settimane e per dimostrare che questo Empoli ha ancora la capacità di reagire alle difficoltà. La stagione è lunga, nessuno può pensare che una partita risolva tutti i problemi, ma continuare a perdere terreno potrebbe rendere il percorso sempre più complicato. Domani al Castellani non ci sono più tante considerazioni da fare: gli azzurri devono dare una risposta. E possibilmente, finalmente, portare a casa i tre punti.
















È da quando arrivato Andreoletti che dice che vuole una squadra “arrabbiata” …. ma per il momento nisba …. gli orrori sono sempre gli stessi, errori di concentrazione che non sono “perdonabili” nel calcio professionista…. vediamo, ma domani giocheremo sapendo di essere ultimi…. e qui, o tiriamo fuori le ⚽️⚽️ o è una lenta agonia fino a maggio….
È andata bene, da penultimi ….
Ma il Catanzaro è in crescita meritando la vittoria…. forse al posto di Andreoletti (che comunque pensavo essere l’uomo giusto)…. era meglio Mignani o uno abituato ai bassifondi della B….
forse intende dire “penne all’arrabbiata”
Leggere Riccardo regala sempre una formidabile botta di ottimismo….