Se la gara con il Portogruaro a caldo aveva messo addosso rabbia e delusione, a freddo è forse peggio in quanto il sentimento che più alberga in chi scrive è quello dell’amarezza.

Amarezza per come si è consumata una sconfitta che forse nemmeno il più grande sensitivo dopo il gol di Foti avrebbe potuto pronosticare, ed invece il punteggio è fissato e non lascia appelli, sconfitti per tre a due con un gol al minuto 93 arrivato su un contropiede tre contro uno nato da una punizione sbagliata di Soriano nella ricerca a tutti i costi della vittoria nel finale, un pò come successe a Cittadella, ma quelli erano altri tempi.

 

Adesso purtroppo è il tempo della crisi, alla quale anche noi che fino all’ultimo abbiamo desistito dal pronunciare quella parola ci dobbiamo piegare e prendere mestamente atto di come questa squadra abbia davvero poco carattere e forse anche poca convinzione, perchè permettetici di dire, senza voler fare disquisizioni tecniche, che non si possono prendere due gol da palle inattive nel giro di cinque minuti da una formazione modesta come quella del Portogruaro.

Quello che diciamo poi lo conferma lo stesso Aglietti, un tecnico sicuramente che ad un certo punto aveva accarezzato, come tutti noi alla fine, il sogno dell’impresa, e che invece adesso si trova a gestire quattro sconfitte consecutive, di cui tre con squadre di davvero basso tasso tecnico, dove pur non giochicchiando male, sia chiaro non si è messo alle corde nessuno, siamo riusciti puntualmente a perdere. Ed è sempre lo stesso allenatore che confessa di vedere un gruppo, parole sue, con le faccie bianche dalla paura, un gruppo, sempre per sua bocca, al quale è difficile tirare fuori la cattiveria sportiva.

 

Ed allora la preoccupazione è tanta, perchè a questo punto la domanda nasce spontanea: Come se ne è esce?

Ma sopratutto, dove è finito quel gruppo capace di giocare con semplicità e non scomponendosi di mettere in seria difficoltà squadre imporanti?

La risposta diplomatica è quella che ovviamente il lavoro, fatto con più attenzione e meticolosità, porterà a ritrovare serenità e risultati, ma è chiaro che per quello che abbiamo davanti agli occhi (la gara di sabato scorso ne è solo la suggellazione) è difficile da credere.

 

Tornando per un attimo alla gara con il Portogruaro, qualcuno potrebbe dire che ci sono delle “attenuanti”. Le presenze di Stovini e Gorzegno sono, questo il campo lo ha gridato ad alta voce, importantissime, fondamentali. Poi alcune decisioni dell’arbitro sono discutibili, su tutte la non espulsione netta di Schiavon che poi sarà il mattatore degli azzurri. Ma anche la stessa scelta da parte dell’AIA di mandare un arbitro veneto ad arbitrare una veneta, con la quale guardacaso gli è sempre andata bene, fa di certo riflettere.

Ma siamo sicuri che ci possiamo attaccare a questo?

 

Pensare che mister Aglietti in sede di presentazione della gara con il Livorno disse che il nostro campionato sarebbe partito allora, che solo da quel momento avremmo davvero capito di che pasta sarebbe stato il suo Empoli e solo da allora si sarebbe capito cosa da grande avrebbe potuto fare quel gruppo. Beh, avendo questi colori scalfiti nel cuore speriamo davvero che questo non sia l’inizio della fine.

 

Come abbiamo già avuto modo di dire noi non abbiamo la bacchetta magiche nè tantomeno le soluzioni al problema.

C’è un allenatore, al quale hanno pochi giorni fa rinnovato la fiducia anche per il prossimo anno, quindi dobbiamo pensare che difficilmente il suo progetto, anche a fronte di risultati poco confortevoli dovrebbe tramontare. In virtù di questo tocca a lui, magari anche facendo scelte azzarde sui singoli, provando a mischiare le carte in tavola, a far ritrovare il giusto spirito e le giuste motivazioni, la mentalità vincente di una squadra si rifà quasi sempre al suo allenatore, poi se a gennaio la società verrà in soccorso tanto meglio.

 

Al. Coc.

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Giornalista pubblicista, da sempre tifoso azzurro è tra i fondatori di Pianetaempoli.it sul quale scrive ininterrottamente dal 2008. Per PE, oltre all'attività quotidiana, si occupa principalmente delle interviste post gara da tutta Italia. E' stato speaker ufficiale dell'Empoli FC per 5 stagioni.

3 Commenti

  1. Aglietti, dare la colpa al gruppo dicendo che non ha cattiveria agonistica è ccome nascondersi dietro un dito….. nonostante il fatto che gli Azzurri non abbiano cattiveria sia vero, non può essere una giustificazione del suo operato………… Coralli, per quanto possa essere bravo (anche se sbaglia puntualmente un goal già fatto ogni partita) là davanti così solo NON E’ SUFFICIENTE!!!!!!!!!!!!!! servono 2 punte vicine!!!!!!!!!

  2. Che dire…….solo che Cocchi ha fatto una disquisizione perfetta del momento dell’Empoli,forse ci vorrebbe qualche Cocchi in piu’nel firmamento dei bravi giornalisti,al posto di pseudo giornalisti che si fanno scrivere gli articoli dagli altri senza essere nemmeno andati a vedere la partita.

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