Con la Reggina solo un risultato, obbligati a vincere

Con la Reggina solo un risultato, obbligati a vincere

Vincere, punto. Con qualsiasi mezzo: giocando bene, giocando male, con un rigoraccio, con una autorete, con una puntata, semplicemente segnando un gol in più degli altri. Dalla partita di domani con la Reggina devono obbligatoriamente uscire i tre punti: ma quale rincorsa ai Play Off? (oh, ci manch

Vincere, punto. Con qualsiasi mezzo: giocando bene, giocando male, con un rigoraccio, con una autorete, con una puntata, semplicemente segnando un gol in più degli altri. Dalla partita di domani con la Reggina devono obbligatoriamente uscire i tre punti: ma quale rincorsa ai Play Off? (oh, ci mancherebbe, ben vengano! ndr)… qui servono i punti per uscire da questa situazione brutta, anzi bruttissima. L’Empoli, dopo quattro sconfitte consecutive nelle prime cinque giornate di campionato e con soli tre punti all’attivo, dopo i risultati delle altre gare giocate tra venerdi e sabato è definitivamente sprofondato nelle sabbie mobili della serie B, in pienissima zona retrocessione e menomale, viene da dire, che ci sono squadre penalizzate (Ascoli -7, Crotone -1 e Juve Stabia -1, ndr) perchè altrimenti la classifica sarebbe ancora più impietosa in quanto vedrebbe soltanto Gubbio e Vicenza alle spalle degli azzurri con l’Ascoli, oggi a 0 punti, che invece di punti ne ha già ottenuti sette, più del doppio degli azzurri.

 

Ecco per questo motivo, ma anche perchè serve una scossa all’ambiente e perchè il calendario propone un mese di ottobre difficilissimo, l’Empoli contro la Reggina ha un solo risultato: vincere e conseguentemente incassare i tre punti. Gli azzurri, crediamo, avranno certamente tutto l’appoggio dei propri sostenitori in questa difficilissima sfida di inizio stagione che si giocherà sotto le luci dei riflettori del Carlo Castellani. E’ certamente il punto più basso toccato dagli azzurri negli ultimi dieci anni, mai una squadra azzurra si era ritrovata così ridotta male in fondo alla classifica della serie B, e speriamo che sia solo un brutto incubo dal quale già lunedi vorremmo svegliarci.

 

Servirà però una prova di carattere, di attaccamento alla maglia e, soprattutto, molti componenti della squadra azzurra dovranno compiere un primo passo importante verso la propria maturazione calcistica, cambiando mentalità e dimostrando sul campo che essere approdati in prima squadra non significa sentirsi calciatori ed essere “arrivati”, bensì il risultato del lavoro nelle giovanili ed un trampolino di lancio verso la propria carriera… un appuntamento da non fallire sotto tutti i punti di vista.

 

Gabriele Guastella

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy