” Il Punto “, con Alessandro Marinai

” Il Punto “, con Alessandro Marinai

Eccoci arrivati al giovedi, giorno di approfondimento in compagnia del collega Alessandro Marinai. Come sempre, con lui, cercheremo di fare “il punto” della situazione in casa azzurra dopo il bel successo di Vicenza ed in attesa del prossimo match.   Buongiorno Alessandro. Partiamo come sempr

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Eccoci arrivati al giovedi, giorno di approfondimento in compagnia del collega Alessandro Marinai. Come sempre, con lui, cercheremo di fare “il punto” della situazione in casa azzurra dopo il bel successo di Vicenza ed in attesa del prossimo match.   Buongiorno Alessandro. Partiamo come sempre dal recente passato, ovvero dalla straripante vittoria del “Menti”. Forse nessuno si sarebbe immaginato un risultato, ma soprattutto, una prestazione cosi netta… “E com’era possibile immaginare un risultato del genere? Io sono convinto che ad un certo punto anche tra i giocatori azzurri e la panchina c’è stata quasi incredulità come ce n’era in tribuna. I colleghi di Vicenza erano imbarazzati quanto noi e si viveva un clima davvero surreale, sui loro volti leggevi l’espressione tipica che porta a dire “dai, tirate fuori lo striscione di Scherzi a parte”. Il calcio però è fatto così, è la sua particolarità. Tu mi parli giustamente di prestazione netta perchè vincere 5-1 in trasferta è tanta roba, ma se vado a vivisezionare la gara la potrei banalmente spezzare in tre tronconi: fino al 24′ solo Vicenza, dal 24′ al 36′ un Empoli da far arrossire il Bayern Monaco e per il restante tempo una sgambatura del giovedì. Non mi si prenda alla lettera quando dico solo Vicenza perchè, anche lì, molti meriti li ha pure l’Empoli“.   Un Empoli che ha dimostrato di aver fame: non fai altrimenti 5 gol in dodici minuti nemmeno ad una squadra di quarta serie…  “Io non ho mai visto un Empoli sazio in questa stagione. Stiamo parlando di una squadra che ha vinto 11 volte in trasferta, solo il Sassuolo, che è in testa dalla prima di campionato, ha fatto altrettanto. Noi questa squadra la conosciamo bene e se anche ci stupisce per i 5 gol in 12 minuti, al tempo stesso sappiamo che è nelle sue corde. Ma ce lo ricordiamo l’inizio di Cesena? 3 gol in 13 minuti ed un errore clamoroso di Maccarone a tu per tu con il portiere… A Vicenza l’Empoli è stato spietato, ogni volta che veniva avanti segnava anche perchè, dopo il primo gol, il Vicenza è crollato come un castello di sabbia. Chi prepara una gara contro l’Empoli, in base alle caratteristiche dei giocatori, in base al modulo e in base a quanto si può vedere attraverso le prestazioni, cosa non deve fare? Concedergli spazi. E il Vicenza cos’ha fatto? Non solo ha concesso spazi, ma ha costruito autostrade a tre corsie. E pure in discesa…”.   Ci si aspettava, forse, qualcosa in più anche dal Vicenza. Anche gli stessi tifosi biancorossi, altrimenti non sarebbe sfociata quella protesta… E’ del tutto normale attendersi qualcosa in più quando affronti la partita che può risultare decisiva per il mantenimento della categoria. Però, ripeto, non aveva iniziato male il Vicenza. Aggressivo e battagliero, l’approccio era stato di quelli giusti e in ogni loro azione cercavano il supporto del pubblico, la carica necessaria per affrontare un avversario più forte. L’intento apparso piuttosto evidente ai miei occhi era anche quello di condizionare il direttore di gara proprio sulla spinta emotiva del “Menti”. Giancola invece è stato bravissimo a rimanere isolato dall’esterno ed a portare avanti la sua gara senza peraltro commettere errori, ci tengo a sottolinearlo visto che in questo Paese è un continuo attaccare gli arbitri al primo errore e casi come questi passano invece sotto silenzio. Avessi dovuto dare un voto a Giancola minimo sarebbe stato 8“.   Adesso ci aspetta un turno interno, ma prima di entrare sulla gara col Cittadella, vorrei parlare di Livorno-Brescia. Una gara, questa, che potrebbe essere davvero importante, per non dire decisiva… “Decisiva no ma molto importante sì. Nemmeno il più abile dei giallisti avrebbe potuto scrivere un finale del genere. Ci sono così tante combinazioni che tutto appare incerto ma dalle 23 di venerdì potrebbe essere tutto già deciso o quasi. Pensare che addirittura il Sassuolo non è sicuro di andare direttamente in Serie A ma potrebbe andarci ancor prima di scendere in campo a Lanciano. Sembra incredibile ma è così… Come pure l’Empoli che potrebbe giocarsi tutto a Verona oppure andarci per una scampagnata per usare un brutto termine. Sarà fondamentale il risultato che uscirà da Livorno. Se vincono i labronici allora sarà un finale tutto da vivere senza esclusione di colpi, altrimenti l’attenzione potrebbe spostarsi direttamente ai play off che sarebbero sicuri in caso di mancato successo del Livorno e vittoria dell’Empoli”.   Va da sè che poi, dovesse andar in un certo modo il match dell’Ardenza, gli azzurri avranno ancor di più l’obbligo di vincere. Che insidie però potremmo trovare? “L’Empoli deve comunque battere il Cittadella per inseguire il sogno, sia che vinca il Livorno per non perdere contatto con la zona alta e sia che non vinca per garantirsi subito i play off senza doversi affidare agli ultimi 90 minuti, per giunta a Verona che potrebbe anch’esso essere obbligato a vincere per la promozione diretta. Le insidie sono quelle di doversi misurare contro una squadra non ancora salva, reduce da una brutta sconfitta casalinga che invece poteva dare la certezza matematica della Serie B. Non saprei dire come stanno dal punto di vista fisico, ma di certo non sarà come bere un bicchiere d’acqua”.   Senti, premesso che egoisticamente potremmo dire che ci sta bene, come giudichi il fatto di far giocare una penultima di campionato con orari e giorni sfalsati? “E come lo devo giudicare? Male! Molto male… E non mi riferisco ad accordi veri o presunti che potrebbero esserci a posteriori in base alle esigenze di squadra, ma dal fatto che psicologicamente non è la stessa cosa entrare in campo in contemporanea oppure conoscendo già il risultato del tuo avversario. Nel tentativo di apportare accorgimenti per migliorare il movimento hanno finito per peggiorarlo con questa assurdità. Anche se sappiamo bene che sono situazioni dettate da altri fattori ma il mio auspicio è che si torni presto alla contemporaneità delle ultime quattro giornate”.   Al Cittadella, giocare per un punto, potrebbe andar bene? “Beh non lo sappiamo, il destino del Cittadella è anch’esso legato ai risultati degli altri campi e all’ultima riceve l’Ascoli che potrebbe essere ancora in corsa per la salvezza. Non credo comunque che Foscarini venga ad Empoli a giocare per il pareggio, non mi pare rientri esattamente nella sua concezione di fare calcio”.   Si giocherà poi, in contemporanea con la nostra gara, anche quella del Verona. A Castellammare, a parole, la vogliono vincere. Tu come la vedi? “Io credo che vincerà il Verona. Capisco le parole, il tener alta la tensione anche per non dare l’impressione di aver già mollato gli ormeggi, ma le motivazioni della squadra di Mandorlini sono troppo importanti per fallire l’appuntamento. Poi posso sbagliarmi, ci mancherebbe… Anzi, se mi metti per iscritto che il Verona perde e l’Empoli vince firmo dove ti pare perchè significherebbe fare i play off”.   Arrivare però a 180 minuti dal termine e vedere cosi vicino il playoff, credo, debba essere già un successo? “Anche questa cosa dipende da come la si analizza. Che il campionato dell’Empoli sia straordinario nessuno può metterlo in dubbio per tanti e più motivi ed i play off sarebbero la classica ciliegina sulla torta, ma se i play off alla fine non ci dovessero essere non mi dite che non ci sarebbero persone amareggiate perchè non ci credo. Sono convinto che l’amarezza sarebbe più grande della soddisfazione per quanto fatto. Non è una bella cosa partecipare ad una faticosa maratona di 42 chilometri e crollare a 500 metri dal traguardo…”.   Martedi prossimo si assegnarà il Leone d’Argento… Non lo vincerà Sarri, ma l’allenatore valdarnese ha grandi meriti in questa stagione… Beh… Tutti hanno meriti e quindi anche Sarri. Si dice che il calcio sia un’azienda no? E come funziona in un’azienda? C’è un capo che assume un capofabbrica con il compito di ottimizzare il lavoro degli operai al fine di produrre tanto e bene. Se il capo fabbrica è in gamba vuol dire che è stato bravo il capo ad assumerlo, ma se è in gamba, considerato che gli operai sono più o meno quelli che aveva il precedente capo fabbrica, significa che ha lavorato meglio di chi c’era prima e che gli operai lo hanno seguito con più attenzione. E’ una metafora, ma credo renda bene l’idea…“.   Alessio Cocchi  

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