Punti di Svista | È cambiato qualcosa?

Punti di Svista | È cambiato qualcosa?

Non sono queste le gare che fanno la differenza nel nostro campionato. Conoscevamo tutti le difficoltà che avremmo incontrato affrontando la Juve, ferita nell’orgoglio da una posizione in classifica deficitaria e vogliosa più che mai di recuperare la strada perduta in questo avvio di stagione. Sap

Commenta per primo!

Non sono queste le gare che fanno la differenza nel nostro campionato. Conoscevamo tutti le difficoltà che avremmo incontrato affrontando la Juve, ferita nell’orgoglio da una posizione in classifica deficitaria e vogliosa più che mai di recuperare la strada perduta in questo avvio di stagione. Sapevamo anche che sarebbe servito – e forse non sarebbe neppure bastato – un Empoli pressoché perfetto per mettere in difficoltà i bianconeri: perché le grandi squadre, anche quando non convincono, possono comunque vincere con i numeri dei loro campioni. È sempre successo e sempre succederà. E la partita di domenica non ha fatto altro che confermare questa “tradizione”. empoli-juve (21)Gli azzurri erano scesi in campo con il piglio giusto di chi non si fa intimorire dal blasone dell’avversario ma prova a recitare la sua parte, mettendo in campo tutte le armi a propria disposizione. Il gol di Maccarone aveva forse illuso che si potesse portare a casa un risultato di prestigio contro una squadra più forte di noi, costruita per ben altri palcoscenici. Ma soprattutto aveva alimentato la speranza che questo Empoli potesse acuire le difficoltà della Juve e approfittare, di conseguenza, di questo momento di palese sconforto. Velleità che sono state presto ridimensionate da due disattenzioni difensive che hanno portato la Juve a pareggiare prima e a passare in vantaggio poi.   Il timore di soccombere di fronte a una squadra sì più forte sulla carta ma contro la quale si stava giocando ad armi pari si è materializzato ancora. Ma con una differenza significativa rispetto al passato: mentre nelle stagioni precedenti era la grande giocata di un singolo a decidere il match (vedi, ad esempio, la punizione di Pirlo dello scorso anno) stavolta i gol sono stati casuali, dettati più dalla fortuna che dalle prodezze o qualità balistiche degli ospiti (o delle sviste arbitrali, nel caso del terzo gol bianconero). Certo, alla fine dei conti una sconfitta è tale sia che si subisca un eurogol sia che si subisca una rete fortunosa. Ma dimostra ancora di più come sia stato l’Empoli, per certi versi, l’attore principale in campo, nel bene e nel male.   La prestazione degli azzurri è stata comunque confortante, figlia di una preparazione alla gara meticolosa da parte di Giampaolo e di una voglia di mettere in campo tutte le energie rimaste dopo la splendida vittoria di Palermo. Dal punto di vista dell’impegno questa squadra ha dimostrato ancora una volta di essere sempre pronta a sacrificarsi e a far leva sulla sua qualità migliore, il collettivo. La differenza, come spesso accade, l’ha fatta il maggior cinismo della Juventus che, pur non offrendo una partita di spessore, ha sfruttato quasi tutte le occasioni che gli sono capitate. Resta un po’ di rammarico, ma come dicevamo all’inizio non sono queste le partite da mettere nel contro-salvezza: sono quelle che ti fanno capire ancora di più che, con la massima attenzione, questo Empoli può portar via punti a chiunque.   Simone Galli

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy