Punti di Svista | “Questa è la nostra categoria…che qualcuno lo voglia o no!”

Punti di Svista | “Questa è la nostra categoria…che qualcuno lo voglia o no!”

La partita con il Milan è già stata mandata agli archivi, un altro bellissimo ricordo un’altra bellissima immagine che andremo a mettere nell’album di questa stagione che fin qui ci sta regalando le emozioni che speravamo, quelle della vigilia che spesso sono sogni ma che adesso possiamo serenamen

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10941857_864064536999546_6342260541294663075_nLa partita con il Milan è già stata mandata agli archivi, un altro bellissimo ricordo un’altra bellissima immagine che andremo a mettere nell’album di questa stagione che fin qui ci sta regalando le emozioni che speravamo, quelle della vigilia che spesso sono sogni ma che adesso possiamo serenamente considerare realtà. È stata però un’altra partita fotocopia simile a tante di quelle viste e vissute quest’anno, un racconto che potrebbe tranquillamente essere un copia ed incolla di fatti già accaduti. Empoli magistrale che tiene il campo e gioca meglio della più blasonata avversaria ma Empoli che non riesce a portare a casa la vittoria.   Beh, sia chiaro fin da subito, in questo non c’è nessun dramma non c’è nessuna polemica non c’è nessuna rivendicazione. Soltanto una constatazione di quelli che sono i fatti perché se cinicamente togliamo i due nomi delle squadre, togliamo il magico luogo dove si è giocata la partita, restano una squadra in maglia azzurra ed una squadra in maglia rossonera con quella che maglia azzurra fa vedere l’inferno a quella rossonera…. punteggio finale 3-0 per a squadra azzurra? No 1-1. Questo è dunque il succo del concetto che andiamo ad esprimere un concetto sul quale ieri forse per la prima volta si è soffermato mostrando la sua emozione anche il mister, Maurizio Sarri È stato lui durante le interviste del post partita che sicuramente avrete già visto ed ascoltato qua su PE, a dire che molto probabilmente dovremo convivere con questa situazione. Che il cammino per arrivare a questa salvezza sarebbe stato arduo e duro lo sapevamo e quindi in questo non c’è assolutamente nessun problema, anzi, ci prendiamo e ci teniamo questa fantastica squadra che forse dovrà convivere, come lo dovremmo fare noi, con un pizzico di difficoltà in una specifica situazione ma che ci fa divertire e che si, diciamolo, ci fa godere con il suo bellissimo gioco.   Poi ieri a San Siro è arrivata sicuramente anche un’altra bella risposta molto più generica e meno restrittiva rispetto ai novanta minuti di gioco. Sono noti a tutti i fatti che hanno caratterizzato la mediaticità degli ultimi giorni nel cosiddetto “Lotito Gate”, e noi che rappresentiamo quel tipo di realtà così scomoda a questi signori, ci sentiamo parte in causa, riprendendo le parole del presidente Corsi, l’essere ad una festa senza avere l’invito. Ecco, l’invito forse non ce l’avremo né oggi e nel mai, però se il calcio ha una sua ragione sportiva, spettacolare ed emotiva l’Empoli ha risposto nella maniera migliore cui si potesse rispondere, mettendo in grave difficoltà ed anche in un assordante silenzio questi signori. Fatti gravi e non ci vogliamo certo dilungare in questo pezzo ma fatti che speriamo non terminino come sempre all’italiana… a tarallucci e vino… chi ha da pagare dovrà pagare e in maniera salata.   E adesso, siccome abbiamo già detto che la gara di ieri è ricordo, dobbiamo già concentrarci verso il futuro. San Siro fa parte di quei contesti che ti fanno capire a pieno di essere in serie A, quella che noi prima dell’inizio della stagione, ma vogliamo continuare a farlo anche adesso, abbiamo definito una festa; domenica invece non sarà una festa. Arriverà Castellani il Chievo, squadra che come noi è in piena lotta per la salvezza. Sono partite meno scenografiche, sono partite che magari anche per i tanti tifosi che quest’anno si sono inventati sciarpati di azzurro per la categoria, hanno meno appeal, ma sono le partite dalle quali passa il nostro undicesimo scudetto. La squadra ha dimostrato in questa stagione di aver acquisito una grande mentalità, il problema se così lo possiamo definire di sottovalutare emotivamente l’incontro assolutamente non c’è. C’è semmai da andare, o almeno di provare, a colmare quei piccoli gap che ancora la squadra ha, perchè no, togliendo così anche qualche dubbio al nostro stesso allenatore. Una gara che non ci nascondiamo a definire quasi come un crocevia importante. Vincere significherebbe andare a mettere un bel mattone, significherebbe acquisire ancora una maggiore consapevolezza che questa è assolutamente la nostra categoria…. che qualcuno lo voglia o no.   Alessio Cocchi

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