Giovanni Martusciello si guarda indietro e ricorda gli anni vissuti da collaboratore e secondo, sottolineando l’importanza di un ruolo prezioso per il lavoro della squadra, un ruolo che lo ha fatto crescere e che gli ha dato tanto per arrivare ad essere oggi allenatore in prima. Il mister ha raccontato questo ai colleghi de “Il Tirreno” nell’edizione locale di stamani.

Quello dell’allenatore in secondo è un grande ruolo, anche perchè non sbaglia mai, le colpe sono sempre del capo. Scherzi a parte, a mio avviso non è un ruolo di responsabilità ma per farlo nel modo giusto le responsabilità le devi sentire. Si deve essere svegli, vigili e costruire un rapporto di fiducia e stima con l’allenatore, nel calcio di oggi il lavoro dello staff è decisivo. Meriti e colpe finiscono sempre al tecnico ma dietro c’è una piccola squadra che deve remare tutta nella stessa direzione. Anche adesso, con i vari Russo, Cupi e Di Salvatore stiamo facendo cosi, è una squadra nata da poco ma sta facendo bene e crescerà. Ho lavorato con Aglietti, Sarri e Giampaolo e da tutti e tre ho imparato molto, anche se sono tutte persone diverse. Con Maurizio ci sono stati anche scontri, non lo nego, con Marco solo confronti. Un vice ogni tanto puo’ prendersi anche qualche libertà, con Calzona tante volte abbiamo parlato con i giocatori , quando sei un vice puoi avere un rapporto più diretto anche perchè non sei tu che li tiene fuori. Non ho nessun rimpianto per quel ruolo, adesso sono esattamente dove volevo essere.

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Giornalista pubblicista, da sempre tifoso azzurro è tra i fondatori di Pianetaempoli.it sul quale scrive ininterrottamente dal 2008. Per PE, oltre all'attività quotidiana, si occupa principalmente delle interviste post gara da tutta Italia. E' stato speaker ufficiale dell'Empoli FC per 5 stagioni.

1 commento

  1. Il tuo campionato caro Giovanni è iniziato con la Roma, speriamo che quella sia la via e che le prime giornate solo un periodo di rodaggio … Solo i posteri ci diranno se la tua è stata una scelta esatta, o un azzardo. Ancora sono più incline alla seconda, ma libero di ricredermi e chiedere apertamente scusa, se da qui a fine anno la squadra conferma quanto di bello visto nelle ultime due giornate. In bocca al lupo Giovanni.

        • Fai compassione. Anni a fare profezie puntualmente smentite dal campo e ancora tu seguiti a coprirti di ridicolo. Senza mai ammettere una volta: “Scusate, ho sbagliato”.

          Redìolo.

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