Curva Ospiti | I tifosi del… Varese

Curva Ospiti | I tifosi del… Varese

(Fonte) A cura di Claudio “Freccia” . Gruppo principale: Blood Honour ‘98 . Altri Gruppi: Sette Laghi, Calcinate Group, Ispra Alcoolica, Fulkitt Caidate ‘85, Skannati Varese, Stirati delle Bettole, Orgoglio Varesino, Front Varese 1910, Arditi Varese 2012 (il gruppo segue anche e soprattutto il b

(Fonte) A cura di Claudio “Freccia”

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Gruppo principale: Blood Honour ‘98

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Altri Gruppi: Sette Laghi, Calcinate Group, Ispra Alcoolica, Fulkitt Caidate ‘85, Skannati Varese, Stirati delle Bettole, Orgoglio Varesino, Front Varese 1910, Arditi Varese 2012 (il gruppo segue anche e soprattutto il basket), Barely Legal, Gruppo Ansia 2010, Marty C’è Varese, Lonate C’è 1998, Nel nome di Varese, Il Coca C’è Angera Biancorossa, Demenza C’è, Bizzozero presente. 

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Politica: Dichiaratamente di estrema destra

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Settore: Curva Nord “Peo Maroso”

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Sito Internet: http://orgogliovaresino.blogspot.com

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Sbandierata tifosi in occasione di Varese-PadovaClubs principali: Il tifo moderato de la Vale di Matt Club “Passione Biancorossa”, Club “Amici del Varese”, Varese MDCCCCX, Club “Cuore Biancorosso Varese 1910”, Club “Globuli Biancorossi”, Club “Cittiglio Bar Milano” Valcuvia, Club “Bar Roxi sezione Cadrezzate”, Varese Club Cantello “Carletto Nozza”, Club Maccagno, Club “Bobbiate presente”, Club “Valle Olona presente”, Varese Club Luino, Club “Plus Lounge”.

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Amicizie: Inter: forte legame con la Nord interista, soprattutto con il gruppo “Viking”, che affonda le sue radici verso la fine degli anni ’80 (molti varesotti erano di fede nerazzurra); in Cossatese-Varese 2005/06 esposta la scritta “Interisti condannati, dove sono prove e filmati?”, in riferimento alle diffide inflitte a ultras interisti per gli ululati razzisti a Zoro del Messina, in un Messina-Inter del novembre 2005. Numerosi scambi di visite e aiuti reciproci negli ultimi anni. Striscione “C.N. 69” interista presente in Varese-Samp, ritorno Finale Playoff di B 11/12; a Genova, solita Finale; in Varese-Verona, andata Semifinale Playoff per la A 2011/12 e al ritorno a Verona. Visita interista in Varese-Nocerina 11/12, con le pezze “La Milano da Bere” e “F.C. Inter Antisocial Crew”. Pezza interista in Livorno-Varese 12/13. Saronno: forte legame con quelli del “Fronte Ribelle Saronno”, con cui condividono la stessa ideologia destroide. Pezza “Saronno Estrema” presente in Varese-Sampdoria, Finale Playoff per la A 2011/12. Pro Vercelli: più che altro in chiave anti-Novara. In Varese-Verona del 12/13 esposta la pezza “Old Style” dei vercellesi. Prima c’era una solida base, comunque, per far durare l’amicizia.

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Ex-gemellaggi: Spezia: un tempo c’era un vero e proprio gemellaggio, che era anche abbastanza forte, nonostante le diverse vedute politiche, rotto alcuni anni fa. Parma: c’era un amicizia, datata anni ’80, tra Crusaders Boys Parma e Boys Varese. Lecco: c’era un gemellaggio, nato per la rivalità comune coi comaschi. Domodossola: amicizia allacciata nell’89/90 coi ragazzi piemontesi.

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Buoni rapporti: Paganese, Arezzo: vecchio feeling. Padova, Nuorese.

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Rivalità: Como: rivalità sentitissima, la più acuta; un odio che va oltre il calcio, potrebbe sfociare ovunque e durerà per sempre. Nell’ottobre ’98 derby giocato in C1 dopo 7 anni di attesa, con 700 comaschi presenti; al loro arrivo un gruppetto di varesini tenta di avvicinarsi, ma la polizia evita qualsiasi tipo di contatto con le prime manganellate della domenica, a destra e a manca. A fine gara, 0-0 e tutti a casa, o almeno così sembra. I comaschi raggiungono subito i loro bus e partono per la stazione ferroviaria, lo sbarramento delle forze dell’ordine impedisce ai varesini di raggiungere la curva ospite da ogni lato. A quel punto esplodono violenti incidenti: oltre un’ora di guerriglia tra varesini e polizia, costretta a continue cariche e lanci di lacrimogeni. Si vedono scene allucinanti: la polizia mena chiunque capiti sotto tiro, compresa una ragazza, senza ragione né pietà, con la rabbia varesina alle stelle. Le cariche della polizia cessano solo oltre la salita del Palasport, dove i gruppi varesini si disperdono definitivamente. Bilancio finale: danni ingenti, anche alle auto parcheggiate e circa 30 fermati, altrettanti i feriti, tra cui 8 agenti, tutti finiti al pronto soccorso. Striscioni esposti dai comaschi: “Freak Boys Varese”, “Un saluto a Varese…a S. Fermo calabrese”, “Ci fate schifo lebbrosi”. Nel 90/91 le due tifoserie si affrontarono a bastonate in campo a Varese. In passato rubati ai comaschi gli striscioni “Fossa Lariana sez. Liguria”, esposto in Varese-Fano 90/91, e “Ultras”, esposto in Varese-Como 80/81; significativo lo striscione dei lariani in Como-Varese 98/99: “Varese: una tifoseria senza gloria per una città senza storia”. Mentre in Varese-Como Coppa Italia 08/09, i locali esposero lo striscione “Pur di evitare il varesino sei fuggito a Piombino!!”. Verona: da sempre tra i due gruppi non corre buon sangue, ma la rivalità si è accentuata piuttosto di recente, ed è alquanto sentita, specie dopo gli episodi degli ultimi anni. I veronesi l’anno scorso (Semifinale Playoff per la A 2011/12) all’”Ossola” furono accolti da striscioni quali “A Verona tiri sassi a club e bambini, a Varese ti nascondi dietro i celerini e da Tosi ti fai togliere dai casini” (riferito al Sindaco della città di Verona, Flavio Tosi, e ai 94 diffidati veronesi a Varese dell’anno prima), e “Benvenuti in Italia”. Sempre nella sopracitata Semifinale Playoff per la A, la presenza degli interisti tra le fila varesine surriscalda gli animi e si sprecano i cori ostili tra i due gruppi (leggi anche sezione “Curiosità”). Casale: in Piemonte i Boys Varese si impossessarono dello striscione “F.L. Liguria” ai danni dei casalesi che l’avevano preso a loro volta ai comaschi, esposto la domenica dopo col Fano, come sopra detto. Pro Sesto: nel 90/91 a Sesto San Giovanni esposto lo striscione rubato “Viking” dei sestesi. Pro Patria: rivalità di campanile; scontri a Busto Arsizio nel pregara nel 2002/03. Livorno: nasce da ideologie politiche diametralmente opposte; ai livornesi rubarono lo striscione “Genova”, esposto in Varese-Como 98/99; in un Varese-Livorno 2001/02 i varesini esposero lo striscione “Odio e disprezzo la vostra fede, di sangue e onore la nostra sete”; per contro i livornesi, nella stessa gara, esposero la scritta “9-9-01, Varese: molto Blood, poco Honour”. Milan: in chiave pro-Inter; nel 1982 i milanisti, nel loro secondo anno di Serie B, occuparono la Nord varesina e fuori dallo stadio scoppiarono incidenti furibondi. Mantova: vari scontri, come nel 97/98, stagione in cui, in Mantova-Varese, venne esposto lo striscione di un club mantovano. Alessandria: vecchia rivalità, politica e di campanile; i piemontesi, in Alessandria-Varese, Serie D 05/06, esposero lo striscione “Noi Che Guevara voi che merde”. Cremonese: rivalità vecchia, scontri violenti in campo, botte da orbi nel giugno 2010 a Varese, nella Finale di ritorno dei Playoff per la B. Atalanta: nel gennaio del 2011, nel post-partita di Atalanta-Varese, due tifosi varesini colpiti con calci e pugni da 4 ultras dell’Atalanta, per fortuna senza gravi conseguenze, mentre stavano andando verso la loro macchina. Novara: rivalità perlopiù di campanile, ma molto sentita, che va oltre il calcio. Una delle più vechie, incidenti in passato. Modena: in passato a livello politico, ma non solo. Legnano: nel ’90, anno della promozione dalla C2 alla C1, i Boys a Legnano occuparono letteralmente la curva locale. Pisa: più che altro per idee politiche contrapposte, ma in passato ci sono stati anche scontri. Nel 99/00 Varese-Pisa è uno scontro politico: neri contro rossi. I varesotti espongono gli striscioni “S.h.a.r.p. – Nessun onore” (l’organizzazione degli skins antirazzisti), “Pisani e livornesi massa di albanesi”, di chiaro stampo razzista, mentre i pisani non espongono striscioni ma abbondano in bandiere comuniste, vessilli cubani e curdi, e al “Boia chi molla” dei varesotti, replicano con un convinto “Bandiera rossa”. Carrarese: rubato in passato il bandierone “CUIT” (Commando Ultrà Indian Trips), esposto in Pro Sesto-Varese 96/97. Genoa: non corre buon sangue per le diverse idee politiche e per amicizie e gemellaggi contrapposti, anche se non s’incontrano da tantissimo tempo. Empoli: diverse idee politiche; negli anni 80-primi anni 90 il gemellaggio coi comaschi degli empolesi era anche in ottica anti-Varese. All’ultima giornata della stagione 90/91 (C1/A) gravi incidenti a Empoli, coi varesini che approfittarono del luna-park per agire quasi indisturbati. Vicenza: in Varese-Vicenza 90/91 esposto lo striscione “Vicentini ebrei”. Ticino: rubato ai vicini svizzeri lo striscione “Orda Balorda”, esposto in Varese-Pisa 2003/04. Sampdoria: rivalità derivante quasi esclusivamente dalla Finale Playoff per la A persa nel 2011, in cui i doriani, a Genova, esposero lo striscione “L’Armata Blucerchiata ti fa paura A.S. Varese hai pianto in questura”. Brescia: rivalità vecchissima; striscione “Ultras” dei bresciani, molto probabilmente rubato, esposto in Varese-Brescia 80/81. Perugia: oltre che dalle opposte vedute politiche con Armata Rossa e Ingrifati Perugia, l’odio è alimentato da un Perugia-Varese di 1^ Divisione Legapro 2009/10, rinviata per neve, dopo che gli ultras delle due squadre si adoperarono per rendere il campo agibile, non comportandosi però in maniera corretta, ma, sembrerebbe, punzecchiandosi e tirandosi ghiaccio e neve. Torres: essendo rivali dei nuoresi, coi quali intercorrono buoni rapporti. Catania: scontri all’”Ossola” in un amichevole estiva lo scorso 6 agosto (vedi sezione “Curiosità”). Trapani: nuova rivalità dopo i recenti fatti del dopo Varese-Trapani del 12 ottobre ’13, alla 9^ giornata del campionato di B in corso (vedi anche sezione “Curiosità”). Fumogeni in curva del Varese

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Gruppi scomparsi: Commando Ultrà, Gioventù Biancorossa (gruppo scioltosi nel marzo 2012 che seguiva il basket, solo alcune volte il calcio), Fighters, Boys Varese, Irriducibili, Viking, Varese Front, Bulldog, Girls Ultrà, Campari Group, Panthers, Giovani della Nord, Hooligans, Nobiltà Ultrà, Scossi, Ultras, Bolis Group, Front ’91, Vecchia Guardia, Prealpi Biancorosse, Seve Group, Erotik Group, Armata Biancorossa, B.H. Ragazze, Skins, Giovani Biancorossi Gazzada, Centro, Gruppo Comodo, Bots, Ragazzi della Galleria, Gruppo Besano.

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Cenni storici: Il primo vero gruppo ultras, i “Boys”, nasce nel ’74, da una scissione dei Giovani Biancorossi Gazzada, quando la squadra era in Serie A; resteranno alla guida della curva per 27 anni, accompagnando la squadra dal quasi fallimento dell’88, al ritorno in C1 nel 97/98, passando per la caduta nei dilettanti del ‘93. Per quanto riguarda il tifo calcistico in città per anni c’è stato poco da stare allegri, anche se le scusanti, fondate, ci sono sempre state. Varese è sempre stata una città con lo sport in prima pagina, ma spesso, negli anni ’80-’90, la Pallacanestro Varese, autentico mito del basket italiano con decine di scudetti vinti e tante Coppe dei Campioni all’attivo, e l’Hockey Varese, squadra di Hockey su ghiaccio, giovane all’epoca ma già vincitrice di alcuni scudetti, hanno in città una popolarità più larga rispetto al calcio: 2.000 presenze allo stadio, contro le 5.000 al Palasport (capienza 6.000 posti) e le 3.000 al Palaghiaccio (capienza 3.500 posti). Questo, a onor del vero, era dovuto anche al fatto che il Varese Calcio era in C2, il basket e l’hockey in A. Per queste ultime discipline si assisteva a veri spettacoli di tifo, in cui non cantavano solo gli ultras ma tutto il resto del pubblico, mentre allo stadio gli ultras si dannavano l’anima per incitare la squadra, ma il resto del pubblico era muto e capace solo di criticare squadra, società e allenatore. Dopo il boom degli anni ’60, il calcio a Varese è andato in declino con il passare degli anni. L’ultimo anno di Serie A risale al 1975, nel 1979 arriva la C1, ma col ritorno immediato in B la stagione successiva. Nell’82 si sfiora la promozione in Serie A, ma questa è la fine di un sogno. Dopo due anni tirati stancamente, arriva la mazzata: retrocessione in C1 nell’85, cambio al vertice della società, fuga generale dei paganti dallo stadio e risultato…la C2. Nel secondo anno di questa categoria, il Varese Calcio fallisce e, al suo posto, viene iscritto il Varese F.C. che, dopo un anno di transizione, torna sul più degno palcoscenico della C1 nel 1990, dopo un annata ricca di emozioni, ma, dopo un campionato di alti e bassi, quando sembravano aprirsi nuovi orizzonti, con sponsor interessati ad entrare in società rilevando il pacchetto azionario, torna la C2 a Varese. Nel 1991 nascono i “Viking”, gruppo in ottimi rapporti coi Boys: hanno una cassa comune, fanno gli stessi cori, anche se hanno una sua autonomia decisionale. Il duopolio Boys-Viking resisterà per diversi anni. I Boys erano assai schivi a stringere gemellaggi con altri gruppi, l’unico strappo alla regola viene fatto con gli spezzini, anche se vengono strette amicizie anche con gruppi di Parma e Domodossola, oltre a un certo legame con la Nord interista, che suona assai strano visto che Varese e Milano non si possono vedere nel campo del basket e in quello dell’hockey, dal momento che i “Boys”, nei quali, del nucleo storico, erano rimaste che poche decine di persone, controllano anche il basket e l’hockey (quest’ultimo col nome di Brigate Giallonere), dove, in confronto ad altre tifoserie, il predominio è netto. Negli anni della doppia retrocessione (1991-1993), i Boys disertano per tre stagioni lo stadio, in segno di protesta verso la società, ma una volta tornati, l’entusiasmo raggiunge di nuovo i livelli di un tempo e, insieme all’entusiasmo, si riaccendono gli attriti con le forze dell’ordine, oltremodo repressive nei loro confronti. Dal ’94 al ’98 il Varese vivacchia in C2 e il tifo non offre particolari sussulti. L’inizio del nuovo millennio vede invece l’uscita di scena dei Boys, dopo qualche anno di forzata convivenza in curva con il gruppo schierato dei “Blood & Honour”, nato nel 1998, che ha la meglio dopo un duro scontro interno alla curva. I Boys lasciano così il timone e la curva si ritrova semideserta e senza una vera guida. I Blood & Honour si danno da fare ma, numericamente ridotti a poche decine e isolati dal resto della tifoseria a causa del loro estremismo, possono contribuire ben poco alla rinascita del tifo varesino. Nel 2001/02 il gruppo mette in atto una forte contestazione contro l’ingaggio del franco-marocchino Mohamed Benhassen, che sfocia nell’aggressione allo stesso, al fratello minore e poi, al ritorno da una trasferta, al portiere camerunese Joel Eboue. Nella stessa stagione, nell’intento di favorire l’afflusso del pubblico al ”Franco Ossola”, viene introdotta dalla società una formula di abbonamento a prezzi popolarissimi in ogni settore; per la curva bastano 15.000 £. per tutta la stagione, ma non si riesce a riportare entusiasmo e tifosi. Esperimento che verrà riproposto anche nelle stagioni a venire. Così sarà infatti nel 2003/04, quando la società mette gli abbonamenti per la curva a 35 €., ma le presenze difficilmente superano quota mille, con solo 176 paganti nell’ultima gara contro la Reggiana. All’inizio del campionato 2002/03, una 15ina di ragazzi si posizionano, in curva, a debita distanza dal gruppo guida, dietro lo striscione “Irriducibili”, facendo nascere subito tensioni, smorzate poi da successivi chiarimenti, che spingono i due gruppi, dopo alcune trasferte non effettuate, a trovare un accordo e un certo equilibrio, cercando di unire gli intenti per un rilancio della tifoseria, certo non favorito dall’andamento della squadra. La stagione è caratterizzata da diversi incidenti. Il fallimento del 2004 spedisce il Varese in Eccellenza, contraccolpo pesante per ciò che è rimasto della tifoseria. Nel 2005, col ripescaggio in Serie D, dopo il 2° posto in Eccellenza e la sconfitta nei Playoff con la Tritium, la tifoseria prende nuova linfa grazie anche al buon campionato della squadra guidata da Devis Mangia, ex tecnico dell’Under 21 italiana, che si porta in testa da subito riaccendendo sopiti entusiasmi. Nell’aprile 2006 la tifoseria “invade” Sesto Calende per festeggiare la seconda promozione nel giro di un anno. Sulla scia di questi risultati positivi nasce un nuovo club, fondato da vecchi esponenti “Boys” navigati: il “Gruppo Comodo”, una via di mezzo tra un club e un gruppo ultrà; tifo non violento ma intimidatorio, qualora servisse si scomodano in un attimo. Il resto è storia recente, col Varese che, con Giuseppe Sannino alla guida, nel giro di due anni, fra il 2008 e il 2010, passa dalla 2^ Divisione (la vecchia C2) alla B, e che, sull’onda dell’entusiasmo, sfiora la Serie A, battuto nella Semifinale Playoff dal Padova (1-0, 3-3), sospinto anche da un pubblico finalmente numeroso. Meno entusiasmo nel 2011-12, almeno all’inizio, poi, al temine dell’annata arriva il quinto posto e il diritto a partecipare ai secondi Playoff per la A consecutivi, con il sogno che si infrange proprio sul più bello, nella Finale di ritorno all’”Ossola” con la Sampdoria (0-1, dopo il 2-3 di Marassi). Al termine della stagione 2012-13 è arrivato un deludente, per le attese dell’ambiente e per il valore della squadra, settimo posto. Quest’anno si riparte con le buone aspettative di pubblico e critica.

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Una inquadratura della curva del VareseCuriosità: Nella recentissima gara casalinga di sabato 12 ottobre scorso col Trapani, la curva Nord ha esposto lo striscione “Il nostro minuto di silenzio per le vittime della crisi”, preceduto dal comunicato ufficiale del 10 ottobre ’13, in cui si pone l’accento sulla pesante situazione economica che attanaglia il nostro Paese, con imprenditori e operai che non ce la fanno a tirare avanti fino alla fine del mese e che spesso arrivano al gesto estremo del suicidio, che passa in secondo piano, così si legge nel comunicato, rispetto al tragico naufragio di profughi nordafricani a Lampedusa del 3 ottobre scorso, che ha mietuto qualcosa come circa 330 vittime, per il quale è stato osservato un minuto di silenzio, il week-end successivo, su tutti i campi nazionali di gioco. Come si è osservato il minuto di silenzio per i naufraghi, si dovrebbe osservare anche per le vittime silenziose della crisi economica italiana, per la quale il governo italiano, sempre secondo il loro parere, sta facendo ben poco. -In seguito agli scontri del dopo Varese-Trapani di sabato scorso, un ultrà di 36 anni è stato condannato a scontare un Daspo di cinque anni, con obbligo di firma, per aver aggredito due tifosi granata al termine della gara. I due si erano recati con un mezzo proprio alla partita e avevano parcheggiato a pochi passi dal presidio di polizia, in via Borghi. Raggiunti da un gruppetto varesini, ne è nata una breve zuffa. Il varesino, denunciato per lesioni e uso di arma impropria, aveva scagliato un ramo di legno contro l’occhio di un rivale. Il diffidato è stato subito identificato e convocato in questura; intanto sono in corso di accertamento le identificazioni del resto del gruppo di varesini, composto da poche unità. -Incidenti tra le opposte tifoserie si sono verificati prima della partita amichevole Varese-Catania del 6 agosto scorso, allo stadio “Ossola”. Il bilancio finale parla di alcuni contusi e un ferito catanese, che è stato medicato all’ospedale con quattro punti di sutura alla testa. La questura di Varese ha poi emesso otto Daspo, della durata di tre anni, contro ultras del Varese che hanno partecipato alla rissa, mentre altri 15 provvedimenti analoghi sono stati emessi nei confronti dei catanesi, praticamente tutti gli occupanti del loro pulmino giunto a Varese. In tutto sono state identificate 27 persone della trentina che hanno partecipato al tafferuglio, di cui 12 varesini. I tifosi biancorossi, solo in parte ultras dei tradizionali gruppi organizzati, sono tutti sotto i trent’anni, uno è minorenne. Quattro varesini non sono stati colpiti da Daspo solo perché raggiunti da tale provvedimento in passato. Tra le due tifoserie c’era un precedente in una gara di Coppa Italia disputata a Catania, dove pare che i tifosi lombardi avessero avuto qualche problema, così hanno deciso di restituire il “favore”. -Per Varese-Pescara del 14 settembre scorso, esposti gli striscioni “Orgoglio di una città uomo di lealtà, Peo sempre tra gli ultrà”, ad un anno di distanza dalla scomparsa della bandiera-leggenda del Varese Calcio Peo Maroso, e “Ciao Caio R.i.p.”, in ricordo di un ultrà scomparso. -Grande festa, unica a memoria di tifoso biancorosso, il 19 luglio scorso, per la presentazione della squadra e delle maglie ufficiali da gioco, con duemila persone che si sono ritrovate in piazza in un atmosfera calda ed entusiasta. I cori della curva Nord, arrivata in corteo direttamente da Piazza del Garibaldino; la scelta della maglia, con l’ovazione per la novità del bianco crociato che riporta alla bandiera cittadina; l’accoglienza al capitano Neto Pereira, l’emozione del presidente e del nuovo allenatore Sottili, sono un segno tangibile del rinnovato entusiasmo che si respira quest’anno a Varese, con la nuova gestione che raccoglie consensi e simpatia. -Per il raduno prima della partenza per il ritiro di Chatillon della squadra al “Palace Hotel”, avvenuto domenica 14 luglio scorso, i ragazzi della curva Nord avevano lanciato un appello, invitando tutti i tifosi biancorossi a presentarsi dalle h. 18 in poi per salutare più degnamente possibile il nuovo Varese. Alla sede del ritiro cittadino erano presenti almeno 300 tifosi, tutti ad aspettare, un cenno, un segno, un saluto, che arriva quando si affaccia Nicola Laurenza, il nuovo presidente, con tutti i giocatori, invitati dal loro presidente a mischiarsi tra la gente, che apprezza il bel gesto. -Il giorno stesso, prima del raduno, si era svolto al palazzetto il torneo di calcetto “Ciao Smaz”, in ricordo di Andrea Mazzei, grande tifoso varesino prematuramente scomparso poco più di un anno fa, a cui ha fatto seguito una toccante premiazione. -Nella trasferta di Latina, dell’8 settembre scorso, gli ultras del Varese, presenti in circa 70 unità insieme ad altri semplici tifosi, tifano bene e in modo compatto, offrendo buoni treni e sostenendo la squadra per tutti i 90 minuti; torneranno a casa soddisfatti per la vittoria (3-0) della loro squadra. Tra le due tifoserie totale indifferenza. -Un manipolo di una decina di persone affronta, lo scorso 17 agosto, la lontana trasferta di Castellammare di Stabia per il 3° turno di Coppa Italia 2013/14, venendo ripagato dalla qualificazione ai rigori (4-5) agli ottavi, che avranno come teatro il “Tardini” di Parma. -In occasione di Varese-Modena del 31 agosto scorso, esposti gli striscioni “Difendiamo la passione, difendiamo la città” e “Non è solo passione, questo il vero problemone”, a rimarcare quanta importanza rivesta oggi il calcio, anche in una città finora piuttosto distaccata come Varese. -Per la terza e la quarta amichevole precampionato, in programma a Saint Vincent, rispettivamente con Carrarese (31 luglio) e Valle d’Aosta (3 agosto), la curva Nord ha organizzato le prime trasferte dell’anno calcistico 2013/14. -In merito alla decisione del Tribunale di Verona di assolvere tutti i poliziotti autori del folle pestaggio nei confronti del bresciano Paolo Scaroni, avvenuto nel 2005 alla stazione di Verona, per tutta la durata del primo tempo di Varese-Brescia del gennaio scorso, è stata lasciata la curva vuota, come annunciato in un comunicato, con la scritta “18-1-13 giustizia per Paolo”. -La curva varesina è sempre stata apertamente di destra. L’anno scorso, all’inizio della stagione, suscitò grande scalpore la vicenda di Giulio Ebagua, giocatore nigeriano del Varese, di sicuro talento, che durante il match di Coppa Italia coi dilettanti del Pontisola, fu vittima di insulti ripetuti e ululati da parte dei suoi stessi tifosi. Quando realizzò il gol del pari il nigeriano corse sotto la curva, si sfilò la maglia e rispose ai suoi tifosi alzando il dito medio. Neanche l’intervento di un compagno riuscì a placarlo. Mentre una parte dello stadio l’applaudì, gli ultras ripiegarono gli striscioni, abbandonando la curva e, usciti dallo stadio, l’aspettarono. Un episodio incredibile che costrinse Ebagua a uscire da una porta di sicurezza. Comunque, poi, da parte sua l’attaccante riconobbe l’errore e si scusò con tutti, in primis coi tifosi della Nord, che, dopo le scuse pubbliche del giocatore, firmarono una specie di pace “armata” con esso. La Nord però, nonostante la tregua col giocatore, si comportava con indifferenza verso il giocatore quando questi esultava facendo il suo caratteristico verso del toro con le corna, come successe in diverse occasioni. Gli ultrà comunque negarono lo sfondo razziale della contestazione e promisero la tregua nei confronti del nigeriano per amore del Varese, dicendo che reagirono stupidamente, in malomodo, a un gestaccio di un giocatore che recentemente aveva deluso, per le inopportune parole dette dopo Varese-Benevento, alle dichiarazioni durante il suo periodo a Torino, dove affermava di aver chiuso definitivamente la sua parentesi a Varese. Quest’anno Ebagua si è accasato allo Spezia, dove spera di non incappare nei soliti problemi avuti a Varese. -Come già accennato, si è acuita tantissimo in questi ultimi anni la rivalità coi veronesi. Nel dicembre ’12 un gruppo di veneti, circa dieci persone, di ritorno dalla trasferta di Vercelli, viene aggredito in un pub del centro di Varese, dove si era fermato per incontrare degli amici, per scambiare due chiacchiere e bere una birra con persone che non si vedevano da qualche mese. Una 15ina di varesini, coi volti coperti da sciarpe della loro squadra, si presentano al pub in centro, complice sicuramente una “soffiata”, intorno alla mezzanotte tra il sabato e la domenica. In mano agli aggressori degli oggetti atti ad offendere, cinture e uno sfollagente. A quel punto scoppia la bagarre, tra bicchieri che si infrangono a terra e botte, parte la chiamata alla questura, e le volanti arrivano dopo pochi minuti. Un tifoso veneto, guaribile in sette giorni, finisce all’ospedale a causa delle percosse. Per gli aggressori, riconosciuti, è scattato poi il Daspo. Due anni fa, al “Bentegodi” di Verona, durante la regular season, i pullman varesini erano stati fatti oggetto di una sassaiola. Durante Varese-Juve Stabia del 16 febbraio scorso, esposta la scritta “23-2 Tutti a Verona”, trasferta risultata poi assai numerosa, a dimostrazione che Varese sente questa rivalità. -La curva Nord varesina, dall’introduzione della famigerata Tessera nel 2009, è sempre stata contraria alla sua sottoscrizione, almeno fino a due anni fa, ribadendolo in striscioni come “No alla Tessera” (Varese-Empoli 11/12) e “Ideali e passioni non si tesserano”, in Varese-Albinoleffe 11/12, salvo poi decidere di sottoscriverla in massa all’inizio della stagione 2012/13, denotando sicuramente poca coerenza e serietà. Inoltre, in una partita di Lega Pro 09/10 avevano lasciato vuota la curva, entrando solo nell’ultimo quarto d’ora, organizzando un presidio in via Crispi, passaggio privilegiato per raggiungere lo stadio, con esposti drappi come “Niente di più vergognoso, la tessera del tifoso” e “Per Spaccarotella la libertà, divieti e tessere per gli ultrà”. -In occasione del ritorno della Finale Playoff per la A Varese-Sampdoria 11/12, bellissima coreografia a tutto stadio (esaurito), con cartoncini bianchi e rossi, più bandierone copricurva (uno anche nei Distinti), con le scritte “Varese impera” e “Curva Nord” e, lungo la rete di recinzione, “A volte i sogni si possono realizzare con 11 leoni pronti a lottare…avanti Varese”, con strisce bianche e rosse a coprire tutta la pista sottostante e, appena sopra, lo striscione “Vinci per noi” e la bandiera italiana. -La Nord, nel gennaio 2012, ha conosciuto un gravissimo lutto. Infatti, dopo una lunga e crudele malattia al cervello, il quale era stato sottoposto, col suo permesso, a un’operazione rischiosissima, è deceduto Cristiano Sole, 40 anni, ragazzo della curva e tifoso vero, uno di quelli che c’è sempre stato, anche negli anni più bui del Varese. La partita tra Varese e Bari, del 14 gennaio ’12, è stata teatro del grande saluto a Cristiano. L’hanno salutato tutti alla mattina, al suo funerale nella chiesa di Sant’Ambrogio, tra abbracci e lacrime, e nel pomeriggio allo stadio, con 4mila persone presenti. Uno dei suoi tormentoni era “Su le mani tutti anche chi non le ha”. Quel pomeriggio la sua curva aveva organizzato una bellissima coreografia con un sole grandissimo e colorato disegnato su un telone, con le scritte “Noi abbiamo il Sole nel cuore” e “Ciao Cristiano”, oltre a “Cristiano nostro sole” (sempre esposto ancora oggi nei Distinti), “Su le mani tutti anche chi non le ha, ricordiamo un grande uomo, salutiamo un vero ultrà” e, dedicato alla famiglia, “Luisa, Francesca e Valentina, Varese vi è vicina” (madre e sorelle di Cristiano). Ai piedi della minicoreografia, mazzi di fiori lasciati dai giocatori del Varese, con sciarpa e maglia n° 10 con la scritta “Sole”. In balaustra anche una bandiera col suo volto dipinto. -Dall’anno scorso la curva Nord è intitolata a Pietro Maroso, detto “Peo”, scomparso il 16 settembre 2012 all’età di 78 anni, fratello di Virgilio Maroso, terzino del Grande Torino. Pietro, bandiera del Varese in quanto varesino di nascita, vi ha giocato dal 1965 al ’70 e ha allenato i biancorossi dal ’72 al ’78, nell’86/87 e dall’88 al ’90. In Varese-Bari, immediatamente dopo la sua morte, esposti gli striscioni “Eri, sei e resterai sempre il Varese, ciao Peo” e “Nel cuore e nella mente mamma Nella sempre presente”. Con la Pro Vercelli, nel novembre ‘12, i giocatori varesini sono scesi in campo tenendo in mano lo striscione “Ciao nonno Peo” e per l’occasione la curva gli è stata ufficialmente intitolata, con una targa affissa all’entrata centrale della stessa, mentre in cima si stagliava lo striscione “Curva Nord Peo Maroso”. -Saluti romani di alcuni ultras varesini al “Picchi” di Livorno per Livorno-Varese del novembre ’12, dove erano presenti oltre cento varesini, con alcuni di loro che, con una lettera a maglietta, hanno simpaticamente formato la scritta “Diego con noi”. -In Brescia-Varese del maggio scorso, veramente buona la presenza degli ultras che si compattano dietro lo striscione facendo un buon tifo. -Su buon livello anche i varesini presenti a La Spezia nel marzo scorso, che si compattano bene esponendo anche lo striscione “Buon viaggio Pietro Luigi”, per un ultrà scomparso. Rispetto tra le due tifoserie. -Per Bari-Varese del febbraio scorso, i varesini giungono in buon numero visto la lontananza e si sistemano, come fanno sempre in trasferta, dietro lo striscione “C.N. 98”, posizionandosi insolitamente nella parte alta del settore e facendosi ogni tanto apprezzare per qualche coro secco ben riuscito, seppur del tutto privi di colore. -In Varese-Modena del 2 febbraio scorso, i modenesi del club “Belli Carichi” hanno ringraziato, con lo striscione “29-5-12: dall’evento tragico alla vostra amicizia grazie Cremenaga”, chi, di Varese e dintorni, ha voluto aiutarli nell’emergenza per il terremoto che ha colpito Modena e tutta l’Emilia nel maggio ’12. -Il basket a Varese è stato sempre giocato su buoni livelli, rispetto al calcio che, dopo i fasti della A, fra il ’64 e il ’75, con nel mezzo qualche anno in B, ha conosciuto parecchi anni di anonimato, fra Eccellenza, D, C2 e C1. Il tifo calcistico è sempre stato un po’ grigio e freddo, al contrario di quello del palazzetto, dove comandava il gruppo “Gioventù Biancorossa”, scioltosi nel marzo 2012, anche se gruppi come Boys e Viking in passato hanno seguito tutt’e due gli sport cercando di tifare senza preferenze. -Nel ’79, in Emerson Varese-Maccabi Tel Aviv, si verificarono incidenti al Palasport, che bollarono la curva varesina come “razzista e antisemita”. I Viking erano tutti iscritti al “Fronte della Gioventù” e prendevano le distanze anche da “Alleanza Nazionale”. -I “Blood & Honour” (abbreviati “B&H”, “BH”) si caratterizzano per una fortissima connotazione politica (il nome stesso deriva dal motto “Blut und Ehre, in tedesco “sangue e onore”, della Hitlerjugend, la Gioventù Hitleriana) e la propensione a compiere atti di violenza, infatti molti aderenti a questa fazione hanno precedenti penali e problemi di varia natura con la giustizia. Nel marzo 2003, uno dei capi “storici” del gruppo, Saverio Ribaldi, pluripregiudicato e latitante ricercato, viene assassinato a coltellate a Torremolinos (Spagna), in circostanze mai ben chiarite; da allora in varie occasioni i suoi amici ultras lo “omaggiano” con striscioni tipo “Saverio presente” e cori durante le partite. Tra il 2009 e il 2011 vari membri del gruppo furono arrestati per traffico di sostanze stupefacenti. -Il club “Amici del Varese” ha molti iscritti che facevano parte della vecchia guardia dei Boys, un po’ come li aveva anche il “Gruppo Comodo”, che però nell’estate 2011 si è sciolto tra lo stupore generale della gente varesina, per motivi interni al gruppo. -Fino a quattro anni fa gli ultras erano sistemati nei Distinti lato Nord, vicino al Gruppo Comodo. -Pressoché sempre esposte le pezze “Memento Audere Sempre”, “Varesott pianta casott!!”, “Uno x tutti, tutti x uno”, “Ciao Cristiano” e, in trasferta, “2 fisso”. -Una delle più massicce trasferte che si ricordi è stata quella di Genova, per la Finale d’andata dei Playoff del giugno 2012, con circa 1800 varesini al seguito.

Liberi pensieri: “Romanista: i Blood Honour siamo noi!!!”, in risposta a un gruppo “Blood Honour” spuntato nella Sud giallorossa, “Noi vogliamo 11 leoni” (Va-Triestina 01/02); “Turri vattene”, “Credere obbedire combattere” (Pro Patria-Va 02/03); “Il Varese la nostra fede la curva il nostro tempio” (Va-Reggiana 03/04), “Coni, Figc e governo: ora diffidate loro”, “Questo calcio ci fa Sky-fo” (Pisa-Va 03/04); “Di Canio uno di noi…”, stendardo, “Libertà per gli ultrà” (Cossatese-Va 05/06), “Oltre la morte Ambrogio vive” (Va-Pavia 07/08), “Giustizia per Gabriele” (Alghero-Varese e altre gare 08/09), “Il tuo ricordo vivrà sempre con noi…ciao Luca” (Alessandria-Va 08/09), “Silvio Papini uomo vero in società, orgoglio degli ultrà” (Va-Sampdoria 11/12), “Pettinari non mollare ti aspettiamo in campo a giocare” (Va-Reggina 11/12), “AbbAttiAmo lA sAmpdoriA” (stendardo in Va-Sampdoria, ritorno Finale Playoff per la A 11/12), “Ciao Franco”, “La Nord ti rende onore Delfo libero” (Va-Ascoli 12/13); “Varese provincia la nostra realtà…con Como solo rivalità”, contro la ventilata cancellazione della provincia di Varese e il passaggio sotto quella di Como (Va-Empoli 12/13); “La repressione non cancellerà la tua mentalità. Dede sempre con noi”, “Chicco non ci abbandonare con te la Nord continua a sognare” (Varese-Spezia 12/13).

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