E’ arrivato il momento dei saluti per Daniele Mori, che dalla prossima stagione vestirà la casacca bianconera dell’Udinese. Una strada, la sua, simile a quella già fatta da Angella e Fabbrini, con l’acquisto da parte dei friulani fatto mesi fa, lasciando poi il giocatore ad Empoli.

 

Non è certo stata la stagione che noi tutti, crediamo Daniele compreso, ci si aspettasse, da lui, su tutto complice un infortunio al ginocchio che lo ha tenuto fuori per gran parte della stagione. Adesso, dopo l’operazione, sta vivendo tutto l’iter della riabilitazione.

 

Mori si è affidato alla sua pagina Facebook per lanciare l’ultimo saluto a tutta Empoli, squadra e città, dopo una lunghissima militanza, iniziata ben dodici anni fa, con gli azzurri colori.

Questo il suo post:

 

“Non e’ mai facile lasciare una squadra dopo che ci hai passato 12 anni di lavoro di amicizie e di battaglie affrontate con alcuni risultati negativi ma tanti positivi e tante soddisfazioni tolte!! Per questo auguro all’EMPOLI di continuare a lavorare come sempre ha fatto con gente seria e di tornare in serie A il prima possibile perché e’ una realtà di giovani e il calcio italiano ne ha tanto bisogno!!! Devo dire un grazie a questa grande societa’ !! Ora partiamo per una nuova avventura!!! grazie Empoli”

 

A breve raggiungeremo il giocatore per un intervista a bilancio di questa stagione e della sua esperienza in azzurro in generale, ma per adesso, un grande in bocca al lupo è d’obbligo.

 

M.dL.

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Giornalista pubblicista, da sempre tifoso azzurro è tra i fondatori di Pianetaempoli.it sul quale scrive ininterrottamente dal 2008. Per PE, oltre all'attività quotidiana, si occupa principalmente delle interviste post gara da tutta Italia. E' stato speaker ufficiale dell'Empoli FC per 5 stagioni.

14 Commenti

  1. Il mio discorso non c’entra nulla con Mori, che ha fatto semplicemente “il suo” ed al quale comunque anche io mi sento di dire “in bocca al lupo” per la sua carriera.
    Però, a mio modesto avviso, Mori (assieme a Fabbrini ed Angella) rappresenta il caso emblematico degli errori commessi ultimamente dalla nostra dirigenza nella “gestione” dei nostri giovani.
    Purtroppo, ed ho già avuto modo di scriverlo anche su PE, si è persa di vista l’idea principale, che è valsa per tanti anni nell’Empoli, per cui la trafila delle giovanili la si fa per… ARRIVARE IN PRIMA SQUADRA e NON PER ESSERE CEDUTI ad un’altra squadra!
    Non esiste, per fare ancora un esempio, che Kabashi, ovvero un giovane bravo fin che si vuole, ma ad oggi un emerito “signor nessun” (mi perdonerà, credo, ed anzi gli auguro di essere il nuovo Messi…), esca sui giornali e sul web dicendo che la Juve sarebbe “una destinazione gradita”.
    Ma come, la Juve? Avrebbe dovuto rispondere, sempre a mio modesto avviso, “alla Juve non ci penso, perché innanzi tutto voglio arrivare in prima squadra dell’Empoli e far vedere a tutti quanto valgo nel calcio che conta”!
    Quello che voglio dire è che occorre che i dirigenti del nostro settore giovanile NON portino i nostri giocatori neppure a pensarle certe cose: non ci deve essere spazio per niente altro che per l’ambizione di giocare nella prima squadra dell’Empoli.
    Punto e basta.
    Perché solo riportando la maglia della prima squadra al centro dei pensieri del nostro settore giovanile possiamo salvare il movimento calcistico empolese.
    Ovvero, settore giovanile e prima squadra sono legati da un legame strettissimo a doppia mandata, quest’anno ancora più palese, per il quale:
    – solo se il settore giovanile va bene, possiamo sfornare giovani bravi che poi possono tradursi in soldi per fare investimenti e pagare gli stipendi dei giocatori della prima squadra;
    – solo se la prima squadra VA BENE, possiamo mantenere la serie B che è “il minimo” per poter costruire una squadra “primavera” all’altezza.
    Che poi la crisi economica degli ultimi anni possa essere stato uno dei motivi delle scelte di vendere giocatori ancora “giovani” ed “acerbi”, prima di averli utilizzati in prima squadra (vedi Angella, Fabbrini e Mori), questo è indubbio.
    Altrettanto indubbio è, però, che se non si torna a mettere la maglia della “prima squadra” al centro dei pensieri di questi ragazzi del settore giovanile, rischiamo di venderli prima ancora di averne sfruttato le loro qualità (angella) o di averli utilizzati in malo modo (Fabbrini e Mori) perché con la testa entrambi erano già all’anno successivo in cui, comunque ed a prescindere dalle sorti dell’Empoli, avrebbero giocato in serie A.
    Quindi, contro la crisi economica, occorre battere altre strade, tentare nuove strategie.
    Scegliere NUOVI DIRIGENTI, ma non perché i vecchi sono brocchi, ma perché i “nuovi” possano portare con sé una ventata di freschezza in grado di trascinare tutto l’ambiente con nuove idee di gestione dei giocatori giovani.
    E ciò comunque partendo dal presupposto di avere uno dei settori giovanili più all’avanguardia d’Italia e dall’imprescindibile considerazione che se la prima squadra va male tutto va a ramengo.
    Spero di essere riuscito a trasmettere la mia umile idea.

    • ANCH’IO LA PENSO COME TE…soprattutto quando dici “rischiamo di venderli prima ancora di averne sfruttato le loro qualità (angella) o di averli utilizzati in malo modo (Fabbrini e Mori) perché con la testa entrambi erano già all’anno successivo”.Pero’ sono anche dell’opinione che quest’anno era impossibile lanciare tutti i giovani che sono scesi in campo con la continuita’ dovuta…prima si faceva incetta dalla primavera in modo graduale…adesso sembrano tutti fenomeni….ma come puoi far giocare Pelagotti,Guitto,Signorelli,Mchelidze,Tonelli,Mori,Brugman,Saponara,Dumitru,Shekiladze o l’Israeliano con continuita?O li reputi tutti titolari in grado di giocare in serie B…O NE LANCI COME E’ GIUSTO MASSIMO 2 O 3….. è chiaro che poi qualcuno su 10 elementi cerchi di venderlo se richiesto….PROPIO PERCHè TROPPA CARNE AL FUOCO SI VUOL METTERE CON I GIOVANI!

      • Non ho mai pensato che dovessero giocare tutti, nè mi pare d’averlo scritto. Il mio discorso, anzi, era proprio nell’ottica di cambiare radicalmente l’idea di cui hai parlato: non più “quantità”, ma “qualità”.
        Proprio perchè non è possibile avere 11 campioni, x noi e x loro occorre cambiare registro: x non illuderli tutti, x non illuderci noi di avere solo campioni. Cambiamo l’orizzonte e gli obiettivi di questi ragazzi e facciamo loro capire che il successo costa tanta gavetta, nel calcio come nella vita

    • I dirigenti c’entrano poco, ormai a 16 anni hai il procuratore che ti presenta offerte di quà e di là minando la serenità del giovane giocatore.
      Secondo me adesso puntare sul settore giovanile non è più conveniente perché se prima c’era l’empoli e altre due o tre società in italia a puntare sul settore giovanile adesso lo fanno quasi tutte in a e b; quindi la qualità dei giovani è peggiorata e per prendere giocatori all’estero c’è sempre più competizione e vengono a costare molto.
      Secondo me la via da intraprendere è puntare su gente di C1 di età fra i 21 e i 26 anni, che hanno veramente voglia di arrivare, e per i quali almeno inizialmente l’empoli è un punto d’arrivo.
      Un giocatore come valdifiori negli ultimi 5-6 anni l’empoli non l’ha sfornato col suo settore giovanile.
      Questi giocatori costano poco, vogliono poco d’ingaggio e hanno molte motivazioni!

      • Che i procuratori siano la rovina del calcio moderno non c’è proprio dubbio.
        Ma potrà esserci una soluzione a tutto questo o no?
        Sicuramente ci vogliono idee, entusiasmo e novità e solo gente capace può trovare un modo nuovo e redditizio di gestore nel 2012 un settore giovanile importante come il nostro!

        • Usualemi fai caso all’udinese, questa squadra non investe praticamente nulla sul settore giovanile, però ha tanti giovani.
          Questo perché li compra in tutti i luoghi possibili e immaginabili, ma li compra comunque di 19-20-21-22 anni non dei bambini di 13 o 14.
          Adesso costa più comprare un sedicenne italiano che un ventenne di belle speranze che milita in una serie a o b sudamericana.
          Per me il calcio è fatto di cicli e mode, ora c’è la moda del settore giovanile e tutte le big ci investono, e tu piccola squadra non potrai mai investire quanto loro. Prima vivevi col settore giovanile perché andavano di moda i calciatori esteri e tutti li compravano stranieri anche se quello che giocava nella piccola di serie A era meglio ma magari non aveva l’appeal del brasiliano.
          Ora andando di moda l’italiano giovane c’è una corsa a questi giocatori e tutti spendono cifre alte per comprarli.
          El shaarawy 5 o 6 anni fa non avrebbe giocato certo nel milan e non l’avrebbero pagato quei soldi.
          I vari Di Natale, Montella, ecc.. hanno dovuto dimostrare tanto prima di essere appetibili a squadre di livello superiore…

          • Hai centrato perfettamente il punto, con molta intelligenza e sagacia!
            Se la mia riflessione voleva essere una “domanda”, la Tua precisazione è stata di sicuro una “risposta”.
            Quello che mi sembra strano è che se scambiandosi due parole su un forum, noi poveri utenti abbiamo già valutato come il modello “Udinese” possa essere di sicuro un esempio da valutare e semmai seguire per la gestione al “presente” (anche futuro?) dei giovani e della prima squadra, non mi capacito come certe valutazioni non possano essere prese anche nella stanza dei bottoni dell’Empoli e di come si sia preferito negli ultimi anni “smembrare” i cartellini dei giocatori giovani, tenerli nonostante avessero la mente altrove oppure ancora accettare i “ricatti” (vedi Rajola) dei loro procuratori.
            L’unica cosa che mi fa paura del modello Udinese di cui parli è che in tal modo i risultati del settore giovanile comunque non sono particolarmente rosei, almeno mi pare. Mentre i nostri hanno un’impronta assai più importante sui vari campionati giovanili.
            Forse, gente nuova, dirigenti giovani e pieni di entusiasmo, dovrebbero semmai cercare di trovare e sperimentare strade alternative che possano essere il giusto compromesso fra il “modello Udinese” e la “tradizione” della gestione empolese del settore giovanile.
            Grazie comunque della preziosa risposta

  2. Straquoto Lorenzo.
    Vi siete resi conto che il calcio a livello mondiale è cambiato?!
    I soldi sono sempre stati importanti, ma 10 anni fa (anche meno) non erano così decisivi per il trasferimento di un giocatore; un Eto’o che va a scomparire all’Anži a 30 anni per soldi, Lavezzi che va a Parigi per soldi, Criscito in Russia per lo stesso motivo…ed i giovani sono lo specchio di questo trend.
    Non hanno giocato nemmeno un minuto in una squadra e sono già dei fenomeni che pensano alla Juve o al Napoli (per fare due esempi). Tenerli, soprattutto alla luce che molte società hanno iniziato a fare mercato massiccio anche per le loro squadre primavera, è diventato un’impresa; in più i procuratori, assolutamente senza uno straccio di etica, fanno un lavoro disgustoso su questi giovani, trattandoli quasi come capi di bestiame.
    Questo è il calcio moderno e come dice Lorenzo dobbiamo modificare i nostri orizzonti e le nostre priorità.

  3. Son sicuro che Mori si farà strada,è molto forte e tra i giovani centrali italiani è uno dei migliori e lo ha dimostrato. FORZA DANIELONE!!!

  4. Si infatti..ricordo che mai le primavera delle strisciate andavano forte…secondo me l’empoli se mischia 2-3 primavera a gente di serie c puó ritornare su buoni livelli…ad Empoli Serve gente Che vede l Empoli come un Punto Di arrivo e non Di partenza

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