A distanza di venti anni gli azzurri hanno espugnato l’Artemio Franchi! Vittorie queste che vanno al di la della stagione e che restano nell’albu dei ricordi come pietre miliari della storia quasi centenaria del nostro amato Empoli. Una vittoria questa che somiglia molto a quella di venti anni fa, per risultato, per come il minutaggio in cui è arrivato il gol vittoria ma, soprattutto, perchè c’è un nome che legata questa “back to the future”. Giovanni Martusciello dopo aver regalato la vittoria da calciatore nella stagione 1997-98 con un suo gol decisivo proprio nel recupero, ha guidato dalla panchina ad un successo ancora nel recupero grazie al rigore di un ex Pasqual (designando proprio lui il rigorista) nella stessa porta dove aveva segnato fisicamente lui. Una sorta di dolce deja vu che si è riproposto per il tecnico partenopeo e per alcuni tifosi azzurri che hanno avuto la fortuna di vivere LIVE le due vittorie.

Questa vittoria è arrivata probabilmente nel momento più delicato della stagione: il pareggio contro il Pescara aveva fatto storcere la bocca a molti, i risultati non positivi uniti alle prestazioni poco convincenti delle squadra preoccupavano non poco in vista del derby, creando proprio intorno a questa partita una sensazione strana, quasi come se la madre di ogni partita per i cuori azzurri passasse in secondo piano. Se poi a questo si aggiungeva il fatto che per la prima volta gli azzurri avevano un distacco minimo dalla terzultima (tre lunghezze), le premesse non erano positive di fronte ad una squadra indubbiamente più forte e che proprio sabato scorso giocava molte delle sue possibilità di ritornare in corsa per l’europa. La partita l’abbiamo ormai raccontata in tutte le salse, sciorinando i più che meritati complimenti per una prestazione che sarebbe stata più che positiva anche se non fosse arrivato quel mezzo regalo nel finale di partita. E’ stata una Pasqua (ribattezza da tutti una “Buona Pasqual”) davvero dolce, un’iniezione di positività e di autoconvinzione pazzesca, soprattutto per andare a prenderci quel che andiamo cercando da inizio anno e facendolo grazie ai nostri meriti. Adesso, quando mancano sei giornate al termine del torneo, sono cinque le lunghezze da gestire proprio sui pitagorici, un vantaggio che torna ad essere importante ma un vantaggio che nelle menti di tutti deve essere pari allo zero, proprio per non ricadere in quel rilassamento che ci è costato non poco.

Adesso ci vuole molto equilibrio e la giusta serenità, domenica c’è da affrontare la seconda trasferta consecutiva, andando a sfidare un’altra pretendente ad un posto in Europa: il Milan. Una gara che ha in dote -come logico- un alto coefficiente di difficoltà, un altra tappa quindi caratterizzata da salite molto impegnative ma che i nostri potranno affrontare con maggiore controllo, unito però a quella determinazione e grande voglia vista al Franchi. Sarebbe importante ripetere quel tipo di prestazione, anche per dare continuità, poi si sa che quando si va ad affrontare avversari qualitativamente superiori può non bastare ma l’importante è non abbassare la guardia perchè la salvezza è un patrimonio importante da raggiungere per tutti noi e non possiamo permetterci cali di concentrazione o ritenere di essere fuori dalle sabbie mobili. Nella tana del diavolo andremo con grande consapevolezza, con grande carica e sarà proprio il diavolo stesso a doversi preoccupare di un Empoli che, a partire dal suo condottiero in panchina, venderà molto cara la sua pelle.

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