Giorni fa scrivemmo un articolo sulla proposta di Infantino di appaltare i Mondiali di calcio a privati. Il progetto è naufragato dopo neanche 48 ora per la netta opposizione di UEFA in primis ma anche di molte altre Federazioni. Hanno preso posizione contraria diversi personaggi del mondo del calcio. Tra questi è di ieri la presa di posizione di Luis Figo, ex grande giocatore ed oggi consulente FIFA, che ha scritto un articolo per il quotidiano inglese Daily Mail in cui, oltre a chiedere le immediate dimissioni del Presidente della Fifa, dice anche altre cose e fa una analisi del mondo del calcio decisamente crudele ma interessante.
Ve lo proponiamo perché riteniamo che offra spunti per una riflessione a tutto tondo per chi ama il calcio, la sua essenza, i valori che nei decenni ha tramandato.
“Potrei scrivere 10.000 parole sui problemi della Fifa Ma per la soluzione ne bastano tre: Infantino deve andarsene. Amo il calcio da tutta la vita. Sono stato un calciatore professionista per 20 anni. E credetemi, nel corso della mia carriera ne ho incontrati di farabutti. Ma ciò che è emerso negli ultimi dieci giorni rappresenta il comportamento più basso, ingannevole e vile, dettato da un interesse puramente egoistico, a cui abbia mai assistito. Un uomo che vorrebbe fare una cosa del genere l’uomo che cercherebbe di imporre cambiamenti così radicali solo per arricchire se stesso e i suoi amici, è una reliquia del passato del calcio e non dovrebbe avere alcun ruolo nel suo futuro. Se era un’idea così valida, perché non l’avete comunicata ai vostri membri quando li avete riuniti tutti in una stanza prima della finale dei Mondiali? Se era un piano così solido, perché non avete informato i vostri membri anche dei rischi, oltre a quelli che avete definito benefici? Se l’operazione era così ovvia e vantaggiosa, perché non essere onesti sul fatto che, alla fine, ti avrebbe garantito un incarico da 30 milioni di dollari l’anno? Ma nulla di tutto ciò è stato fatto. Perché non è una buona idea. Non è una strategia solida se si omette di essere trasparenti riguardo agli enormi ritorni economici che i fondi di private equity pretendono sempre. Non è una mossa coraggiosa se non si spiega che, una volta ceduta la propria quota, questa è persa per sempre e si privano i propri successori della proprietà della Coppa del Mondo. E non è onesto se si evita di dire che, dopo aver servito il Mondiale su un piatto d’argento ai propri amici di Washington, questi ti offriranno un lavoro che vale cinque volte il tuo stipendio attuale. Nulla di tutto ciò sorprende, se si considera la lunga serie di danni arrecati alla reputazione del calcio: dalla sospensione e revoca di decisioni disciplinari alla violazione del regolamento di gioco per favorire uno spettacolo nell’intervallo, nulla gli impedisce di compiacere i propri amici. Non stupiscono nemmeno le dichiarazioni del Principe Ali (Presidente della Federcalcio giordana), che ha denunciato i metodi da ‘clan’ della Fifa di Infantino: ostacolare l’operato e i finanziamenti della sua federazione pur di ottenere una lettera di candidatura e perpetuare così un regime guidato da un bieco interesse personale. Il calcio ha certamente bisogno di un dibattito sul denaro. Ma non di quello destinato a uscire dal mondo del pallone per finire nelle tasche di investitori o servire a pagare stipendi spropositati ai dirigenti. Mi riferisco alle risorse che dovrebbero essere investite nella costruzione di campi e nella formazione di allenatori, per garantire a ogni bambino del mondo la possibilità di innamorarsi dello sport più bello del pianeta. Penso, tanto per cominciare, ai 5 miliardi di dollari presenti nelle riserve della Fifa. Quante quote si potrebbero acquistare con quella cifra in questo intrigo squallido e losco? Tutte! Dunque, in fin dei conti, non c’è alcun bisogno di investimenti esterni. Questo progetto – proprio come la Superlega prima di esso – è stato fatto saltare in aria dai media, che hanno svelato ogni mossa subdola e ogni retroscena prima ancora che i suoi promotori riuscissero a definire una strategia comunicativa coerente. E meno male che è andata così. Infantino ha svilito la carica di presidente della Fifa che aveva promesso di nobilitare. Ha mentito, ha ingannato e ha cercato di curare i propri interessi a scapito dello sport che avrebbe dovuto servire. Ha perso il sostegno dei suoi collaboratori di vertice, dei suoi consiglieri più stretti, della stragrande maggioranza di coloro che dedicano la vita a questa disciplina e persino, a quanto pare, del vincitore del Premio Fifa per la Pace (Donald Trump, ndr.). È troppo tardi per salvare la sua dignità, ma non è troppo tardi per salvare il calcio. Deve andarsene. Subito”.
Intanto Infantino ha convocato una riunione dei vertici FIFA in Marocco. Alcune Federazioni, specie dell’Africa e Asia, sono con lui ma la maggioranza delle 211 Federazioni affiliate non sembrano dalla sua parte. Attendiamo gli sviluppi di questa vicenda che potrebbe portare ad uno stravolgimento di come il calcio a livello FIFA è stato gestito ed organizzato nel decennio di Presidenza di Infantino.
















al peggio non c’e’ mai fine, ma per questa volta l’infante pare averla fatta fuori dal vaso
prossimamente altre puntate della serie rovina del calcio drogato di soldi
Figo ha ragione per carità, Infantino è piacevole come una zanzara in camera alle due di notte. Uno che però passò dal Barcellona al Real (forse per soldi?), non ha molto da fare morali.
Solo il fatto che volesse fare affari con il genero del pazzo Trump la dice tutta della persona Infantino , persona corrotta e viscida come il suo padrone Americano.
ma Infantino basta guardarlo per vedere che è un mafioso
Io sarei per chiudere tutto il baraccone delle nazionali, ormai fuori dal tempo e solo una rottura per i club