Ferdinando Donati, per tutti Nando, fa parte di quella ristretta cerchia di uomini per i quali possiamo spendere il termine – ormai quasi desueto – di “bandiera”. Non tanto perché sono rimasti a vita in una sola società, ma perché in quella società hanno vissuto più vite, mostrando un grandissimo attaccamento alla maglia e un comportamento sempre esemplare. Persona cordiale e corretta, esempio di umiltà e serietà, Nando fu protagonista in maglia azzurra sia da calciatore che da tecnico/collaboratore, dando un contributo basilare alla crescita del club. Un uomo schivo che preferiva far parlare i fatti.

Gli esordi in maglia azzurra

Cresciuto nel vivaio della Pecciolese, Donati arriva a Empoli nel 1965 cominciando la trafila nel settore giovanile azzurro. Due anni più tardi, a diciotto anni, esordisce in Serie C. Ala destra di talento, Nando riesce ad emergere con buone prestazioni e i tecnici che si succedono sulla panchina azzurra trovano in lui un calciatore prezioso e sempre disponibile. La sua prima esperienza in azzurro dura tre stagioni e si chiude con più di settanta presenze, alle quali si aggiungono undici marcature. Nel novembre ’70 passa in comproprietà all’ambiziosa SPAL, che al termine della stagione si classificherà al secondo posto del Girone B, preceduta solo dalla corazzata Genoa.

Tuttavia, Nando torna a respirare l’aria di casa dopo appena un anno e riveste la maglia azzurra per la seconda volta in carriera. Il 26 settembre 1971 Donati decide, con un suo gol il derby contro il Pisa. Si ripete contro Spezia, Imola e Sambenedettese, dimostrando di essere uno dei pilastri sui cui ripartire. Nel 1972-73 torna a Ferrara e contribuisce alla promozione in Serie B della squadra del presidente Mazza. Realizza il suo primo gol in Serie B il 6 gennaio 1974, quando la SPAL sconfigge per 1-0 il Perugia. Fa il bis un mese dopo contro il Novara, mentre nella sfida contro l’Atalanta di fine campionato segna la sua prima doppietta in cadetteria.

Il prosieguo della carriera

Le ottime prestazioni gli schiudono le porte della massima serie. Lo acquista la Ternana neopromossa, con la quale esordisce nel match casalingo del 6 ottobre perso contro la Fiorentina. Donati realizza la sua unica segnatura in Serie A in occasione della disfatta (7-1) contro il Napoli. Nonostante la retrocessione, Nando rimane in Umbria anche la stagione successiva, che però non regala particolari squilli visto il deludente quindicesimo posto finale. Nell’estate, a ventisette anni, decide di tornare a vestire la maglia della SPAL, che farà la spola tra Serie B e Serie C.

Dopo essere sceso provvisoriamente tra i dilettanti, torna finalmente a Empoli nel 1980, con il chiaro intento di chiudere la carriera laddove era cominciata. Sulla panchina azzurra trova un vecchio amico, Gaetano Salvemini, suo capitano qualche anno prima. Forse è proprio durante questo periodo che si rende conto di aver dato tutto al calcio giocato. Racimola poche presenze, ma ormai la strada è tracciata: al termine della stagione appende gli scarpini al chiodo e si iscrive al Supercorso di Coverciano.

Donati nelle vesti di allenatore

La società azzurra sa che Nando è una persona di grande spessore. Le sue qualità umane precedono la sua bravura tecnica e questo è un aspetto che viene ritenuto imprescindibile. Così Donati viene inserito nei quadri tecnici delle giovanili e, nel frattempo, ha modo di conseguire il diploma di allenatore di prima categoria a Coverciano. Quando l’Empoli del suo amico e mentore Gaetano Salvemini è in A, lui guida con successo la promettente formazione Primavera, nella quale militano diversi talenti che, in futuro, faranno le fortune dell’Empoli.

Addirittura si parla di lui per la ricostruzione post-retrocessione, poi la società fa altre scelte e gli preferisce un tecnico più esperto come Clagluna. Il suo nome rimbalza ancora quando Clagluna viene esonerato prima che cominci la stagione, ma la dirigenza si indirizza su Gigi Simoni. Nel maggio ’89 però, con la squadra impelagata nei bassifondi della classifica, arriva finalmente il momento di Donati, promosso allenatore della prima squadra dopo il secondo esonero stagionale. Silvano Bini dichiara alla stampa locale: “La nostra fiducia in Donati è grande. Anche se quest’anno non ha seguito direttamente le sorti della squadra, conosce bene l’ambiente e i problemi. Le sue qualità sono eccezionali”.

Donati diventa il nuovo allenatore dell’Empoli

La grande occasione

La rincorsa-salvezza comincia con la trasferta di Barletta, al termine della quale l’Empoli porta a casa un punticino che, quantomeno, serve a smuovere la classifica. L’impegno successivo è impegnativo, visto che gli azzurri ospitano la capolista Genoa, ma l’obiettivo è uno solo, vincere. Donati fa il fioretto di non toccare le amate sigarette, ma la promessa fatta a se stesso non basta per far tornare l’Empoli alla vittoria e finisce 1-1. Quando mancano solo tre partite alla fine del campionato c’è bisogno di uno scatto d’orgoglio. Che non arriva nemmeno la domenica successiva, quando è la Reggina a bloccare gli azzurri sullo 0-0.

Donati è ancora imbattuto ma una vittoria serve come il pane. La classifica è corta ma, nonostante l’anno travagliato, le speranze di salvezza sono ancora vive. Contro il Piacenza, ormai spacciato, arrivano finalmente i due punti, grazie a una doppietta di Baiano e un gol di Caccia. Un 3-0 rotondo che fa tornare un po’ di sereno e lascia gli azzurri con il destino nelle proprie mani. Purtroppo, nell’ultima giornata di campionato l’Empoli non va oltre lo 0-0 al Dorico contro l’Ancona ed è costretto a un’ultima estenuante fatica, il cruciale spareggio di Cesena contro il Brescia.

Donati confermato

L’Empoli retrocede mestamente in C e al termine della partita il tecnico è molto amareggiato: “Sono costretto a retrocedere senza aver perso una sola partita”, è il suo laconico commento. In effetti Donati ha chiuso la stagione imbattuto e solo la malvagia lotteria dei rigori gli ha tolto la gioia di salvare il suo Empoli. Poi aggiunge: “Non posso rimproverare nulla ai miei ragazzi, hanno lottato con grande energia, alcuni di loro hanno finito la partita letteralmente in ginocchio per le risorse spese nei 120 minuti. La sfortuna, una traversa, un episodio dubbio in area avversaria ci hanno condannato. Abbiamo cercato di sviluppare un certo gioco offensivo ma non sempre ci è stato permesso. Caccia e Baiano sono stati sottoposti a una lunga serie di falli senza che venissero adottate le dovute sanzioni” (Il Tirreno, 25 giugno 1989)

L’amarezza è tanta e servirà del tempo per essere smaltita. Tuttavia, la società crede fermamente in Donati e lo conferma anche l’anno successivo. Si tratterà, purtroppo, di un regno breve, visto che dopo la sconfitta casalinga contro il Modena della tredicesima giornata, Donati verrà esonerato e sostituito da Vincenzo Montefusco. Nando lascia Empoli ma dopo aver avuto esperienze altrove, tornerà a ridosso degli anni 2000 con il nuovo ruolo di osservatore. Uno come lui, un addetto ai lavori con un occhio attentissimo alle dinamiche del settore giovanile, una persona corretta, onesta e preparata è ancora una risorsa importantissima.

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Empolese DOC e da sempre tifoso azzurro, è un amante delle tattiche e delle statistiche sportive. Entrato a far parte della redazione di PianetaEmpoli.it nel 2013, ritiene che gli approfondimenti siano fondamentali per un sito calcistico. Cura molte rubriche, tra cui i "Più e Meno" e "Meteore Azzurre.

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