L’estate 1988 è foriera di grandi cambiamenti. Conseguentemente alla retrocessione in B si consuma l’addio di Gaetano Salvemini, vero e proprio artefice del miracolo-Empoli delle ultime due stagioni. Il tecnico di Molfetta sceglie di tornare nella sua terra natìa e accetta l’offerta del presidente Matarrese, convinto che sia l’allenatore giusto per riportare il suo Bari in Serie A. I fatti gli daranno ragione, visto che i baresi otterranno secondo posto e promozione. Silvano Bini, dal canto suo, comincia subito quindi a guardarsi attorno alla ricerca del tecnico del rilancio. La scelta dovrà essere fatta con cura e perizia, dal momento che non è mai facile ripartire da una categoria inferiore. Neppure se ti chiami Empoli e, tradizionalmente, sei abituato a mettere in conto la sofferenza.

I primi nomi sul banco

Le prime voci che cominciano a circolare riguardano allenatori già rodati. Si parla ad esempio del 42enne Giuseppe Materazzi, che sta conducendo il Pisa a una tranquilla salvezza in Serie A: in caso di addio alla squadra nerazzurra, sarebbe lui la prima scelta. Si fanno i nomi di due ex come Vitali e Guerini, oppure altri un po’ più improbabili come Nevio Scala e Aldo Agroppi. L’ultima idea, secondo il Tirreno, sarebbe quella di affidare la panchina al tecnico della primavera Ferdinando Donati, molto apprezzato dalla dirigenza azzurra, in particolare da Silvano Bini.

Tuttavia, i piani della società sono altri. L’amministratore delegato dell’Empoli Pietro Allegri, intervistato da Alfredo Vezzi del Tirreno, smentisce in particolare quest’ultima possibilità. “Sarà un tecnico con provata esperienza in Serie B. Un elemento valido, sicuramente adatto alla nostra squadra. Ancora non è stato firmato l’accordo definitivo ma non dovrebbe tardare e per questo non possiamo comunicare il nome. Posso solo dire che è un allenatore di categoria. Ieri il presidente Silvano Bini era a Milano e può darsi che abbia raggiunto l’accordo. L’annuncio ufficiale dovrebbe essere diramato nelle prossime ore”.

Il nuovo tecnico è Roberto Clagluna

L’annuncio ufficiale tarda ad arrivare ma il Tirreno, nella sua edizione del 20 maggio 1988, preannuncia che il prescelto è Roberto Clagluna. Silvano Bini non conferma, ma ammette che il tecnico pisano è il favorito numero uno. “Ha il 60% di possibilità di essere il nuovo allenatore“, afferma il presidente. Una dichiarazione che sa molto di ammissione. Clagluna sta finendo la stagione sulla panchina della Salernitana in C e si dovrà aspettare quindi il termine del campionato per avere la certezza del suo arrivo. Classe 1939, Clagluna ha allenato le giovanili della Lazio per più di dieci anni, prima di diventare l’allenatore della prima squadra. Quindi ha guidato la Sambenedettese, la Roma (in coppia con Eriksson), il Como e ancora la Sambenedettese, prima di finire alla Salernitana a stagione in corso.

Come previsto, l’ufficialità giunge al termine del campionato di Serie C. “Riteniamo che Clagluna abbia i requisiti giusti per far bene a Empoli” – afferma Bini sulle colonne del Tirreno del 10 giugno 1988 – “Il tecnico ha accettato con entusiasmo la nostra proposta. Il suo non sarà un compito facile, la squadra dovrà essere rinnovata per almeno sette undicesimi. Serviranno pazienza, fiducia e un pizzico di fortuna. Agli sportivi assicuro però che il 25 luglio, giorno fissato per il raduno, avranno di che essere soddisfatti. I presupposti perché l’Empoli edizione 1988/89 sia un’ottima squadra, in grado di ben figurare nel campionato cadetto, ci sono tutti”.

Il nuovo corso ha inizio

Il 16 giugno Clagluna viene presentato ufficialmente alla stampa. Le sue prime dichiarazioni sono elogi sperticati all’ambiente-Empoli, considerato l’ideale per lavorare con tranquillità e uno dei più maturi d’Italia. Sul piano tattico il nuovo allenatore si espone poco: elude la domanda se l’Empoli giocherà a zona o a uomo, affermando che la squadra dovrà essere in grande di difendere in tutti i modi. Clagluna sposta il discorso sull’atteggiamento che pretende dai suoi: “Un’arma importante sarà la velocità. Dinamicità e qualità tecnica del gioco saranno i nostri bagagli. La squadra dovrà saper attaccare e difendere a seconda delle esigenze. Occorre soprattutto organizzazione”.

Una settimana più tardi il rinnovato Empoli è pronto e si ritrova in ritiro a Castelnuovo Garfagnana. Ci sono tanti volti nuovi, tanti giovani, un gruppo da riformare, ma Clagluna è fiducioso. “Il calcio si basa sulla velocità e noi punteremo su un’immediata ricerca del gioco veloce”, ripete nuovamente. Il programma prevede allenamento doppio: la mattina esercizi e corse per la muscolazione, il pomeriggio in primo piano l’aspetto tecnico-tattico. Il 30 luglio comincia la lunga serie di amichevoli che vedranno impegnati gli azzurri: l’esordio è con i “padroni di casa” del Castelnuovo Garfagnana.

L’inatteso esonero di Clagluna

L’Empoli non brilla particolarmente nelle amichevoli estive. Dopo il sonoro 9-0 rifilato al Castelnuovo, vince 3-1 contro la Cuoiopelli e pareggia senza reti con Prato e Lucchese. Sono campanelli d’allarme, certo, ma niente lascia presagire che la panchina di Clagluna sia a rischio. E invece, come un fulmine a ciel sereno, il tecnico pisano viene sollevato dall’incarico alla vigilia della prima uscita ufficiale stagionale, in Coppa Italia contro il Piacenza. Laconico il comunicato dell’Empoli: “Dopo un approfondito colloquio tra la società e il signor Clagluna, in riferimento all’assetto tecnico della squadra, non essendo stata riscontrata identità di vedute, la società lascia libero con effetto immediato il signor Clagluna”.

Le brutte prove offerte nelle amichevoli possono bastare per far licenziare un allenatore poche ore prima dell’avvio della stagione? Oppure la dirigenza non condivideva alcune scelte di Clagluna, in primis la preparazione atletica? I veri motivi dell’esonero rimangono avvolti nel mistero. La società decide di non parlare. A farlo sono i calciatori, che non condividendo la scelta, esprimono solidarietà all’allenatore e sottolineano che “i rapporti umani e tecnici con il signor Clagluna sono sempre stati di estrema professionalità”. Passano poche ore e l’Empoli ufficializza il nome del nuovo mister: sarà Gigi Simoni, ex Pisa, specialista in promozioni. Purtroppo stavolta andrà diversamente.

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Empolese DOC e da sempre tifoso azzurro, è un amante delle tattiche e delle statistiche sportive. Entrato a far parte della redazione di PianetaEmpoli.it nel 2013, ritiene che gli approfondimenti siano fondamentali per un sito calcistico. Cura molte rubriche, tra cui i "Più e Meno" e "Meteore Azzurre.

6 Commenti

  1. Bini era contrario…disse…”Avete voluto l’allenatore vincente…ora vediamo”… si riferiva a una parte della società e dei tifosi che avevano storto la bocca..qualcuno in società voleva provare a risalire subito e successe un casino anche nello spogliatoio…Simoni era in un anno di problemi personali…Bini invece puntava a una salvezza tranquilla con Claguna…

  2. Ricordo che non c’era entusiasmo (anche da parte di noi tifosi) verso Clagluna, mentre quando fu preso Simoni, pensammo tutti ad un’annata dove poter puntare alla promozione.
    Simoni comunque (mia opinione personale), risultò molto “freddo” e poco empatico, (forse per i problemi personali di cui ha parlato Fabrizio qui sopra).
    E’ stato (Simoni) uno degli allenatori che ho apprezzato di meno, nonostante il suo “blasone”.

  3. Che mazzata terribile quella stagione!!.. lo spareggio di Cesena fu poi lo psicodramma finale di quella stagione maledetta..per me forse solo la stagione con Martusciello la supera in quanto a delusione!

    • Scivolammo verso la retrocessione senza rendercene conto. Quello che ci svegliò fu la sconfitta in casa contro il Brescia (0-2), che ci spalancò gli occhi. Simoni venne esonerato e Donati prese in mano la squadra, e nelle ultime 6 partite (quasi tutte molto impegnative) riuscì a fare 5 pareggi e una vittoria (7 punti), ma che non bastarono ad evitare lo spareggio con il Brescia. (la sconfitta in casa fu purtroppo decisiva in questo senso).
      Poi a Cesena fu un dramma: la partita ai punti l’avrebbe meritata piùl’Empoli che il Brescia, ma purtroppo conta buttare la palla dentro e noi, arrivati ai rigori, li sbagliammo tutti…

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