Ringraziamo per l’aiuto prezioso all’articolo il match analyst Fabio Maniscalco
Dopo Mantova e Cremonese, il calendario mette l’Empoli di fronte a un’altra squadra che ha già fatto una scelta molto precisa. La Carrarese di Gabriele Cioffi non sembra avere intenzione di perdersi nei dubbi tattici dell’inizio stagione: il sistema è il 3-5-2, la struttura è riconoscibile e i principi sono già piuttosto chiari. Due partite, un ko interno contro il Mantova e un pareggio per 1-1 ad Ascoli, ma soprattutto una squadra che ha mantenuto praticamente gli stessi riferimenti. E anche al Del Duca, nonostante il cambio di alcuni interpreti, Cioffi ha confermato la linea a tre e i cinque uomini in mezzo al campo. Ed è proprio da qui che bisogna partire per capire la partita che attende l’Empoli. Perché contro la Carrarese non sarà sufficiente guardare il modulo, bisognerà capire dove nascono i suoi vantaggi e soprattutto, dove si possono creare i nostri.
La prima caratteristica del 3-5-2 di Cioffi è la ricerca dell’ampiezza attraverso i due esterni. Belloni a destra e Rouhi a sinistra non sono semplicemente due giocatori chiamati a fare avanti e indietro sulla fascia. La loro posizione permette alla Carrarese di allargare la struttura avversaria e, contemporaneamente, di liberare spazio dentro al campo per i tre centrocampisti e per le due punte. Il disegno è piuttosto semplice: tre difensori dietro; cinque giocatori in mezzo; due attaccanti davanti. Ma quando la Carrarese porta gli esterni molto alti, la struttura offensiva può assumere una forma quasi da 3-2-5. Ed è qui che comincia il problema per l’avversario. Perché cinque giocatori possono occupare contemporaneamente tutta l’ultima linea avversaria: esterno, mezzala, seconda punta, seconda punta, esterno. La difesa viene quindi costretta a scegliere e ogni scelta può aprire uno spazio. Contro il Mantova e contro l’Ascoli Cioffi ha confermato la coppia Abiuso-Cissé. Ad Ascoli è stato proprio Abiuso a segnare il gol del momentaneo vantaggio, prima del pareggio di Gori all’82’. È una coppia che presenta caratteristiche interessanti perché permette alla Carrarese di avere sempre due riferimenti davanti. Questo dettaglio, tatticamente, è tutt’altro che secondario. Contro una difesa a tre come quella che potrebbe schierare l’Empoli, le due punte possono cercare di tenere occupati i due braccetti, lasciando il centrale libero di avere una scelta apparentemente comoda. Ma è proprio quella libertà che può diventare una trappola, perché se il centrale esce troppo presto, si apre lo spazio alle sue spalle. Se invece rimane in posizione, Abiuso e Cissé possono ricevere o attaccare la profondità e qui sarà fondamentale la comunicazione tra Magnino, Curto e Cauz.
Parlanti, Schiavi e Reale hanno rappresentato il terzetto centrale nella gara di Ascoli. Contro il Mantova, invece, in quella zona era partito Khafi. È probabilmente questa la zona nella quale l’Empoli dovrà provare a vincere la partita. Non necessariamente facendo più possesso ma impedendo alla Carrarese di giocare il proprio. Perché se il centrocampo di Cioffi riesce a ricevere frontalmente, gli esterni possono essere serviti rapidamente e le due punte possono iniziare ad attaccare l’area. Se invece i centrocampisti vengono costretti a ricevere spalle alla porta o sotto pressione, la Carrarese perde una delle sue principali qualità: la possibilità di far avanzare contemporaneamente più uomini. E qui il possibile 3-5-2 dell’Empoli diventa particolarmente interessante. Perché potremmo assistere a una partita nella partita proprio in mezzo al campo. Tre contro tre. Duello contro duello. E in queste situazioni la qualità delle ricezioni e la capacità di giocare alle spalle della prima pressione possono fare la differenza. Il rischio maggiore è quello di accettare una partita troppo verticale. Perché la Carrarese non ha bisogno di costruire cinquanta passaggi per arrivare davanti. Se recupera palla con gli avversari sbilanciati, può cercare immediatamente le due punte oppure gli esterni già proiettati in avanti. E questo significa che l’Empoli dovrà avere particolare attenzione alla riaggressione. La parola chiave potrebbe essere proprio questa: equilibrio. Non basta portare cinque uomini in avanti. Bisogna essere pronti a cosa succede nel momento in cui si perde il pallone, perché se Saporiti, Ceesay (Corrado) o Egan si trovano troppo alti contemporaneamente e la palla viene persa centralmente, la Carrarese può avere immediatamente tre o quattro giocatori pronti a correre in avanti. La stessa struttura che dà equilibrio alla Carrarese può diventare il suo punto debole. I due esterni sono fondamentali per dare ampiezza ma proprio perché sono fondamentali, devono essere molto alti quando la squadra attacca, e dietro di loro rimane spazio. Questa potrebbe essere una delle situazioni sulle quali l’Empoli dovrà insistere maggiormente. Recuperare palla e non rallentare. Una giocata verticale verso Distefano o Saporiti. Shpendi che attacca la profondità e il quinto di parte che accompagna. Non servono necessariamente tre passaggi per costruire un’occasione. Potrebbe bastarne uno fatto nel momento giusto.
La formazione che immaginiamo, almeno sulla carta, è quella con Seghetti in porta; Magnino, Curto e Cauz nella linea a tre; Egan, Biondini, Yepes, Saporiti e uno tra Ceesay e Corrado sulla linea di centrocampo; Distefano e Shpendi davanti. Un 3-5-2 che, contro un altro 3-5-2, potrebbe diventare una partita di scacchi molto particolare. Perché quando le due squadre sono speculari, il rischio è che tutto si trasformi in una lunga serie di duelli individuali. Ma proprio qui l’Empoli potrebbe cercare di rompere la simmetria. Saporiti, per esempio, può essere uno degli uomini capaci di muoversi tra le linee e di creare un problema alla Carrarese. Se il centrocampista avversario lo segue, libera spazio. Se non lo segue, Saporiti può ricevere. Se esce un centrale, si apre una voragine. È il classico meccanismo nel quale non è necessario vincere un duello: a volte è sufficiente costringere l’avversario a scegliere. Nel possibile 3-5-2 azzurro, Distefano potrebbe avere una funzione tattica molto importante. Non soltanto perché dovrà affiancare Shpendi in fase offensiva ma perché potrebbe essere il giocatore incaricato di attaccare il lato debole della Carrarese. Immaginiamo una situazione nella quale l’azione parte sulla destra dell’Empoli. La Carrarese stringe, il suo esterno si abbassa, i centrocampisti scivolano. E proprio in quel momento un cambio di gioco può trovare Distefano dalla parte opposta. È il tipo di movimento che può mettere in crisi una squadra che difende con cinque uomini, perché la linea è numericamente forte ma deve essere estremamente coordinata negli scivolamenti. Questo, probabilmente, è il concetto che Pagliuca dovrebbe consegnare ai suoi giocatori. La Carrarese può essere pericolosa quando la partita si spezza, quando c’è campo, quando le due squadre si allungano, quando gli esterni possono correre. L’Empoli dovrà invece cercare di portare la partita verso una dimensione nella quale sia la qualità del palleggio e delle posizioni a determinare il ritmo. Non significa fare possesso sterile, significa scegliere quando accelerare. E soprattutto accelerare nel momento in cui si crea una superiorità.
Cioffi ha comunque diverse soluzioni per modificare la partita. Tommaso Rubino e Mattia Finotto possono dare caratteristiche diverse in avanti, mentre Luka Topalovic rappresenta una soluzione di qualità in mezzo al campo. In rosa ci sono anche Braunöder, Cudrig, Gonçalo Esteves, Guercio e Meroni, giocatori che permettono al tecnico di modificare uomini e caratteristiche mantenendo la struttura. Nella gara di Ascoli, ad esempio, sono entrati Guercio, Topalovic e Finotto nel corso della ripresa. E questo sarà un altro aspetto da non sottovalutare. Perché magari dopo un’ora di gioco non sarà più una questione di sistemi. Sarà una questione di chi avrà ancora la capacità di correre negli spazi. Alla fine, però, la sfida del Dei Marmi potrebbe ridursi a una domanda molto semplice: chi riuscirà a controllare meglio gli spazi dietro gli esterni? Perché da una parte avremo Belloni e Rouhi che cercheranno di dare ampiezza alla Carrarese. Dall’altra i quinti dell’Empoli che dovranno fare esattamente la stessa cosa. E in mezzo ci saranno due squadre che, almeno sulla carta, potrebbero affrontarsi quasi specularmente. È proprio per questo che potrebbe essere una partita nella quale i dettagli valgono più dei moduli. Una sovrapposizione, un movimento di Shpendi, un’uscita sbagliata di un centrale, un quinto che arriva un secondo prima, un cambio di gioco, una seconda palla. Sono queste le situazioni che possono rompere l’equilibrio. La Carrarese ha iniziato la stagione con un’identità molto riconoscibile. Due partite, stesso sistema di riferimento e una capacità già evidente di mantenere la struttura anche quando cambiano gli interpreti. Contro il Mantova ha perso 2-1, mentre ad Ascoli ha conquistato un punto pareggiando 1-1 dopo essere passata in vantaggio con Abiuso. L’Empoli, quindi, non dovrà cercare semplicemente di “superare” il 3-5-2 della Carrarese. Dovrà provare a farlo muovere. Perché una squadra organizzata è difficile da battere quando può difendere nella propria struttura. Diventa molto più vulnerabile quando viene costretta a modificarla continuamente e allora la partita potrebbe avere una chiave molto precisa. Muovere la Carrarese da una parte all’altra. Attaccare rapidamente il lato debole, portare fuori posizione un centrocampista, creare spazio per Shpendi. E soprattutto non concedere ripartenze quando gli esterni azzurri saranno alti. Perché il calcio di Cioffi sembra avere una caratteristica molto precisa: vuole che il campo sia pieno. Il compito di Pagliuca sarà invece quello di svuotarlo nel punto giusto. E se l’Empoli riuscirà a farlo, il 3-5-2 della Carrarese, da punto di forza, potrebbe trasformarsi nella sua più grande difficoltà. La partita, in fondo, potrebbe decidersi proprio lì: non su chi occuperà meglio gli spazi, ma su chi riuscirà per primo a farli cambiare all’avversario.















