Quando l’Empoli lo preleva dal Ravenna, in pochi sanno chi sia Marco Roccati. In effetti questo spilungone di 198 cm, originario di Pinerolo e cresciuto nelle giovanili del Torino, ha già compiuto ventidue anni e ha solamente un campionato intero da professionista alle spalle, in Serie C-2 con la maglia del Forlì. Sulla carta ad attenderlo c’è una stagione da vice, alle spalle di Angelo Pagotto, arrivato in estate in prestito dal Milan e protagonista nell’Under 21 di Cesare Maldini laureatasi campione d’Europa nel ’96.
La grande occasione
Roccati si allena quotidianamente con grande applicazione. Sa bene quali sono le gerarchie attuali, Pagotto è l’indiscusso titolare e lui non può far altro che migliorarsi giorno per giorno, lavorando duramente. Gli ultimi mesi sono stati incredibili, con la maglia del Ravenna in B ha collezionato solamente due presenze, ma gli sono valse la chiamata dell’Empoli in Serie A. I dirigenti azzurri lo hanno preferito ad altri profili, convinti che possa dare il suo contributo prezioso alla causa. Dal canto suo Roccati ha accettato con entusiasmo la proposta azzurra, arrivata inaspettata e improvvisa.
“Essere fortunati significa essere pronti a cogliere le opportunità”, diceva lo scrittore statunitense James Frank Dobie. E Roccati, assistito da una Dea bendata e benevola, si fa trovare al posto giusto e al momento giusto. L’espulsione di Pagotto, avvenuta al minuto 80 della seconda partita di campionato contro il Napoli, gli consente di esordire in Serie A. Il debutto gli consente di rompere il ghiaccio in attesa della sfida contro la temibile Lazio di Beppe Signori, che l’Empoli affronterà al Castellani la settimana successiva.
Un esordio dal primo minuto convincente
La settimana di avvicinamento a Empoli-Lazio procede a ritmi serrati sia per la squadra, chiamata a fare punti dopo le due sconfitte contro Roma e Napoli, sia per Marco Roccati, sicuro della titolarità nella prossima sfida. Il portiere piemontese, mite e tranquillo di natura, cerca di isolarsi per concentrarsi e non farsi divorare dalla tensione. Sa bene che anche dalle sue mani passano i destini dell’inesperto Empoli di Luciano Spalletti, destinato a un campionato di grande sofferenza e sacrificio. La Lazio ha calciatori incredibili e servirà, da parte di tutti, la classica partita perfetta.
Le cose si mettono subito benissimo, perché l’Empoli va in vantaggio all’11’ grazie a Martusciello. Allo stesso tempo Roccati blinda la propria porta, respingendo ogni tentativo di Boksic e compagni. La squadra azzurra gioca bene e imbriglia la Lazio, che rimane in dieci uomini per l’espulsione di Jugovic. Ci si avvia verso la fine del match quando, a un quarto d’ora dal termine, l’arbitro Bolognino fischia un discutibile fallo di Baldini su Nedved. Lo specialista Signori prende il pallone e lo sistema sul dischetto, pronto a pareggiare i conti.
Roccati diventa eroe
L’Empoli sta vincendo con pieno merito e l’eventuale pareggio sarebbe la classica beffa immeritata. L’ennesima occasione in cui la squadra gioca bene e riceve i complimenti di tutti, ma esce dal campo senza la vittoria. Roccati, autore di una partita pressoché perfetta, è consapevole della sfida improba che lo attende. La rincorsa praticamente inesistente di Signori serve a togliere punti di riferimento al portiere, che deve battezzare un angolo quasi subito, sperando che sia quello giusto. Non c’è tempo per pensare e forse ciò rappresenta un vantaggio, anziché uno svantaggio per Roccati. O la va o la spacca.
Accade tutto troppo rapidamente per rendersene veramente conto. Signori calcia, potente ma non troppo angolato, Roccati vola sulla sua sinistra respingendo il tiro con autorevolezza. A quel punto, quando il pallone viene calciato in fallo laterale e Pietro Fusco corre ad abbracciare in solitaria il portierone, si realizza che il miracolo è compiuto. Roccati ha stracciato via i panni della riserva, dell’esordiente, e ha messo la divisa da Supereroe, nel momento più fatidico e delicato.















