Una domenica di pausa, una variazione di programma, e poi l’Empoli torna… a fare l’Empoli. Non poteva esserci miglior debutto in questa serie A che non vincendo e convincendo, un 2-0 senza appelli ad una squadra che sarà come noi in lotta per la salvezza e che arrivava ad Empoli dopo diversi riscontri positivi trovati in estate. Un Empoli nuovo, un Empoli che ha deciso di non seguire quella strada della continuità di squadra dichiarata a fine stagione scorsa e che si presenta al calcio d’inizio con ben sei volti nuovi in campo. Però le scelte pagano, soprattutto quelle che meno ti aspetti alla vigilia, soprattutto quella di Acquah che con il gruppo aveva di fatto sostenuto due allenamenti, ma il ghanese ripaga alla grande la scelta di Andreazzoli. La notte del Castellani torna a far vedere i fuochi d’artificio ma vede anche un Empoli battagliero che sa calarsi al meglio nelle situazioni sporche, dimostrando di saper fare la guerra quando richiesto. Quantità e qualità, voglia di stupire ma anche grande sacrificio da parte di tutti, con una fase difensiva e di non possesso che torna ad essere ai limiti della perfezione, lasciando al Cagliari solo un colpo di testa da vicino e poi delle conclusioni da fuori. E questo Cagliari alla vigilia era temuto, soprattutto per un oggettivo forte centrocampo, ma li in mezzo al campo (li dove l’Empoli in estate aveva palesato alcuni problemi) sono gli azzurri a tirar fuori denti, unghie e piedi buoni, portando cosi la partita sui binari giusti. Tre punti pesanti, tre punti che vanno in cascina e che saranno comodi anche mentalmente, perchè quest’anno sarà quella di uno a partita la media da dover seguire.

L’Empoli parte subito con grande aggressività, facendo vedere dal primo pallone che non c’è timore reverenziale e che c’è invece voglia di far male. Si gioca prevalentemente nella metà campo sarda, e soltanto un errore di Antonelli fa far capolino agli uomini di Maran dalle nostra parti ma andando a sbagliare la conclusione con Farias. Sventato l’unico campanello di allarme fin lì, al quarto d’ora Zajc prende palla sulla destra, serve in mezzo per Caputo che è ben appostato, l’ex Entella viene anticipato di un soffio da un difensore del Cagliari che però non fai i conti con Krunic, si defilato, ma a due passi dalla porta: il bosniaco mira il secondo palo e manda in brodo di giuggiole tutto lo stadio. Cosi come lo scorso anno è Krunic a segnare il primo gol stagionale, come era stato di Krunic l’ultimo gol in serie A. Passa solo un minuto e gli azzurri potrebbero raddoppiare, ma Zajc non sfrutta al meglio il gioiello che gli serve Acquah, infatti lo sloveno solo davanti a Cragno angola troppo la sfera che fa la barba al palo ma, ahinoi, è di fatto un gol sbagliato. I sardi provano ad uscire dal torpore in cui erano stati messi e si fanno vedere alcune volte dalle parti di Terracciano nella zona centrale della prima frazione, con alla mezz’ora il pericolo più grande quando Pavoletti sovrasta Silvestre e va a colpo sicuro di testa mettendo però, per fortuna, la palla sopra la traversa. In mezzo al campo, come detto, l’Empoli tiene bene a protezione e spesso fa ripartire l’azione anche se i due attaccanti, molto mobili, fanno fatica ad essere pericolosi. Si va al riposo col vantaggio di un gol e la sensazione di vedere un secondo tempo diverso da parte degli ospiti c’è. Ma l’Empoli è tornato quello devastante della serie B, e dopo sei minuti Zajc pesca Caputo davanti a Cragno con “The Gol Machine” che non ha assolutamente problemi a regalarsi la gioia che da anni attendeva. Il Cagliari prova a cambiare qualcosa rimpolpando il reparto offensivo ma a scacchi sa giocare anche Andreazzoli che toglie La Gumina per per Bennacer passando ad un 4-4-1-1. Sono ovviamente gli ospiti a cercare con maggior insistenza la via della rete che potrebbe riaprire la gara ma, come detto, i movimenti senza palla funziono alla perfezione ed al Cagliari vengono lasciati solo tiri dei fuori, dove anche grazie alla traversa e ad un Terracciano super, si riesce a tenere il risultato ancorato sul 2-0. Non entra mai in azione il VAR.

Bene in tanti, davvero, ed in queste situazioni è sempre molto molto complicato andare a designare l’uomo partita. Ci sentiamo però di dare questa specifica palma ad Acquah, fosse solo perchè – lo abbiamo già scritto – non ha praticamente avuto il tempo di inserirsi negli schemi azzurri. L’ex Torino però è un mastino in tutti i sensi, mettendo nella sua partita tutte le componenti che un calciatore può mettere, tanto che mister Andreazzoli (come ci racconta poi a fine gara) pensava di toglierlo nei minuti finali ma non va ad interrompere la sua partita. Ma come detto i plausi sono da dividere per tutta la squadra, con Zajc autore di una gara di grande spessore, dove gli manca quel clamoroso gol per definire questa perfetta. Krunic, gol a parte si dedica ad un lavoro oscuro che va a supportare tutta la squadra, facendosi sempre trovare al posto giusto nel momento giusto, come, appunto, per il gol. A voler trovare il pelo nell’uovo, potevano essere i due attaccanti i più in ombra, dopo i primi quarantacinque minuti che poco gli avevano visti protagonisti ma entrambi vanno in crescendo, migliorando anche la reciproca intesa e poi, Caputo, la mette anche dentro. Che dire di Rasmussen? Lo abbiamo definito il migliore del precampionato, poi il passaggio a vuoto di domenica scorsa, ma rimesso nel suo ruolo naturale per via dell’assenza di Maietta gioca una gara di spessore, una gara da giocatore di serie A, e torna ad essere la bellissima sorpresa estiva. Torna al successo mister Andreazzoli che per le gare di campionato continua oltretutto a mantenere la sua imbattibilità. Ci sorprendono alcune scelte iniziali ma il campo ancora una volta gli da ragione su tutto, anche i cambi appaiono precisi e puntuali ed il suo Empoli torna ad essere una macchina da guerra. Bene anche il voler creare qual distacco in metri tra centrocampo e difesa, altra scelta provata, vissuta, e vinta.

Il motto deve essere soltanto uno: piedi per terra. Il campionato di serie A è difficile, e la prima giornata deve sempre essere letta con grande cautela. Certo, questo non puo’ non farci vivere una domenica da sogno e magari ironizzare anche su una classifica che ci vede primi per differenza gol. Ma le battute devono durare il tempo di queste e sarà la continuità e solo quella a fare la differenza in questa lunga stagione, partendo dalle certezze e dalla fiducia che ieri la squadra ha dato ed ottenuto. Ci sarà adesso una settimana per permettere al mister di integrare ancora meglio gli ultimi arrivati, per affinare ancora di più determinate situazioni presentandosi cosi a Marassi, contro una squadra che giocherà per i tre punti e per altro, al meglio. In chiusura concedeteci una divagazione, un’opinione che puo’ anche non essere condivisa. Siamo molto rammaricati per la scelta fatta dalla società di aver volutamente tolto quello che per noi è, e resta l’inno ufficiale dell’Empoli (Azzurro che si muove); l’ingresso in campo con quella canzone, con quelle parole, era un qualcosa che scaldava il cuore, cosa che – pensiero nostro, sia chiaro – non riesce a fare la simpatica canzone di Maestrelli. Scelte legittime, ci mancherebbe, scelte che certificano ancor di più il cambiamento.

 

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Giornalista pubblicista, da sempre tifoso azzurro è tra i fondatori di Pianetaempoli.it sul quale scrive ininterrottamente dal 2008. Per PE, oltre all'attività quotidiana, si occupa principalmente delle interviste post gara da tutta Italia. E' stato speaker ufficiale dell'Empoli FC per 5 stagioni.

36 Commenti

    • Per la canzone, io adoro quella di Maestrelli che ho come suoneria del cellulare, non condivido il tuo pensiero Alessio ….. Ben vengano le opinioni diverse, sai altrimenti che monotonia la vita

  1. Ma che succede, le nane son diventate mutole?? State aspettando il primo passo falso per rispuntare fuori come la gramigna a denigrare tutto l’ambiente? Non vi accorgete che ne buttate in bilia il 99%, tanto varrebbe vu stessi zitti e fare meglio figura!

  2. Ottima partita da parte di molti.
    Acquah a me personalmente non ha fatto impazzire però è sicuramente il giocatore che ci serviva.
    Benissimo la difesa.
    La gumina è ancora leggerino per la serie a ma sicuramente esploderà.
    Per quanto riguarda l inno se tolto è sicuramente un dispiacere però la canzone del maestrelli a me piace molto.

    • Oh un era l’anno dell’Inter? A parte che ad agosto, e’ 10 anni che vince lo scudetto, forse si e’ fatto sentire l’effetto Martusciello …..

  3. In tema di opinioni sulla canzone dedicata, per me “Azzurro che si muove” ha di più la struttura da inno ufficiale che duri nel tempo, quindi assolutamente da non accantonare !
    La canzone di Maestrelli è carina nel concetto, ma è appunto una canzone, nata (per me) come veicolo promozionale, destinata quindi a venire a noia.
    Qualunque sia però lasciate un po’ di tempo dopo il fischio finale a metterla !

  4. Secondo me vanno messe tutte e due,una all’inizio e una alla fine. Carine entrambe, se dovessi scegliere metterei “Azzurro che si muove” all’inizio e la canzone di Maestrelli nel finale. A Roma fanno così sia Lazio che Roma.

  5. Ma …del campo non parla nessuno? È veramente brutto. Per noi che giochiamo sempre palla a terra poi, è sicuramente un handicap.

  6. L’inno è inno,in quanto tale storico.Certo,rimarrà tale anche se non vien suonato più allo stadio,ma non vedo dove dovrebbe echeggiare altrimenti.
    Spero sia stata solo una fatale dimenticanza e che dalla prossima casalinga possa popolare i timpani dei tifosi nuovamente,magari inseme alla simpatica canzoncina di quello che voi dite essere l’autore,ovvero il Maestrelli(che non conosco di persona ma cui faccio le congratulazioni per la traccia carina,orecchiabile ed accattivante,ma mi perdoni,l’inno ha un altra valenza,soprattutto storica).

    • La penso proprio come lei. Non si cambia l’inno della squadra, MAI, e spero di risentirlo alla prossima in casa. Anche se la nuova canzone di Maestrelli è carina e orecchiabile, non è l’inno.
      Inno che risale al 1986, se non sbaglio, andrò a controllare.
      L’autore tra l’altro, che conosco, è un tifoso di curva da sempre che qualche anno fa, in accordo con la società, fece il restyling dell’inno coinvolgendo Cecco e Cipo, e devolvendo gli incassi dei CD in beneficenza.
      Perché un inno è storia, va oltre il marketing e le canzonette, non si compra su internet, si canta allo stadio quando entrano in campo i giocatori, è di tutti, è una bandiera e quella non si cambia e non invecchia.
      Purtroppo è sempre stato mandato poco allo stadio, a differenza della canzone di Maestrelli che, da buon battage pubblicitario, ce la propinano prima e dopo da oltre un anno.
      La sacralità di un inno, passatemi il termine, va rispettata e a inizio gara le squadre entrano con l’inno, non con le canzoni. Possono mandarli entrambi, inno e canzone, perché sono due cose diverse.
      E comunque l’analisi di Alessio è sempre precisa e puntuale, come giustamente scrive: restiamo coi piedi per terra !
      Forza Azzurri sempre

  7. LA SOCIETA’ NON HA SOLO TOLTO L’INNO STORICO…

    Ha tolto Castagnetti e Donnarumma che in campo ieri avrebbero certamente fatto bene la loro parte
    (visto anche i compiti diversificati assegnati a Capezzi e a La Gumina il primo come difensore aggiunto e smistatore a dx sx e il secondo nel tentativo di profondità su lancio lungo).

    Ha tolto il Capitano Manuel Pasqual che certo ieri sera non avrebbe sfigurato visto l’avversario dirimpettaio.

    Ha tolto Bennacer che certamente non avrebbe sfigurato visto il dinamismo del ragazzo.

    Ha tolto Vaseli che probabilmente avrebbe marcato di piu’ Farias avrebbe comunque fatto bene.

    Mi fa piacere che i nuovi habbiano voluto mostrarsi e abbiano fatto bene come i veterani fa piacere.

    Ma quello che è sbagliato è non riconoscere L’ANIMA DELLA SQUADRA…TOGLIENDO TUTTO…

    Giornalisti Filosocetari e società hanno gia’ tolto il passato recente e osannato i nuovi…siete tutti insieme sulla stessa barca…”VEDETE I TESORI”

    …ma NON VI RIESCE DIRE che sono stati i V E T E R A N I DELLA B A FARE LE COSE MIGIORI E A PORTARE LA VITTORIA…occhio a snaturare cosi’ una squadra occhio agli equilibri di spogliatoio…

    • Scusa Dash il tuo Nick è legato al sapone da lavatrici che forse sostituisce parte delle tue cellule celebrali? Senza offesa ma leggendo quello che scrivi qualche dubbio mi viene. Giochiamo a calcio e per vincere ricordalo, non stiamo commentando un romanzo romantico o il libro Cuore. E poi ancora con sta solfa di Donnarumma e Castagnetti, deunasega ma che ti portavano i biglietti per entrare gratis allo stadio? Se erano boni questi giocavano in serie A, con noi o in altra squadra.

      • per quanto riguarda la tua prima domanda faresti bene a porla a te stesso
        per quanto riguarda la seconda domanda è dall’80 che sono abbonato nessuno mi paga il biglietto

        per l’ultima tua domanda ho gia’ risposto sopra…sono ottimi giocatori e ci potevano tranquillamente stare

        • Dall’80 che sei abbonato? Strano, da come scrivi sembravi un ragazzino ancora illuso che nel calcio esistano ancora le bandiere e l’attaccamento alla maglia. Comunque non te la prendere, non ti volevo offendere per il commento sul tuo nickname. Buona lavatrice

          • …il fatto che non esistano più bandiere e attaccamento sono d’accordo, se però, da come si evince dal tuo ragionamento, bisogna cambiare modo di pensare perchè “ora funziona così” mi spiace ma sei fuori strada…..adeguarsi è sicuramente più facile e conveniente che fare il vecchio nostalgico, però è anche meno coerente per chi ha sempre pensato, agito e parlato alla maniera che ritiene più giusta per sè.

    • Mi sembra che la tua sia una visione distorta della realtà. …. praticamente te la canti e te la suoni …. I giocatori che citavi, non ci sono più. … amen fattene una ragione, quelli scelti hanno contribuito eccome alla vittoria ….. Pasqual è un uomo intelligente, sa che può contribuire per 20/25 minuti, fargli fare intere partite rischi di mandarlo alla gogna mediatica ….. E poi ci sarà spazio per tutti

      • Lascialo fare porocoso….non se lo caga nessuno con a tutte le cazzate che scrive senza senso ….come hai detto te lotta contro se stesso nonarrivando a capirci nulla facendo paragoni e dicendo cose assurde. Forse potrebbe presentare un Curriculum per Zelig ed anche li nn avrebbe seguito ….Inutile come le sue parole

      • …guarda Riccardo la visione distorta proprio non c’è

        difatto in campo c’erano 6 nuovi giocatori che mai prima avevano giocato assieme

        è sorprendente ma un ti pare che si sia sparigliato troppo da quel che eravamo?
        e che fa bene questo? ieri il campo ha dato ragione a voi speriamo ve la dia sempre cosi non avremo problemi

        ma dico voi proprio in modo facile ve ne strabattete di chi vi ha portato su del lavoro che ha fatto in precedenza ma come fate cambiate le persone come fossero pezzi di un’auto…ma un funziona cosi

        • Il vino solo la sera e non tutte le sere però …si parla di Calcio di serie A non calcio UISP da Bar. Del tuo talento mi ero accorto per primo mesi fa…un fuoriclasse , però adesso vedo che se ne sono accorti in tanti …????

  8. Io visto un buon Empoli, solido in difesa, dinamico a centrocampo e incisivo in zona gol. L’unico dubbio rimane il portiere titolare anche se ieri Terracciano mi ha convinto. Per quanto riguarda l’inno, la decisione la trovo giusta, la canzone del Maestrelli mi sembra che permetta più partecipazione da parte di tutta la Maratona, cosa che non veniva fatto con il precedente inno.

  9. Bene sì vinto la prima… contro un cagliari che visto così è la prima candidata alla retrocessione…. bene i nuovi che metto nelle prime posizioni.. acquah mi ha stupito.. antonelli da fare giocare sempre.. silvestre ottimo.. rasmussen chi lo toglie da centrale gli metto le mani addosso.. quando si vince tutti bravi.. complimenti a aurelio.. che ha fatto che l approccio alla partita sia stato giusto…

  10. La provocazione di Dash per me è legittima ma un po’ esagerata: molti dei nuovi hanno giocato xche altri non erano al 100%, hanno fatto bene, non è detto che gli altri avrebbero fatto peggio. Compresi i Donnarumma o Castagnetti che comunque non ci sono più e pace. Torneranno utili tutti ed il monito a non accantonare la vecchia ossatura è apprezzabile anche se con fiducia nel mister sappiamo che sceglierà al meglio.

    Sull’inno, diciamocelo, quello di Maestrelli è per battere le mani e basta. Infatti lo vedo bene all’inizio. E alla fine, soprattutto nella vittoria, AZZURRO CHE SI MUOVE con sciarpe e bandiere al cielo.
    Ma cantatelooooooo, a volte vu mi sembrate zombie o peggio giapponesi in gita premio. L’inno di Talarico è il vero inno ma cantareeeeeeee se no poi ce lo levano.
    E poi basta con musiche ridicole e assordanti, allo stadio si deve sentire la gente, tanta o poca che sia. Non scimmiottiamo altre piazze che sono più finte dei soldi del Monopoli.
    NOI SIAMO L’EMPOLI, ORGOGLIO TOSCANO!!!!!!

  11. …con tutto il rispetto per entrambe le fazioni, trovo abbastanza melense tutte e due le versioni. Se però devo schierarmi son per il primo inno.

  12. Un mio parere sull inno.. la canzonetta del maestrelli è da oratorio.. o da campi solari estivi per bambini.. siamo seri il primo che è stato inno deve rimanere quello.. non questa cantilena del maestrelli…

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