La partita contro la Juve Stabia si avvicina e per Matteo Andreoletti si aprono giornate nella quale il lavoro sul campo – per quanto i tempi siano brevi – dovrà necessariamente accompagnarsi a riflessioni importanti. Le ultime prestazioni hanno lasciato in eredità più di una preoccupazione e, dopo il ko di Cesena, l’Empoli non può permettersi di rimandare ancora la ricerca di una soluzione. A fotografare il momento è stato anche il presidente Fabrizio Corsi, nell’intervista rilasciata a “Il Tirreno”, nella quale ha riconosciuto apertamente la crisi azzurra: un solo punto nelle ultime sei partite è un dato che non può essere ignorato. Corsi ha però invitato a non perdere la convinzione di poter risalire, sottolineando come, a suo giudizio, soltanto Palermo e Modena abbiano dimostrato una superiorità netta nelle ultime sei gare. Un’analisi che non cancella le difficoltà, ma sposta l’attenzione anche sul modo in cui l’Empoli sta compromettendo partite nelle quali avrebbe potuto raccogliere qualcosa in più. Il presidente ha indicato negli errori individuali una delle cause principali dei risultati negativi, difendendo in questo senso il lavoro dell’allenatore. Ma proprio da qui passa una parte del compito di Andreoletti: trovare il modo di ridurre al minimo le ingenuità e mettere ogni calciatore nelle condizioni migliori per esprimersi. Domenica al Castellani servirà una risposta concreta e le scelte di formazione potrebbero diventare uno dei primi segnali di cambiamento. Non si tratta di rivoluzionare tutto per il gusto di farlo, né di individuare capri espiatori dopo una serie di risultati negativi. Si tratta, piuttosto, di capire chi oggi possa offrire maggiori garanzie e quali soluzioni siano più adatte a una partita che l’Empoli ha la necessità di provare a vincere.

Le assenze, intanto, restringono il margine di manovra. Gli squalificati saranno Magnino e Shpendi, mentre le condizioni di Romagnoli, Belardinelli e Monaco restano da valutare e, secondo le indicazioni attuali, il loro recupero per domenica appare complicato. In difesa, dunque, Andreoletti dovrà fare i conti con una situazione delicata. Il rientro di Curto dopo la squalifica rappresenta una soluzione naturale, ma non è escluso che il tecnico possa riflettere anche su altre opzioni. Indragoli, entrato a Cesena e autore di una prova incoraggiante, si è candidato per trovare maggiore spazio; Bembnista, giovanissimo, ha mostrato a sua volta energia e personalità nel momento in cui è stato chiamato in causa. Due indicazioni positive in una serata che, per il resto, ha lasciato ben poco da esaltare. Naturalmente, qualche minuto giocato con personalità non basta per trasformare un giovane in un titolare inamovibile, ma in una squadra che fatica a trovare continuità è giusto valutare con attenzione ogni risposta arrivata dal campo. Anche perché il problema dell’Empoli non è soltanto quello degli errori commessi, ma la difficoltà nel riuscire a trovare una formazione capace di garantire solidità per novanta minuti. Corsi, tornando alla citata intervista, ha riconosciuto apertamente un altro limite: la rosa è corta e composta da tanti giovani, una scelta legata anche alla “congiuntura economica” attraversata dalla società. «La sofferenza, insomma, era nel conto», ha ammesso il presidente. Una considerazione che aiuta a inquadrare il contesto nel quale Andreoletti è chiamato a lavorare, ma che non può diventare un alibi. Le difficoltà erano note, così come era chiaro che una squadra giovane avrebbe avuto bisogno di tempo e continuità. Proprio per questo, però, diventa fondamentale sfruttare al meglio le risorse disponibili, evitando di disperdere energie e punti attraverso errori che si stanno ripetendo con troppa frequenza.

Qualche riflessione sarà necessaria anche a centrocampo. L’Empoli ha bisogno di ritrovare equilibrio, ma anche di aumentare la qualità e la continuità della propria manovra. Non basta mantenere le distanze se poi si fatica a costruire occasioni con regolarità, così come non è sufficiente aumentare la spinta se ogni pallone perso rischia di trasformarsi in un pericolo. Andreoletti dovrà quindi cercare il giusto compromesso, provando a valorizzare le caratteristiche degli uomini a disposizione senza snaturare un sistema di gioco che fin qui non ha ancora prodotto i risultati sperati. Sulle corsie esterne, il possibile ritorno di Egan dal primo minuto potrebbe essere una delle valutazioni da seguire, a condizione che il giocatore abbia recuperato la condizione necessaria. In una gara nella quale sarà importante dare ampiezza e accompagnare l’azione, avere esterni capaci di garantire corsa e presenza offensiva può fare la differenza. Anche in questo caso, però, saranno le condizioni fisiche e le risposte degli allenamenti a indirizzare la scelta definitiva. Davanti, l’assenza di Shpendi impone invece una riflessione più immediata. La coppia con Popov non potrà essere riproposta (per quanto andata male a Cesena) e Ceesay appare tra le opzioni per affiancare l’attaccante ucraino, come già accaduto ad Ascoli. Restano da valutare le altre soluzioni offensive, ma il tema va oltre i nomi: l’Empoli deve trovare il modo di essere più incisivo negli ultimi metri, di accompagnare meglio i propri attaccanti e di trasformare il lavoro della squadra in occasioni concrete. Fin qui, troppo spesso, le buone intenzioni si sono scontrate con una manovra non sempre fluida o con errori che hanno finito per compromettere il risultato. Andreoletti dovrà provare a dare una risposta anche sotto questo aspetto, senza chiedere a un singolo reparto di risolvere problemi che riguardano l’intera squadra.

C’è poi una questione che riguarda l’atteggiamento. Il tecnico ha più volte richiamato la necessità di mettere in campo rabbia agonistica, personalità e voglia di reagire. Essere avvelenati. A Cesena, soprattutto nella ripresa, qualche segnale è arrivato, ma è stato nuovamente vanificato da episodi pesanti; non c’è solo il gol preso ma anche gli errori in fase offensiva. Adesso occorre capire se quella reazione possa diventare una costante e non restare confinata a pochi minuti di una partita. Le scelte iniziali saranno importanti, ma lo saranno altrettanto la gestione dei cambi, la capacità di leggere i momenti della gara e la risposta di chi entrerà a partita in corso. In questo momento non serve soltanto trovare gli undici più affidabili: serve costruire una squadra che sappia restare dentro la partita anche quando qualcosa va storto. Lo stesso Corsi, parlando della prossima gara, ha invitato a non farsi condizionare dall’emergenza e a giocarsela con gli uomini a disposizione, ricordando anche il contributo positivo offerto a Cesena da Indragoli e Bembnista. Un passaggio che si lega direttamente alle scelte di Andreoletti: se la rosa è corta e le assenze pesano, diventa ancora più importante individuare le soluzioni capaci di dare qualcosa in più, anche attingendo alle energie dei giovani. La sfida contro la Juve Stabia rappresenta un banco di prova significativo proprio per questo. Non è una finale e non può essere considerata l’ultima occasione per nessuno, ma il momento impone un cambio di passo. Andreoletti ha bisogno di trovare risposte dai suoi giocatori e, allo stesso tempo, deve dimostrare di poter incidere sulle difficoltà che stanno accompagnando l’Empoli. La fiducia nel lavoro del tecnico (che arriverà domenica allo stesso numero di partite di Pagliuca) non esclude la necessità di vedere miglioramenti, così come la critica non deve trasformarsi in una sentenza anticipata. Corsi ha ribadito di credere nelle possibilità di uscire dalla crisi, ma ha anche sottolineato che tutti, o quasi, devono fare qualcosa in più per riportare dalla propria parte episodi e risultati. Domenica conteranno le scelte, conterà la prestazione, ma soprattutto conterà il risultato. E per ottenerlo servirà un Empoli più attento, più concreto e finalmente capace di trasformare le parole sulla reazione in qualcosa di visibile sul campo.

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