La sosta per gli impegni delle Nazionali offre anche l’occasione per fermarsi un attimo e guardare l’Empoli da una prospettiva diversa. Non soltanto attraverso risultati e classifica, ma anche attraverso quei numeri che, se letti con attenzione, possono raccontare qualcosa in più della squadra di Guido Pagliuca. E uno dei dati più interessanti riguarda sicuramente i gol presi, o meglio, il quando vengono presi. L’Empoli non ha ancora subito un gol nei primi 45 minuti di gioco. Un dato che, nel campionato di Serie B, condivide soltanto con Avellino e Südtirol. Ma c’è un altro numero che rende ancora più significativa questa statistica: gli azzurri hanno mantenuto la porta inviolata per almeno un’ora in tutte le partite disputate, fatta eccezione per la trasferta di Mantova, dove il primo gol è arrivato al 58’. Sessanta minuti, dunque, nei quali l’Empoli è riuscito praticamente sempre a rimanere dentro la partita con ordine, attenzione e concentrazione.

È un elemento tutt’altro che secondario, soprattutto se rapportato a quanto accaduto nella passata stagione. Uno dei problemi emersi più volte era infatti rappresentato proprio dagli approcci alle partite, con la squadra che in alcune occasioni aveva concesso troppo nei primi minuti e si era trovata costretta a rincorrere. Oggi il quadro sembra decisamente diverso. L’Empoli entra in campo concentrato, mantiene le distanze, concede poco e soprattutto riesce a non andare incontro a quei cali di attenzione che possono indirizzare una partita ancora prima che la squadra abbia avuto il tempo di prendere le misure all’avversario. Ma proprio qui arriva l’altro lato della medaglia. Perché se i primi sessanta minuti rappresentano un punto di forza, c’è un aspetto che merita di essere analizzato con attenzione: l’Empoli ha subito gol soltanto in tre partite, contro Mantova, Arezzo e Modena, ma in tutte e tre le circostanze la rete incassata ha prodotto una sorta di effetto domino. A Mantova, ad esempio, il primo gol è arrivato al 58’. E il problema non è stato soltanto quello di aver subito la rete, ma il fatto che i biancorossi siano riusciti a colpire nuovamente a distanza ravvicinata, arrivando complessivamente a segnare tre gol. Lo stesso discorso, seppur in misura diversa, vale per Modena. Anche in quel caso la squadra emiliana è riuscita a trovare due reti ravvicinate, sfruttando un momento nel quale l’Empoli ha evidentemente perso parte di quelle certezze e di quell’ordine mostrati fino a quel momento.

E poi c’è Arezzo. Una partita nella quale l’Empoli ha subito una sola rete, ma nella quale, pochi minuti dopo il gol, gli amaranto sono andati vicinissimi al raddoppio. Ed è forse proprio questo il particolare che deve far riflettere maggiormente. Perché il dato non sembra raccontare una squadra che concede sistematicamente occasioni durante tutta la partita. Al contrario. L’Empoli sembra riuscire a difendere bene per larghi tratti, ma quando subisce il primo colpo rischia di perdere improvvisamente qualcosa. Concentrazione? Sicurezza? Organizzazione? Oppure semplicemente la capacità di reagire immediatamente a un episodio negativo? È una domanda che merita di essere posta. Anche perché, guardando alle tre partite nelle quali l’Empoli ha subito gol, emerge un elemento comune: le reti sono arrivate nella ripresa e, soprattutto, i cambi effettuati dagli avversari hanno avuto un peso importante. Le sostituzioni delle squadre affrontate sono riuscite a incidere e, in quei frangenti, l’Empoli non sempre ha trovato la risposta necessaria. Questo non significa certamente mettere sotto accusa la panchina o trasformare tre episodi in una sentenza. Ma è un elemento statistico che può diventare un interessante tema di discussione. L’Empoli sembra infatti avere costruito una propria identità sulla solidità iniziale. Una squadra capace di stare dentro la partita, di non concedere praticamente nulla nei primi 45 minuti e di arrivare spesso oltre l’ora di gioco senza aver subito gol. Ma cosa succede quando quella porta, prima o poi, si apre? È qui che gli azzurri devono compiere un ulteriore passo in avanti.

Perché in un campionato equilibrato come la Serie B può capitare di subire un gol. È quasi inevitabile. Il vero salto di qualità consiste nel modo in cui si reagisce a quel gol. La capacità di incassare il colpo, rimettere ordine, rallentare il ritmo dell’avversario e riportare la partita sui propri binari può essere determinante quanto la capacità di non concedere occasioni. E i numeri dell’Empoli, almeno per il momento, sembrano suggerire proprio questo: la squadra di Pagliuca ha fatto un passo avanti importante nella gestione dell’inizio delle partite, ma deve ancora lavorare sulla gestione del momento immediatamente successivo a una rete subita. Non è un dettaglio. Perché Mantova e Modena dimostrano quanto possa diventare pericoloso un blackout quando il primo gol non viene seguito da una reazione immediata. E Arezzo, pur senza trovare il raddoppio, ha dimostrato come pochi minuti di disordine possano bastare per rischiare di compromettere quanto costruito fino a quel momento. Al di là dell’essere stati in dieci. Uno dei prossimi passi nella crescita sarà dimostrare di saper gestire meglio essere i minuti immediatamente successivi al primo gol subito.

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Giornalista pubblicista, da sempre tifoso azzurro è tra i fondatori di Pianetaempoli.it sul quale scrive ininterrottamente dal 2008. Per PE, oltre all'attività quotidiana, si occupa principalmente delle interviste post gara da tutta Italia. E' stato speaker ufficiale dell'Empoli FC per 5 stagioni.

20 Commenti

  1. È il tempo che riusciamo a tenere mettendoci il 150%, poi nonostante le sostituzioni, noi rimaniamo su quei livelli o meno, gli altri, con i cambi, cambiano veramente e non riusciamo a tenerli… almeno con le squadre di un certo livello…

  2. Chi sa quale sarà stato la questione , la posizione di Magnino? quella di
    Saporiti? o giocare a 1 punta con il problema che ora Shependi
    non rende a 1 sola punta ?

    • Non hai difensore di ruolo (e questo è colpa della Società) e non hai gioco d’attacco (colpa al 50% per Società, che non ha fatto nulla, e Mister…. che conosce solo palla in avanti)…. tutto previsto!!!!

    • O il mettere il pullman davanti alla porta sull’1-0? O la percentuale di possesso palla imbarazzante? O i pochissimi gol fatti e occasioni da gol prodotte? O tenere fuori il giovane Indragoli anche in emergenza? La lista è lunga. Poi non c’è garanzia che altri farebbero meglio…. Ma si può provare a fare diversamente. Con o senza di lui.

  3. SE VIENE ESONERATO, COME PARE, VOGLIAMO LE SCUSE DEI TIFOSI, CHE HANNO INSULTATO CHI AVEVA PREVISTO TUTTO…. avevo detto ottobre x la sosta…. eccoci, ci siamo!!!!

  4. La statistica non mente, fai un gioco che , non avendo cambi alla altezza , non ti puoi permettere , dopo 1 pra di gioco cammini e prendi goal .
    Ti sfianchi il 1 tempo e finisci al benzina
    Difficile capirlo ?
    Diamo la colpa ai giocatori mi raccomando ….

    Se poi fosse vero di Pagliuca….be’ non mi stupirei , anzi….

  5. statistica semplice…nonno Aurelio al 60 spaccato faceva 3 cambi…se non ricordo male una partita al 60 entrarono parisi,henderson e cutrone…ora al minuto 88 matti deli e belardinelli…detto tutto.

  6. Questo confuta ancora di più la mia tesi…gli altri hanno 18 titolari noi abbiamo 11/12 titolari più 5/6 rincalzi…quando inizia la “seconda partita” e cioè dal 55° in poi le altre mettono in campo la “seconda” squadra titolare noi invece le “riserve” e lì perdiamo tutte le partite…siccome ormai i giocatori sono questi per noi sarà dura…molto dura!

    • sicuramente Magico è vero. L essere corti ti porta notevoli problemi. Tra 2 ammonizioni anche Magnino verrà squalificato. Monaco x finta o per davvero è fuori, Sphendi vediamo ma la fascite è noiosa. Detto tutto questo è anche una statistica troppo corta per prenderla per oro colato. Dopo il 60′ 2 le hai perse, una vinta con la Carrarese e quella con l Arezzo era per via dell inferiorità numerica. È una tendenza, però se non hai gente la contrasti male.

      • Massy più che una statistica…che è un dato numerico solo fine a se stesso…cioè non tiene conto delle “variabili”…è un dato di fatto…è vero che 5 partite sono poche per dare qualsiasi giudizio ma è innegabile che con le 5 sostituzioni si giocano “due” partite all’interno della stessa con quasi due squadre completamente distinte (il portiere e la difesa, a meno di infortuni, non si cambia mai) e noi non siamo in grado di farlo perché non abbiamo i numeri…poi tutto può succedere…io me lo auguro…ma non sono molto ottimista…

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