Dopo sette giornate di campionato è ancora presto per esprimere giudizi sulla stagione e, soprattutto, per dare una valutazione oggettiva e completa alla fase offensiva dell’Empoli. Ci sono equilibri da trovare, giocatori che devono raggiungere la migliore condizione e meccanismi che hanno bisogno di tempo per consolidarsi. Eppure, in questo primo scorcio di campionato, qualche indicazione comincia a emergere. La prima è positiva: gli azzurri sono andati a segno in sei delle sette gare disputate, rimanendo a secco soltanto nella sconfitta interna contro l’Arezzo. Una partita particolare, nella quale l’espulsione di Curto ha costretto l’Empoli a disputare praticamente un intero tempo in inferiorità numerica. Al netto di quella gara, dunque, la squadra è sempre riuscita a trovare la via del gol. Il problema è che, nelle sei partite in cui ha segnato, non è mai andata oltre una rete su azione o su palla inattiva: l’unica eccezione numerica è rappresentata dal 2-4 contro il Palermo, quando però entrambe le marcature azzurre sono arrivate dal dischetto. Un dettaglio che cambia la lettura del dato e che porta al cuore della questione: l’Empoli riesce abbastanza spesso a sbloccarsi, ma finora ha faticato a costruire una produzione offensiva capace di andare oltre il minimo indispensabile.
Segnare in sei partite su sette è un punto di partenza da non sottovalutare, perché significa che la squadra non ha perso completamente la capacità di trovare soluzioni per arrivare al gol. Ma la continuità realizzativa, da sola, non basta se non è accompagnata da una maggiore pericolosità. Una rete può essere sufficiente per vincere, come può diventare un bottino troppo esiguo quando la squadra concede qualcosa dietro o si trova costretta a inseguire. E proprio in questo sta il passaggio che l’Empoli deve compiere: non necessariamente stravolgere il proprio modo di giocare, ma riuscire a trasformare il lavoro offensivo in occasioni più numerose e, soprattutto, in gol che non dipendano soltanto dagli episodi. La fase di attacco coinvolge naturalmente tutto il gruppo, dalla qualità della costruzione alla capacità dei centrocampisti di accompagnare l’azione, fino ai movimenti e alla concretezza degli uomini più avanzati. In questo momento pesano anche le condizioni del reparto, con la speranza che Distefano e Monaco possano recuperare progressivamente la migliore forma e offrire nuove alternative, mentre Shpendi è chiamato a ritrovare la condizione ottimale per incidere con maggiore continuità. Non si tratta di puntare il dito sui singoli (e ci mancherebbe), né di pretendere risposte immediate da chi sta ancora lavorando per raggiungere il cento per cento, ma di riconoscere che l’Empoli ha bisogno di più contributo da parte di tutto il reparto offensivo.
Il campionato è ancora lungo e sette giornate non possono diventare una sentenza, né in positivo né in negativo. Il dato delle reti segnate racconta una squadra che, salvo contro l’Arezzo, è riuscita sempre a trovare almeno un gol, ma anche una formazione che deve alzare il proprio livello di incisività se vuole trasformare le prestazioni in un numero maggiore di risultati positivi. L’obiettivo non è semplicemente segnare di più per migliorare una statistica: è mettere la squadra nelle condizioni di poter vincere le partite senza dover sperare che una sola rete basti a risolverle. Serviranno maggiore precisione negli ultimi metri, più presenza in area e la capacità di sfruttare meglio le occasioni costruite. Con il recupero degli indisponibili e il progressivo miglioramento della condizione di alcuni interpreti, le possibilità di crescita non mancano. Adesso, però, occorre che questa crescita diventi visibile anche sul campo. Perché finora l’Empoli ha dimostrato di saper trovare il gol quasi sempre. Il prossimo passo è dimostrare di saperlo trasformare in un’arma più incisiva.
















Bisogna essere onesti e dire che a volte facciamo gol e/o andiamo davanti per “fortuna”. Su 3 tiri in una partita magari 1/2 vanno dentro. Questo non so se perchè siamo bravissimi oppure ci sta un po girando.
Quindi sicuramente vanno aumentate le occasioni a partita per sopperire ai periodi che magari non te ne va dentro 1.
Ma continuo a dire Shpendi se gioca da solo prima punta è inutile, è un giocatore peggio di molti altri, ha bisogno di qualcuno intorno che gli crea gli spazi e in questo momento in rosa abbiamo solo Popov (che per me è ancora acerbo). Quindi sinceramente non vedo grandi soluzioni al problema attacco.