Una rubrica a cura di Claudio “Freccia”
Sabato 22 agosto 2026, alle h.21, si sono affrontate, in una partita valevole per la prima giornata del campionato italiano di calcio di Serie B 2026/2027, al “Carlo Castellani” di Empoli, due squadre che partono con obbiettivi diversi: la Cremonese con dichiarate, legittime ambizioni di promozione, dopo la retrocessione dalla massima serie della stagione scorsa, in cui è arrivata terz’ultima; l’Empoli con l’intento, molto più modesto, di una salvezza se possibile più tranquilla dell’anno scorso, quando ha evitato i Playout solo grazie al gol al 93° del 2-2 di Stiven Shpendi, quest’anno uomo-mercato principale dopo le 15 reti della stagione 2025/26, all’ultima giornata a Monza, grazie anche al contemporaneo pareggio del Sudtirol in casa con la Juve Stabia. La partita si gioca in una serata non particolarmente calda, davanti a 4.981 spettatori ufficiali, di cui 3.513 abbonati e 1.468 paganti.
In un match caratterizzato dai tanti ex nelle fila della Cremonese, da mister Giampaolo al portiere Fulignati, da Luperto e Pezzella, fino a Elia e Nasti, che sono partiti dalla panchina, oltreché dalle tante assenze, tra infortunati e squalificati, tra i grigiorossi, compreso un altro ex, Grassi, l’Empoli fa davvero una bella figura. L’undici del sanguigno mister Guido Pagliuca è una squadra giovane, ma piena di elementi che si vogliono mettere in evidenza, arcigna, coriacea, compatta, che tiene bene le distanze, che non rinuncia a giocare dal basso e quando recupera palla sui 60 metri è spesso pericolosa. A volte manca però un po’ di precisione e lucidità nelle scelte al momento di finalizzare l’azione. L’Empoli passa al 23° con Shpendi, con un tocco sotto porta sul filo del fuorigioco (il Var convalida dopo diversi minuti), sugli sviluppi di un corner. Una volta andata sotto la Cremonese non riesce a cambiare passo, finendo sempre per sbattere contro la difesa dell’Empoli, che in avvio di ripresa va vicinissimo al raddoppio con Ceesay. Lo stesso Ceesay al 59° stende Elia lanciato a rete e viene espulso. I grigiorossi, con l’uomo in più, tengono costantemente palla, ma non riescono a sfondare, con Pagliuca che legge bene la partita. Sette minuti di recupero non bastono alla Cremo per pareggiare, il fortino biancazzurro tiene, portandosi a casa una vittoria meritata.
Sono esattamente 435 i tifosi della Cremonese scesi stasera in terra di Toscana: sicuramente un buon numero considerando tutto, soprattutto che siamo solo al 22 agosto. Cominciano ad offendere i padroni di casa ben prima l’inizio della partita: la loro forte rivalità coi parmensi, fraterni gemellati degli empolesi, si fa sentire facendo la sua parte. Poco prima dell’inizio srotolano un lungo striscione, sul quale vi è scritto lo slogan “Avanti Cremonese alla battaglia”, dietro cui vengono accesi diversi lamperogeni con il fine di evidenziarlo e, nello stesso istante, vengono sventolati diversi bandieroni: il tutto crea un notevole colpo d’occhio. Il tifo del contingente grigiorosso si fa sentire soprattutto nei pochi momenti di stanca della Maratona Inferiore. Dal nucleo centrale della tifoseria ospite, sistemata al quarto e ultimo spicchio partendo dalla Maratona, partono i cori, anche se in realtà non sembrano essere molti gli ultras che partecipano attivamente al tifo e che si sbattono per farsi sentire. Comunque sono efficaci in particolare i battimani al ritmo del tamburo. Verso la fine, in un momento concitato della partita, mandano nuovamente a quel paese la tifoseria di casa, che peraltro risponde prontamente. Nel finale, nel pieno del forcing della Cremonese alla ricerca disperata del pareggio, il tifo grigiorosso si dà visibilmente da fare, ma la Maratona di casa lo sovrasta nettamente. Nel complesso ci si poteva aspettare di più da una tifoseria che nell’ambiente ultras gode di buona reputazione. La loro prova si può comunque giudicare in fin dei conti abbastanza buona.
La Maratona “Emiliano Del Rosso” stasera fa registrare più di qualche vuoto, ma la cosa si può considerare normale visto il periodo ancora vacanziero. La parte inferiore di essa è comunque, pur se non al completo, vogliosa di tifare, anche se parte forse non con grande convinzione. Dopo i primi minuti un po’ così così, i cori si fanno alti, come il “In un boato che farà tremar la terra e il mar…” e “Forza azzurro alé alé, non mollare sai perché…”. L’Empoli passa presto in vantaggio e i cori sono ancora più forti. Si va da “Noi saremo sempre qua quando l’Empoli giocherà…” a “Alé alé alé l’Empoli alé…”, da “E forza azzurro Empoli ti ama, tutta la settimana io penso solo a te…”, a “Empoli alé alé canto solo per te…”. Il secondo tempo riparte sulla falsariga del primo, l’Empoli sfiora subito il raddoppio, poi dal 58° rimane in dieci uomini, ma gli ultras azzurri ci danno ancora più dentro, infondendo coraggio alla squadra, con cori come “Rulleremo i nostri tamburi, le bandiere al cielo alzerem, tutti in coro canterem…”, “E’ una vita che vivo insieme a te, per la mia città io canterò…”, “Questa è la lotta che noi sosteniamo contro diffide e per la libertà…” e il, davvero ben riuscito, “…Questa è una malattia che non va più via, non l’ho pensato mai nemmeno in mezzo ai guai, vivere senza te è impossibile…”, che accompagna gli azzurri fino alla fine. Una fine che sembra non arrivare mai, dopo un’interminabile recupero. Quando l’arbitro, il signor Tremolada di Monza, sancisce il termine delle ostilità, il “Castellani” si lascia andare ad un urlo liberatorio, consapevole che magari anche quest’anno ci sarà da soffrire ma anche che la squadra è composta da gente che sa lottare e soffrire, insomma con le palle, non senza grinta come lo scorso anno. Dopo il triplice fischio le due tifoserie si offendono reciprocamente un’altra volta, ma non si segnalano problemi di ordine pubblico. La prova di tifo della Maratona Inferiore si può considerare sicuramente piuttosto buona.
















i cremonesi hanno svariate problemi mentali , ma il piu grosso e il gemellaggio coi reggiani . branco di teste quadre