SOCIETA’ – CRONISTORIA – LA PROPRITA’
Nome: Ascoli Calcio 1898 FC
https://www.ascolicalcio1898.it/
La Società nacque il 1º novembre 1898 in via delle Canterine, strada tottora esistente nel centro storico cittadino. Il primo nome non fu però Ascoli ma Candido Augusto Vecchi. Fu fondata infatti da dodici giovani ascolani che la intitolarono alla memoria di Candido Augusto Vecchi, colonnello garibaldino nato a Fermo ma divenuto successivamente cittadino adottivo dalla città di Ascoli Piceno. Come molte altre Società Sportive del tempo, all’inizio la neonata Società non si occupò solo di calcio ma di varie discipline sportive, tra le quali in prevalenza il ciclismo. Nel 1905 siamo in piena età giolittiana e la giovane Società, per prendere le distanze dalla forte connotazione politica repubblicana, mazziniana e anticlericale del colonnello garibaldino, così da evitare censure e agevolare la pratica, soprattutto per motivi politici, cambiò nome in Circolo Sportivo Ascoli Vigor. Fino al 1907 tuttavia il gioco del calcio era praticato solo in gare amichevoli contro squadre semisconosciute. Ad aprire alla partecipazione a tornei ufficiali fu il figlio del portiere della sede del club, Wilson Bruschi, appena dodicenne, che intervenne durante una riunione dei soci fondatori esponendo una raccolta firme che aveva superato le mille adesioni. Ci fu una pausa per lo scoppio della Prima Guerra Mondiale ma nel 1921 il calcio riprese e nel 1921 si costituì l’Unione Sportiva Ascolana che partecipò a vari Campionati di Terza Divisione fino al termine della Stagione 1926/27 quando ottenne la promozione in Seconda Divisione per retrocedere due anni dopo ed assumere nel 1929 la denominazione di Società Sportiva Ascoli ottenendo la promozione in Prima Divisione dove rimase fino al termine della Stagione 1932/33 al termine della quale rinunciò alla Categoria ripartendo dalla Seconda Divisione. Al termine della stagione, la società viene sciolta per motivi economici e viene costituito il Fascio Giovanile di Combattimento (F.G.C.) di Ascoli. Dopo aver cambiato di nuovo denominazione in Società Sportiva Ascoli nel 1935 la nuova Società partecipa a Campionati di Prima Divisione Marche e al termine della Stagione 1937/38 ottiene la promozione in Serie C dove rimarrà dino al termine della Stagione 1942/43 quando l’attività verrà sospesa per cause belliche. Alla ripresa dell’attività nel 1945 è sempre il Serie C ma retrocede in Promozione nel 1947/48. Nel 1951/52 viene ammesso alla nuova IVa Serie dalla quale retrocede nel 1954/55. Nel 1955 il club Società Sportiva Ascoli si fonde con la Società Sportiva Lillo Del Duca e diventa Associazione Sportiva Del Duca Ascoli. Del Duca è il nome di una famiglia di imprenditori del settore editoriale che legherà indissolubilmente il suo nome alla squadra di calcio locale. A Del Duca sarà intitilato anche lo Stadio. Nel 1956-1957 viene Promosso nel Campionato Interregionale – Seconda Categoria e al termine della Stagione 1958/59 viene ammesso in Serie C quale Capoluogo di Provincia. Nel 1968 diviene Presidente della Società un imprenditore edile, figura emergente nell’economia locale,: il suo nome è Costantino Rozzi. Al suo nome sarà indissolubilmente legata la srotia dell’Ascoli: arrivato per rimanere in carica sei mesi rimarrà alla Presidenza 26 anni portando i marchigiani dalla Serie C al 4° posto in Serie A nel 1979/80, e a vincere trofei nazionali ed internazionali. Al termine della Stagione 1971/72 conquista la promozione in Serie B ed assume la denominazione di Ascoli Calcio 1898. Nel 1974 arriva la Serie A. In panchina c’è ”un certo” Carlo Mazzone. In A rimane solo due Stagioni retrocedendo in Serie B nel 1975/76. Nel 1977/78 torna di nuovo in Serie A dove rimane fino alla Stagione 1984/85 quando retrocede di nuovo in Serie B. Nel 1985/86 torna di nuovo in A e nel 1987 vince la Mitropa Cup. Retrocesso in B nel 1989/90 torna in A nel 1990/91 ma ci rimane solo una Stagione. In B rimarrà dal 1991/92 al 1994/95 per retrocedere in Serie C dove rimarrà fino al termine della Stagione 2001/2002 quando tornerà in B. Torna in Serie A nel 2004/05 per effetto della condanna sportiva del Genoa e per le mancate iscrizioni del Perugia e del Torino. Nel 2006/07 torne in Serie B dove rimane fino al termine della Stagione 2012/13 quando retrocede in Lega Pro. Il 13 maggio, l’Ascoli Picchio F.C. 1898 rileva il titolo sportivo dell’ Ascoli Calcio 1898 fallito per bancarotta mantenendo la categoria. Nel 2014/15 conquista la promozione in Serie B a seguito della revoca della promozione del Teramo per illecito sportivo. Nel 2018 cambia denominazione in Ascoli Calcio 1898 FC. Retrocesso in Serie C nel 2023/24 riconquista la Serie B al termine della Stagione 2025/26.
La Stagione 2026/27 è la 28a partecipazione dell’ Ascoli al Campionato di Serie B.
Dal luglio 2025 la proprietà dell’Ascoli Calcio fa capo alla Famiglia Passeri, che nel giugno 2025 ha rilevato il club dalla famiglia Pulcinelli. L’assetto societario è suddiviso equamente al 50% tra Passeri Impresa S.r.l., impresa che opera principalmente nel settore edile e immobiliare, e Alo & Partners S.r.l., società che elabora e gestisce progetti e iniziative che offrono soluzioni innovative a sfide ambiziose nei settori energetici, agricoli, culturali e ambientali
COLORI SOCIALI – LO STEMMA – LA MASCOTTE
I colori originali dell’Ascoli erano il giallo ed il rosso, i colori dello stemma cittadino. Il bianco ed il nero furono colori adottati per un errore di fornitura nel 1929. Una tradizione introdotta all’inizio degli anni 2000 prevede che ogni anno, in occasione del turno casalingo più vicino al 18 dicembre, anniversario della morte di Costantino Rozzi, l’Ascoli scenda in campo con dei calzettoni rossi, in ricordo del presidentissimo, il quale era solito indossare dei calzini rossi come gesto scaramantico.
Nel giugno di quest’anno l’Ascoli Calcio ha presentato il nuovo stemma. Si è tornati alla alla forma circolare, richiamando quella che ha accompagnato alcune delle pagine più significative della storia bianconera, compresa l’epoca della presidenza di Costantino Rozzi, al quale il club ha voluto rendere omaggio. Sono inseriti alcuni elementi distintivi della storia e tradizione locale come l’inserimento dell’Armilla Picena, simbolo del legame con il territorio. Tornano inoltre le iconiche strisce bianconere arricchite . Il progetto comprende anche una nuova versione del Picchio, storico emblema del club. La leggenda vuole infatti, secondo il racconto di antichi storici romani, che una tribù di Sabini migrò alla ricerca di nuove terre seguendo il volo di un picchio, uccello sacro al dio Marte nella mitologia italica. L’animale si posò sulle loro insegne nell’attuale territorio ascolano, decretando così la fondazione della città e dando il nome all’intera regione. Da quel momento il dio Marte avrebbe preso quelli guidati dal Picchio sotto la sua protezione. L’animale è presente anche nello stemma ufficiale della Regione Marche.
La mascotte dell’Ascoli è un picchio stilizzato, Nel 2022 alla mascotte fu dato il nome di Picus basandosi su una leggenda riportata da Virgilio nell’Eneide secondo la quale Pico, divinità venerata dai latini, avendo rifiutato l’amore della maga Circe, fu da quest’ultima trasfornato in picchio che era l’animale sacro sl Dio Marte, il dio della guerra.
LO STADIO – GLI STADI DEL PASSATO
Le prime squadre dell’Ascoli, con i vari nomi acquisiti nel corso dei primi anni, disputavano gare amichevoli, incontri non ufficiali, principalmente nell’area dell’ex convento di Sant’Agostino e in spazi aperti come la Piazza d’Armi. Fu su quest’ultimo spazio che venne costruito quello che sarebbe diventato il primo stadio dell’Ascoli: lo Stadio Ferruccio Corradino Squarcia. Iniziato nel 1925 fu inaugurato nel 1926, in coincidenza con l’inizio dell’attività Ufficiale della squadra nel Campionato di Terza Divisione Marche. La prima gara disputata fu un’amichevole con la Lazio. Inizialmente lo Stadio prese il nome di “Comunale dei Giardini” perché situato vicino ai giardini pubblici. Solo successivamente fu intitolato all’ascolano Ferruccio Corradino Squarcia (1910 – 1938) calciatore, giornalista e militare caduto nella guerra civile spagnola e decorato con la medaglia d’oro postuma. Lo ”Squarcia” rimase lo stadio dell’Ascoli fino al 1962, quando fu sostituito dal nuovo impianto realizzato dal Comune di Ascoli nella zona nord della città. Dal 1955 ospita il torneo cavalleresco della Quintana e dal 2023 il concorso ippico “Città di Ascoli”. Per vari decenni, fino al 2010 circa, ha ospitato il calcio dilettantistico.
L’attuale Stadio dell’Ascoli, i cui lavori iniziarono nel 1955, fu inauguarto il 12 maggio 1962 con un incontro fra le rappresentative dilettantistiche di Italia e Inghilterra e gli fu dato il nome di Stadio Comunale. Nel 1968 lo Stadio viene intitolato alla memoria dei fratelli Cino (1899-1967) e Lillo Del Duca ed assumerà la deniminazione di ”Stadio Cino e Lillo Del Duca”, editori. Una famiglia che ha visto negli anni la sua storia intreccarsi con quella della squadra di calcio. Inizialmente era una struttira di tipo polifunzionale: intorno al rettangolo di gioco si sviluppava la pista di atletica leggera; gli spalti erano costituiti da un solo anello ellittico (cosiddetto parterre) e due tribune rialzate sui lati lunghi, delle quali una provvista di copertura. La curva nord fu in parte realizzata sfruttando la pendenza naturale del terreno. La capienza era di circa 15 000 spettatori. Nel 2019 fu inaugurata la nuova tribuna est, rinnovata con un intervento che la avvicinava al terreno di gioco intitolata a Carlo Mazzone. Nel 2025 è iniziata la ricostruzione della curva Sud, dotata di 4.000 posti coperti, con servizi (bar, museo, fan shop) e spazi polifunzionali. L’inaugurazione è avvenuta all’inizio di questa Stagione Sportiva.
Il terreno di gioco, in erba naturale, misura m 105 x 68.
Attualmente ha una capienza massima di 13.708 spettatori.















