Tre sconfitte consecutive, tre partite diverse, ma un’unica necessità: ripartire. L’Empoli si presenta alla trasferta di Ascoli con la consapevolezza di attraversare un momento delicato e con la voglia di interrompere una serie negativa che, pur non essendo ancora un verdetto sulla stagione, non può essere lasciata andare avanti. La sconfitta interna contro l’Arezzo, quella di Modena e il 2-4 subito dal Palermo al Castellani hanno raccontato difficoltà differenti, ma hanno anche evidenziato quanto questa squadra abbia bisogno di ritrovare equilibrio e continuità. Siamo soltanto alla settima giornata, è vero, e sarebbe prematuro parlare di crocevia o di spartiacque, ma è altrettanto vero che un’altra battuta d’arresto rischierebbe di appesantire ulteriormente la situazione, non soltanto in classifica, ma soprattutto sul piano mentale. Per questo, pur senza trasformarla in una partita da dentro o fuori, quella di domani è una gara nella quale l’Empoli deve provare a portare a casa punti. Dall’altra parte ci sarà un Ascoli che ha iniziato bene il proprio campionato, raccogliendo undici punti nelle prime sei giornate e mostrando un calcio propositivo, accompagnato da un entusiasmo che in questo momento rappresenta un valore aggiunto. Il Del Duca è un ambiente capace di spingere la squadra e il ritorno dei tifosi nella nuova Curva Sud Costantino Rozzi ha restituito alla piazza bianconera un ulteriore motivo di orgoglio. Ci aspettiamo quindi un avversario pronto a partire forte, a sfruttare il fattore campo e a cercare di mettere subito pressione agli azzurri. L’Empoli dovrà essere bravo a non farsi trascinare dalla partita che vorrà giocare l’Ascoli. Serviranno pazienza, lucidità e soprattutto compattezza, quella che nell’ultima uscita è mancata e che Andreoletti ha indicato come uno degli aspetti sui quali lavorare. Rispetto al Palermo, l’avversario sarà diverso per caratteristiche e potenziale, ma non per questo meno insidioso: undici punti non arrivano per caso e il momento positivo dei marchigiani merita rispetto. Allo stesso tempo, proprio una partita di questo genere può offrire all’Empoli l’occasione per dimostrare di avere le risorse necessarie per reagire.

Sarà la seconda gara di Andreoletti sulla panchina azzurra e, inevitabilmente, ci aspettiamo qualche indicazione in più sul suo modo di entrare dentro il gruppo. Due partite restano poche per formulare giudizi, ma possono già raccontare qualcosa sull’atteggiamento, sulle scelte e sulla capacità di correggere gli aspetti che non funzionano. Il ritorno di Yepes in cabina di regia è una notizia importante: la sua assenza contro il Palermo si è fatta sentire e l’impiego di Bandinelli in una posizione non sua, con il conseguente cambio all’intervallo, non ha aiutato il centrocampo a trovare le distanze e i riferimenti giusti. Per il resto, resta da capire se Andreoletti sceglierà davvero di partire con Shpendi e Popov insieme. L’ipotesi è stata al centro delle valutazioni durante la settimana, ma la gestione dei novanta minuti impone di considerare anche ciò che può accadere a gara in corso. In questo momento l’Empoli è corto in avanti, con Monaco assente ormai da tempo e Distefano indisponibile: non conta soltanto scegliere chi comincia, ma anche avere soluzioni per cambiare la partita quando le energie calano o le necessità tattiche diventano diverse. In difesa, invece, l’assenza di Romagnoli dovrebbe portare nuovamente Magnino nel terzetto con Curto e Cauz, mentre sulla corsia destra è atteso il ritorno di Egan. Quest’ultimo è stato tra gli elementi più positivi di questa prima parte di stagione e la sua presenza può restituire alla squadra una spinta importante: a Modena era mancato e contro il Palermo si è rivisto soltanto nel finale. Tra averlo e non averlo, oggi, la differenza può essere significativa.

La partita si giocherà anche sulla capacità di leggere i momenti. L’Ascoli potrebbe cercare di imporre subito ritmo e aggressività, e l’Empoli dovrà essere pronto a reggere l’urto senza sfilacciarsi, evitando di concedere spazi tra i reparti e situazioni nelle quali gli avversari possano attaccare con troppa facilità. Ma servirà anche qualcosa in più quando sarà il momento di ripartire: precisione nelle scelte offensive, maggiore qualità negli ultimi metri e la capacità di non sprecare le occasioni che dovessero presentarsi. Un discorso che riguarda anche i cambi, perché fin qui la gestione della seconda parte delle gare non sempre ha aiutato gli azzurri a mantenere equilibrio e competitività. Andreoletti dovrà quindi valutare non soltanto l’assetto iniziale, ma anche come accompagnare la squadra attraverso i diversi momenti della partita, scegliendo quando intervenire e quali energie utilizzare. Non è ancora il momento dei giudizi definitivi, né quello di caricare la trasferta di significati eccessivi. Ma è una gara che l’Empoli non può permettersi di affrontare con leggerezza, perché tornare a casa con un’altra sconfitta renderebbe più complicato il percorso di una squadra che aveva iniziato la stagione con segnali sorprendentemente incoraggianti. Non si parte certo firmando per il pareggio, perché l’obiettivo deve essere sempre quello di giocarsela per vincere, ma anche un punto potrebbe avere un valore se accompagnato da una prestazione convincente e dalla capacità di ripartire. La speranza è di vedere l’Empoli combattivo e vivo che abbiamo conosciuto fin qui, con maggiore attenzione dietro, più precisione davanti e quella compattezza che oggi sembra essere la priorità. Se queste risposte arriveranno, il risultato potrà diventare una conseguenza. E la trasferta di Ascoli potrà rappresentare il primo passo per lasciarsi alle spalle questo momento difficile.

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Giornalista pubblicista, da sempre tifoso azzurro è tra i fondatori di Pianetaempoli.it sul quale scrive ininterrottamente dal 2008. Per PE, oltre all'attività quotidiana, si occupa principalmente delle interviste post gara da tutta Italia. E' stato speaker ufficiale dell'Empoli FC per 5 stagioni.

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