Venticinque giorni alla chiusura del mercato. Un tempo che, nel calcio, può sembrare poco ma che, in realtà, rappresenta spesso la fase più intensa dell’intera estate. Per l’Empoli, soprattutto, il lavoro è praticamente tutto da compiere. Le operazioni portate a termine finora – gli arrivi di Filippo Distefano e del giovane Deli, oltre alla permanenza di Simone Romagnoli dopo il rinnovo del contratto – rappresentano soltanto la prima parte di un percorso che dovrà ancora essere completato. Sul fronte delle uscite è già stato definito il trasferimento di Ignacchiti al Mantova, mentre Guarino è ormai destinato a proseguire la propria carriera in Turchia. E sicuramente ci saranno poi altri movimenti da qui al 31 agosto. È proprio per questo che oggi appare più interessante ragionare sulle caratteristiche dei giocatori che ancora servono all’Empoli, piuttosto che inseguire nomi destinati a cambiare di giorno in giorno. Se il punto di partenza è il calcio di Guido Pagliuca, con il 3-5-2 come sistema di riferimento e il 3-4-2-1 come alternativa, allora diventa più semplice individuare le reali priorità del lavoro che attende Fabio Artico.
Tra i pali, salvo sorprese, il reparto può considerarsi definito. Perisan, Seghetti e Filippis garantiscono numeri e alternative, tanto che oggi la porta sembra essere l’unico settore della rosa nel quale non si avverte la necessità di intervenire. Discorso diverso per la difesa. Nel sistema di Pagliuca i centrali sono sei e, considerando la probabile uscita di Guarino, oggi l’Empoli può contare su Curto, Romagnoli, Indragoli, Tosto e Benmnista. Numericamente manca quindi un elemento, ma il tema non è soltanto quello dei numeri. Il reparto avrebbe bisogno di un difensore già pronto, capace di inserirsi immediatamente nelle rotazioni e di garantire affidabilità in un campionato impegnativo come quello di Serie B. È probabilmente questa la priorità principale del mercato azzurro. Anche sulle corsie esterne qualcosa dovrà essere fatto. Gli esterni, nel calcio di Pagliuca, rappresentano un ruolo determinante e richiedono continuità, intensità e una notevole tenuta atletica. Oggi le opzioni sono Ceesay, Elia, Egan e Babalola, un numero che sulla carta può sembrare sufficiente ma che lascia aperta qualche riflessione. Elia è ancora alle prese con il recupero, altri elementi hanno dovuto convivere con qualche problema fisico nell’ultimo periodo e affrontare un’intera stagione con queste sole alternative potrebbe rappresentare un rischio. Anche qui, quindi, la sensazione è che serva un innesto pronto, un giocatore in grado di entrare subito nelle rotazioni senza necessità di un lungo periodo di adattamento.
A centrocampo il discorso cambia. Sotto il profilo numerico l’Empoli è coperto, con Magnino, Yepes, Belardinelli, Degli Innocenti, Saporiti, Biondini e Deli che offrono all’allenatore diverse soluzioni. Più che una questione di quantità, però, potrebbe diventare una valutazione legata all’esperienza. Il reparto presenta tanti giovani e non è da escludere che, qualora il mercato offrisse l’occasione giusta, la società possa valutare l’inserimento di un profilo con maggiore esperienza e personalità, capace di rappresentare un punto di equilibrio in una stagione lunga e complessa. Infine l’attacco. È probabilmente il reparto nel quale la riflessione deve andare oltre il semplice numero degli interpreti. Se Popov resterà, come l’Empoli auspica salvo offerte fuori mercato, e se Shpendi seguirà invece un’altra strada, la sensazione è che agli azzurri possa comunque mancare una caratteristica ben precisa. Più che un’altra punta, potrebbe servire un centravanti di ruolo, un numero nove vero: strutturato fisicamente, forte nel gioco spalle alla porta, capace di far salire la squadra e di offrire una soluzione diversa all’interno del reparto offensivo. Un attaccante che completi il mosaico e permetta a Pagliuca di avere un’alternativa tattica quando la partita richiederà maggiore fisicità e presenza in area.
Naturalmente il mercato è destinato a cambiare anche in funzione delle uscite. È una regola che vale per tutti e vale anche per l’Empoli. Ma osservando oggi la rosa e le esigenze tecniche dell’allenatore, le priorità sembrano piuttosto definite. Prima un difensore centrale pronto. Poi un esterno in grado di garantire affidabilità e continuità. Infine un centravanti di struttura, capace di aggiungere caratteristiche oggi poco presenti nell’organico. Se queste saranno davvero le prossime mosse di Fabio Artico lo diranno le settimane che ci separano dalla chiusura del mercato. Ma è attorno a questi tasselli che, con ogni probabilità, passerà il completamento dell’Empoli versione 2026-27.
















Finché ci saranno cessioni questa domanda non avrà una risposta certa
Io azzardo una previsione ultra-ottimistica: Shpendi, se non arrivano offerte serie dalla “A” (il rischio maggiore è il Cagliari) potrebbe restare.
acquisto da fondo americano
Bravo Davide, comunque do il mio benvenuto a tutti i ragazzi giovani nuovi che sono arrivati e che arriveranno. Di sicuro porteranno una bella carica di entusiasmo e buona volontà, doti che in una squadra sono essenziali. Adesso la palla spetta alla società che deve metterli in condizione di rendere al massimo in modo tale che non si scoraggino alle prime difficoltà e questo lo si può fare col giusto mix di entusiasmo giovanile TECNICA ed esperienza. Speriamo che la società sappia come e dove intervenire.
Sono d’accordo con S.G.: Shpendi potrebbe restare e allora per l’attacco saremmo a posto. Per il resto concordo con l’articolo: mancano tre giocatori. Uno in difesa, un esterno e un centrocampista. Tra saldi di fine/inizio stagione e magari qualche prestito con un clima giusto nello spogliatoio la salvezza non sarà certo scontata ma potrebbe essere meno complicata del previsto