Lento

Difficile trovare elementi di ottimismo in un pareggio interno con la Juve Stabia, succeduto a cinque sconfitte nelle ultime sei gare. Resta la rabbiosa di reazione allo svantaggio mostrata dagli azzurri nel finale di primo tempo, ma si tratta davvero di troppo poco per poter guardare con positività a risultato e prestazione. Generosità e tanta confusione in un un match divertente ma dai contenuti tecnici piuttosto modesti. Inutile nasconderci: si trattava di una partita da vincere. Per invertire un trend negativo che perdura da troppo tempo e per infondere fiducia a un gruppo che, dopo un avvio promettente, si sta pericolosamente incartando su sé stesso. Anche quando la partita sembra incanalarsi su binari giusti, si verifica l’episodio che impedisce agli azzurri di uscire con un risultato positivo. È accaduto a Cesena con il rocambolesco harakiri confezionato da Shpendi e Seghetti. È andato in scena nella sfida interna con la Juve Stabia, quando Maistro, godendo di eccessiva libertà, ha potuto scagliare alle spalle del portiere azzurro il gol che è valso il pareggio delle vespe di De Giorgio. Una sorta di doccia gelata coerente con il clima invernale che stava avvolgendo in maniera spietata il Castellani.

Adagio

In linea con le celebrazioni di Halloween, l’Empoli ha visto le streghe dopo il vantaggio degli ospiti con Di Nardo. Brividi di paura che hanno scosso l’orgoglio ferito degli uomini di Andreoletti. Per dieci/quindici minuti abbiamo assistito a una squadra azzurra finalmente arrembante che si è affidata ai suoi due uomini più in giornata per risalire la china. Prima Bembnista ha colpito di testa favorendo il tap-in vincente di Popov, poi Edoardo Saporiti, su suggerimento dello stesso giovane difensore polacco, ha estratto dal cilindro una magia tutta istinto, rabbia, fantasia ed esplosività. Due gol in cinque minuti di sano furore che sembravano aver definitivamente ribaltato le sorti dell’incontro. Purtroppo per l’Empoli questo scorcio di autunno continua a gettare cupe ombre sul percorso di Yepes e compagnia. Il punticino consente di arginare la serie di sconfitte senza però strappare quel sorriso che manca da ben due mesi.

Moderato

Un timido segnale di incoraggiamento proviene da due ragazzi sinora tenuti ai margini per ragioni non ben identificate: Indragoli e Bembnista. Abbastanza incomprensibile il poco spazio concesso sinora a due prodotti del vivaio che non hanno affatto sfigurato – anzi – al cospetto dei più esperti rappresentanti della categoria difensiva. Contro la Juve Stabia, così come nel secondo tempo di Cesena, i due giovani azzurri sono stati tra i migliori, dimostrando personalità e maggiore spensieratezza rispetto a chi è stato quasi sempre preferito a loro. Se a ciò si aggiunge che Biondini e Egan sono tra le poche note liete della stagione, prima di vedersi ridurre anch’essi, senza apparenti motivazioni, il proprio spazio, ecco che l’Empoli deve necessariamente puntare sulla freschezza delle più verdi risorse interne. Allo stato attuale, le certezze provengono poi da Yepes e Saporiti. Il primo è colui che, per lucidità, sapienza tattica e mestiere, sembra in grado di tenere le redini del centrocampo e dettare i tempi di gioco. Il secondo è decisamente l’uomo capace di alterare il match con una giocata improvvisa. Andreoletti ha detto che il numero dieci deve determinare e garantire maggiore continuità nelle giocate. Saporiti sta rispondendo da par suo, caricandosi spesso sulle spalle il peso offensivo del gioco azzurro. In attesa di colui che, per varie ragioni, tarda a offrire il proprio contributo: Stiven Shpendi.

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Giornalista pubblicista, da sempre tifoso azzurro è tra i fondatori di Pianetaempoli.it sul quale scrive ininterrottamente dal 2008. Per PE, oltre all'attività quotidiana, si occupa principalmente delle interviste post gara da tutta Italia. E' stato speaker ufficiale dell'Empoli FC per 5 stagioni.

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