Sapevamo che sarebbe stata una stagione difficile. Lo sapevamo prima ancora che cominciasse. Un Empoli chiamato a ripartire dopo una stagione già complicata dal punto di vista sportivo, chiusa con una sofferta salvezza conquistata soltanto all’ultima giornata e iniziata con obiettivi ben diversi rispetto a quelli poi raggiunti. Una squadra profondamente rinnovata, un mercato costruito all’insegna della sostenibilità e un obiettivo dichiarato molto diverso rispetto agli anni in cui si poteva pensare di puntare alla parte sinistra della classifica. L’obiettivo era, ed è, quello di affrontare un campionato di Serie B con umiltà, cercando prima di tutto di mantenere la categoria. Su questo nessuno aveva dubbi. Quello che forse nessuno immaginava è che, dopo poche settimane, ci saremmo ritrovati a parlare soprattutto di quello che sta succedendo fuori dal campo. Perché oggi ci sono troppe domande alle quali non abbiamo risposte. E non perché non vogliamo trovarle. Semplicemente perché ci sono cose che, evidentemente, non possono essere raccontate se chi le conosce decide di non parlarne. Le parole non si possono strappare di bocca a nessuno. Possiamo fare domande, cercare informazioni, verificare, ricostruire. Ma quando dall’altra parte c’è un muro di riservatezza, inevitabilmente anche il nostro lavoro diventa più difficile. E proprio qui si inserisce una delle questioni che accompagna l’Empoli ormai da mesi: la possibile apertura del capitale societario a un fondo americano con sede nell’area di New York. Il 9 luglio il club ha ufficializzato la sottoscrizione di un accordo di esclusiva con un fondo di investimento americano per una “rilevante operazione di investimento nel capitale della società”. Da allora, però, sul reale sviluppo della trattativa sono arrivate pochissime informazioni.
È un passaggio storico. Dopo oltre trent’anni di gestione della famiglia Corsi, iniziata nel 1991, l’Empoli si è trovato per la prima volta davanti alla possibilità concreta cedere quote societarie (si parla della maggioranza) a un investitore esterno. Non è una cosa ordinaria, non è un dettaglio e non può essere trattata come una notizia qualsiasi. Può essere una grande opportunità per il futuro del club, così come può essere una fase complessa da gestire. Ma proprio perché siamo davanti a un momento così importante, sarebbe probabilmente utile che l’ambiente potesse capire qualcosa in più. Il massimo riserbo è comprensibile quando ci sono trattative economiche, legali e societarie in corso. Ma da fuori, e questo è semplicemente il nostro pensiero, a volte la sensazione è che il riserbo sia fin troppo grande. E quando le informazioni mancano, i dubbi aumentano. Poi ci sono i fatti che sono molto più vicini al campo. Quest’anno l’Empoli ha già vissuto due situazioni di dimissioni che inevitabilmente fanno riflettere. Prima Stefano Stefanelli, che ha lasciato il ruolo di direttore sportivo dopo pochi mesi di lavoro, poi Guido Pagliuca, che dopo aver diretto l’allenamento di sabato ha salutato la squadra e presentato le proprie dimissioni. Nel mezzo c’è stato anche un cambio di indirizzo sul piano tecnico: con l’addio di Stefanelli è arrivato Fabio Artico e, con il nuovo direttore sportivo, è tornato fortemente in auge proprio Pagliuca (era impensabile prima il suo nome), che Artico indicava come la sua idea per la panchina. Anche questo è un elemento che non possiamo ignorare. Non perché due persone che si dimettono debbano automaticamente diventare vittime o eroi. Anzi, diciamolo chiaramente: lasciare una barca quando è in difficoltà non è mai una cosa che può essere applaudita a prescindere. Quando si accetta un incarico, esistono responsabilità, impegni e un rapporto con la società e con i tifosi. E quindi una pacca sulla spalla a chi se ne va soltanto perché ha deciso di farlo, personalmente, non ci sentiamo di darla. Ma sarebbe altrettanto semplice, e forse anche troppo comodo, trasformare chi si dimette nel personaggio cattivo della storia. Perché se due figure importanti del progetto, a distanza di pochi mesi, arrivano a interrompere il proprio percorso, qualche domanda bisogna porsela. Non significa sapere automaticamente quale sia la risposta. Significa avere il dovere di chiedersi se all’interno di questa situazione ci sia qualcosa che non torna.
Le dimissioni di Pagliuca, arrivate dopo appena cinque giornate, sono l’ultimo capitolo. E la notizia ha inevitabilmente riportato alla mente quella di Stefanelli. Due situazioni diverse, due ruoli diversi, due momenti diversi. Ma entrambe arrivate all’interno di una società che sta attraversando un periodo particolare, con una trattativa societaria sullo sfondo e una comunicazione che negli ultimi tempi è diventata molto più difficile da interpretare. Giovedi scorso sono uscite le voci sulle possibili di divergenze tra Pagliuca e il club come motivo alla base di una possibile rottura tra il tecnico ed il club. E qui forse dobbiamo fare anche noi un piccolo esame di coscienza. Quando hanno iniziato a circolare le prime voci sulle possibili dimissioni di Pagliuca, PianetaEmpoli ha scelto di smentirle in maniera netta e convinta. Lo abbiamo fatto perché avevamo ricevuto informazioni che ritenevamo solide e che provenivano da fonti che per noi rappresentavano garanzia. Abbiamo sbagliato. Punto. Non c’è bisogno di trovare scuse. È una cosa che può succedere nel nostro mestiere, ma proprio per questo deve diventare una lezione. Perché verificare una notizia non significa soltanto avere una fonte: significa anche capire quando le cose possono cambiare, soprattutto in situazioni delicate come questa. Noi continueremo a fare il nostro lavoro con la stessa passione, ma con ancora più attenzione. Anche dagli errori si cresce. E forse, più in generale, è arrivato il momento che tutto l’ambiente Empoli si faccia qualche domanda in più. Perché l’amore per questa società è enorme. Lo sappiamo bene. Lo vediamo ogni giorno. È un amore che porta quasi sempre a cercare il lato positivo, a difendere, a remare dalla stessa parte. Lo fa il tifoso, lo fa buona parte dell’ambiente e, in qualche misura, lo facciamo anche noi che raccontiamo quotidianamente l’Empoli. Ma siamo sicuri che sia sempre la cosa migliore? Forse no. Essere innamorati di una squadra non significa necessariamente darle sempre ragione. Essere dalla parte dell’Empoli non significa evitare le domande scomode. A volte proprio l’amore richiede una brontolata, una critica, persino uno sculaccione. Non per distruggere, non per creare tensione a tutti i costi, non per fare i cattivi per mestiere. Ma perché anche una società che per trent’anni ha costruito una storia straordinaria può attraversare un momento nel quale ha bisogno di essere stimolata.
E allora la domanda oggi è molto semplice: che cosa sta succedendo all’Empoli? Non abbiamo la presunzione di avere la risposta. Abbiamo però il diritto, e forse anche il dovere, di porla. Nei prossimi giorni arriveranno le ufficialità, arriverà il nuovo allenatore, con Matteo Andreoletti che sembra essere il profilo maggiormente vicino alla panchina azzurra, e arriverà anche una conferenza stampa nella quale qualcosa verrà spiegato. Ma difficilmente una conferenza potrà cancellare tutti i punti interrogativi che si sono accumulati negli ultimi mesi. E qui torniamo al problema iniziale: se chi deve dare le risposte non parla, diventa difficile anche per chi deve fare le domande capire quali siano quelle giuste da fare. Proveremo a farle. Con rispetto, senza pregiudizi e senza la volontà di costruire un caso dove non esiste. Ma anche senza paura di disturbare. Perché l’Empoli ha attraversato trent’anni di storia con una proprietà, una famiglia e un’identità molto precise. Oggi quella storia è davanti a un passaggio che potrebbe essere epocale, mentre contemporaneamente il progetto sportivo ha già conosciuto due addii importanti in pochi mesi. La stagione sarà difficile, questo lo sapevamo anche se non ci aspettavamo il terremoto di queste ultime ore. La forza di Empoli è sempre stata quella dell’ambiente, unico nel suo genere, e siamo certi che lo sarà anche stavolta. Bisogna però che tutti, davvero tutti, si prova a fare la nostra parte capendo dove si sbaglia e mettendo da parte – noi per primi – la presunzione di sentirsi migliori ed infallibili.
















Primo dovere del Giornalista: fare le domande scomode.
Vedremo in prossima conferenza stampa.
Pagliuca credo si sia scavato la fossa con l’espulsione e con diversi errori di formazione.
Decisioni cervellotiche con giocatori messi in ruoli non propri.
Aveva però creato un gruppo affiatato. E questo mi preoccupa.
che sta succedendo?? Forse la risposta è più semplice di quanto si possa immaginare
Avranno finito i 💰????
oppure non si ricordano la combinazione
Riconoscere i propri errori è sinonimo di intelligenza e accuratezza. Ma in questo specifico caso non vedo grosse colpe a carico dei giornalisti locali, hanno semplicemente chiesto conferma di una fuga di notizie, e non hanno ricevuto tale conferma. Stop. Fa pena invece che i soliti esibizionisti e altri personaggi non locali approfittino della situazione per negarne la professionalità. La vicenda poi ha dei contorni ancora da chiarire (e non saranno chiariti prima della prossima settimana), vige il massimo riserbo su tutto (vedremo se a ragione o no), quindi è normale che lavorare in queste condizioni è estremamente complesso.
Vige du paia di coglioni questo riserbo su tutto ha scassato in totale i coglioni anche basta , ora bisogna ribellarsi e riprendersi l’anima , maledetti ultras venduti!
voglio vedere che fanno ora vanno debellati non ci rappresentano !
pe non è mai stato scomodo per la società
ma vai a letto
Pianetaempoli fa un ottimo lavoro, punto.
Detto questo, la societa’ e’ troppo fumosa, ma capiremo certamente di piu’ a breve.
Stefanelli e Pagliuca se fossero stati al centro del progetto, ammesso che ci sia un progetto, non sarebbero mai andati via.. e’ un lavoro anche questo, se tu sei dipendente di una azienda e sei considerato e protagonista, sicuramente non te ne vai alla prima occasione utile.. ma ci sono dei momenti in cui accetti di far parte di una situazione non gradita per non rimanere fermo, un po’ per soldi un po’ per farsi vedere.
Non si capisce bene questa situazione perche’ non e’chiaro se ci sono i soldi per garantire un futuro (anche nel breve periodo) a questa societa’, quindi l’unica domanda che farei sarebbe rivolta a capire da 1 a 10 quanto siamo in difficolta’ economica.. il resto lascia il tempo che trova, non abbiamo perso personaggi indimenticabili e non comuni. Domandiamoci se possiamo pagare gli stipendi, un allenatore lo troveremo lunedi’, basta alzare il telefono.
io non ho più parole…..mi affido all Provvidenza parafrasando Fra Cristoforo.
una discesa così rapida verso gli inferi non me la sarei mai aspettata con tutti i milioni incassati dalle vendite degli ultimi anni.
solo tanta tristezza
I milioni non sono mai sufficienti se poi hai una sanguisuga che te li spolpa…. Poero Babbo
Finalmente…riconoscere i propri errori è sinonimo di intelligenza e intellettualita’ culturale ed è il primo passo per cercare di non commetterli più…tutti nella vita commettiamo degli errori l’importante è che gli stessi servano per “crescere” e per cercare di non commetterne altri…bisogna capire che non è importante chi “da per primo una notizia” ma che la stessa sia vera ed affidabile…detto questo io ringrazierò sempre la redazione di P.E. per il grande lavoro che svolge e strumento molto utile per noi tifosi…
Bellissimo pezzo, una persona intelligente ammettere l’errore (non c’è niente di male nel farlo, anzi) ….. viviamo in un sistema omertoso ed Empoli e l’Empoli non fanno eccezione…. dobbiamo constatare che la ns piazza non è più quella ammirata da anni e nemmeno l’Empoli non è più un modello…. bisogna farsene una ragione e ripartire dal basso, perché lì siamo e continuando così è difficile che potranno cambiare le cose.
Mi permetto di aggiungere…. esiste la “sana critica” e la “cattiveria gratuita”, spesso le due vengono confuse…. alcuni utenti (tra cui io) criticano come gesto d’amore nei confronti di questa società e questa testata; è evidente, e lo è ormai da anni, che le cose non vanno e perché dovremmo tacere? perché dovremmo stare zitti quando la squadra della mia città viene affondata da decisioni incomprensibili e spesso cervellotiche? …. chi sta zitto, e peggio chi difende, è complice di tutto questo…. pretendiamo delle risposte, perché anche se una squadra di calcio è del suo proprietario, è un patrimonio dei tifosi e della gente che la segue …. le “radici profonde” sono le nostre che seguiamo questi colori da 50 anni e non smettiamo di amare questi colori, nel bene e nel male….
Si sono venduti l’anima Riccardo ora basta , che mondo e mondo l’Ultras
difende la città e non si vende l’anima ,chiede e cortesia e ne devi rendere conto da chi fa i sacrifici a questi punti dubito su tutto !
La verità ho sempre pensato è che il corsi non ha MAI voluto vendere ma solo cercato soldi cash e per cosa poi, solo per continuare a fare la vita da nababbi lui e tutta la prole, quindi solo una situazione per allungare l’agonia!!
Come per lo stadio…se trovava chi glielo faceva gratis ok ma lui soldi non ci metteva manco una lira perciò….in sostanza è un moccolo che si sta inesorabilmente spegnendo!
grazie P.E., articolo veramente bello, era questo che chiedevamo: chiarezza. grazie. articolo scritto divinamente
Non devono parlare a monteboro, devono agire.
Che significa vendere e sparire completamente.
Anche la narrazione di sperare che resti il c.orsi è totalmente scollegata dalla realtà.
Negli ultimi 3 anni ha cambiato allenatori e direttori sportivi continuamente, le ha sbagliate completamente tutte.
Ormai non è più in grado di intendere e di volere dal punto di vista sportivo.
Guardate in faccia la realtà invece di leccare.
e allora chiama Houdini perché non spariranno mai
Il rapporto fra Pagliuca e la società non è mai sbocciato. Mai successo dal 1985/86 ad oggi dello stesso allenatore esonerato e dimessosi in 2 campionati consecutivi dopo pochissime giornate.
Il buon Cocchi e i suoi potranno fare ricerche statistiche con cui informarci se questa situazione si sia mai presentata dal 1920 ad oggi (dubito).
Una squadra giovane, giovanissima come la nostra può subire pesantemente le dimissioni del proprio allenatore ed urge correre ai ripari.
Nonostante l’ostinato atteggiamento della dirigenza di tenere le bocche cucite, è che qualcosa lì dentro si sia rotto. Questo qualcosa che si è rotto é lo stesso che crea perplessità al fondo allungando i tempi della trattativa.
Il passaggio generazionale all’interno della famiglia Corsi (per meglio dire il “tentativo di passaggio”) sta avendo effetti devastanti… tutte cose che la piazza, il tifoso comune ed aggiungerei anche il Presidente forse non meritano
Complimenti…dagli sbagli si impara… c’è qualcun altro però che non annusa più il pericolo…mi riferisco al tifo organizzato della Maratona
..mi ricordo contestazioni e scioperi anche esagerati contro il Presidente (al netto di insulti a familiari mai condivisibili) nel secondo anno di serie A e nel primo di B fine anni 90’…anche quando arrivò un signor allenatore come Silvio Baldini… Corsi per loro aveva perso credibilità proprio quando ripartiva un progetto… oppure per la scelta di Daniele Baldini allenatore in quel caso contestazione giusta….poi… più niente per 20 anni…neppure nell’anno del Vicenza o di Martusciello….o comunque poca cosa rispetto ad allora…sono cambiate le generazioni ma chi tira le fila sono sempre i soliti…e allora… siccome l’aspetto reputazionale in una cittadina come la nostra è importante…cari Desperados è l’ora di tornare a Empoli Brescia 2 a 0 del 99/00 con Baldini allenatore…una contestazione che dia una sonora sveglia a Lui…che le sta sbagliando tutte…mentre allora invece le stava indovinando…alla sesta di andata si può fare e si fa il bene dell’Empoli…a marzo è tardi…
Ti sfugge una cosa Fabrizio.
La Maratona è morta. Quello che vedi sono per lo più resti umani ammaestrati e passivi
E aggiungo che se avesse ancora un minimo di lucidità oggi stesso dovrebbe chiamare Pagliuca e invitarlo a cena…e impegnarsi, dato che i giocatori li ha dati lui, a non rompere più i c…..su come deve mettere in campo la squadra, moduli ecc…a maggior ragione conoscendo il carattere di Pagliuca…ma non lo farà…e sarà retrocessione sicura…a questo punto mi aspetto tra un po’ anche la notizia di punti tolti per stipendi e tasse non pagati o pagati in ritardo
Non vedo nessun tipo errore nell’operato (da sempre) di PE sempre dalla parte dell’Empoli tutto (tifosi, città e squadra), CONTINUATE COSI’!!!
Mentre imputo tutte le Responsabilità di questa situazione ad una società che “sembra” non saper gestire a dovere la
COMUNICAZIONE con il proprio popolo. Venite ai microfoni e spiegate, e se non volete farlo direttamente voi … fatelo scrivere da chi di dovere.
I bilanci sono pubblici, non c’è bisogno di entrare nei dettagli delle operazioni di trattativa ma fate percepire la traiettoria.
Oramai da qualche anno la società latita, sul campo risultati non positivi ed è un continuo fuggi-fuggi di dirigienti. Questo è un Empoli di cui noi TIFOSI non riusciamo più a comprendere la strategia, che è stata da sempre la nostra forza!!!!
Una strategia molto semplice: un settore giovanile di eccellenza, per portare campioncini nella nostra prima squadra, farli volare verso il calcio che conta e rimpizzare le casse.
E oggi?????
Sono convinto che con l’amore di tutti (tifosi, città e squadra) torneremo ad essere grandi , nella nostra dimensione!
FORZA EMPOLI!!!!
Lo penso anch’io 👍🏻
esattamente
Io credo che Pagliuca sapesse di essere stato scelto perché già stipendiato dalla società. Appena ha avuto la possibilità di andare da altre parti, non ha perso occasione. Probabilmente se andrà a Carrara, gli avranno promesso ingaggio e soprattutto una rosa degna di questo nome. Per quanto riguarda la vendita della società, non vorrei che, dato che i fantomatici 40-50 milioni di € per rilevarla sono considerati troppi, si attenda che scenda in LegaPro, così da avere un valore dimezzato.
Mi permetto di dire che una conferenza stampa sincera spiegherebbe tutto. E sarebbe auspicabile non solo per i tifosi, ma per tutti. Così almeno ci sarebbe consapevolezza dei panni che dobbiamo vestire. La sincerità non ha mai fatto male.
Alessio, se mi posso permettere, cerchi di fare domande e non affermazioni, anche lunghe alle volte, arrivare direttamente al punto, domanda secca, può aiutare ad avere dall’altra parte meno giri di parole e risposte vaghe da interpretare. Poi come ha giustamente detto, se non si vuol rispondere o si risponde a monosillabi, ci prendiamo quello che viene.
poi io non sono un giornalista né uno che interrogatori, veda lei, è un mio opinabile commento/suggerimento.
grazie
Stefano le dimissioni non ti fanno allenare , se succede
che si sono messi d’accordo per qualsiasi motivo e lui va a Carrara ,la scusa quella di chi non vuole restare vada questa volta non sarà sufficiente ,
da parte mia scateno l’inferno ,Andre a confronto e un agnellino .
Non c’è dovuto sapere ok ,stesso discorso siamo liberi di dire quello che ci pare !
Se te e Andre per scatenare l’inferno intendete scrivere paginate su PE a tutte le ore del giorno di cose per la metà incomprensibili, e offendere le persone e i tifosi, credo che la vostra efficacia reale sia pari allo zero. Dovreste invece contattare di persona i gruppi di tifosi ufficiali e chiedere di scrivere qualche striscione o chiedere di essere ricevuti per esporre le vostre ragioni e tentare di organizzare una azione comune. Ma così a occhio e croce mi sembrate solo esibizionisti del web. Poi magari mi sbaglio.
Chi se venduto l’anima non lo farà e non voglio farne parte ,
Vado io gli dico che vi siete venduti ?e loro rispondo certo ,non te lo diranno mai…
deve venire da loro stessi l’orgoglio , nessuno glielo deve dire lo sanno da loro che le palle vanno usate …
Se no ne facevo parte, vogliono rappresentare il tifo che lo facessero pure ma se lo fai fai qualcosa se no siamo liberi di pensare il contrario!
..per me semplicemente, la situazione è talmente nebulosa che l’allenatore, capita l’antifona (che forse, da luglio, s’è fatta ancora più cupa), non ha voglia di lavorare a gratis……probabilmente la Carrarese, se non altro, è in grado di dargli lo stipendio.
Per me sarà promosso Filippeschi che fa già parte dell’organigramma.
Semplicemente non ci si abbona per vedere giocare la Primavera con tutto il rispetto almeno avere la Rosa fatta da giovani ma che arrivi a un numero sufficiente di giocatori qui si tratta che non c’è ricambi
e mi viene il dubbio fatto a posta per dare più spazio a i giovani e può anche andare, ma non puoi affrontare un campionato con 3 punte
e 3 difensori se 3 non sono ritenuti affidabili !
In serie B ci vogliono Soldi e competenza .
I figli purtroppo non hanno entrambe le cose .
Il corsi non aveva soldi ma tanta competenza la verità è questa ma ora è stanco , troppe teste non penso che fanno decidere solo a lui come prima che aveva tutto in pugno .
Devono lasciare , se gli americani saltano penso che gli imprenditori Empolesi potrebbero fare una cordata se hanno intenzione ovviamente
L’avrebbero già fatta, avessero voluto..
Il closing ci sarà il 7 di ottobre, così dice la gazzetta dello sport. 100% delle quote al fondo americano
vado in chiesa ad accendere un cero
Quando
L’hanno scritta sta cosa
l ha scritto lo stesso Binda stamattina sulla gazza. Poi vediamo se è vero.
Un ne che sono dentro ma non si vedono a me sembra una gestione Americana … voglio solo che non si azzardino a fare uno Stadio contro il tifoso e la città !non volete difendere la città , bene ci provo da solo non mi vendo l’anima preferisco essere debellato che venduto !
Ridateci la dignità persa !
In primis mi scuso se ho messo in dubbio, comunque in maniera sempre rispettosa, la vostra professionalità.
Fate un servizio indispensabile con le risorse di cui disponete e siete molto preziosi.
Non è assolutamente facile sbattere contro un “muro di gomma” come sta erigendo la Società. Purtroppo facendo così si evita che si possa creare una situazione di coinvolgimento e compartecipazione anche con l’ambiente.Questo dalla Società dovrebbero capire e magari gli andrebbe anche fatto capire..
E comunque secondo me adesso qualche verità uscirà, ha fatto troppo scalpore questo avvenimento e cominceranno ad occuparsene anche testate giornalistiche nazionali..
Ragazzi facciamo chiarezza questa volta , si parla di dimissioni ma da altre parti si parla di accordo attenzione a scrivere io cerco di
darvi una mano sembra che il tifoso vada sempre raggirato e ora anche la stampa locale …
Attenzione non c’è la stanno raccontando giusta non possono sempre passare da Angiolini!
Sappiamo che per voi sarà un duro lavoro !
Purtroppo quando e uscito la notizia che a Carrara lo accostano, c’è puzza di truffa sulle spalle dei tifosi .
te sei duro. Le dimissioni verranno trasformate in esonero e lui può andare a Carrara. La società l ha criticato, lui ha avuto paura di un esonero a breve e s è cercato una squadra. La Carrarese l ha preso ma le dimissioni vanno trasformate da regolamento in esonero. Dov è il puzzo di bruciato?
Ti sbagli la società le accetta e lui sta a casa .
se poi lo esonerano per accordo e un’altra cosa conosco un allenatore
che ha dato le dimissioni ,serie minori ma non cambia la regola!
Se vengono accettate sta a casa Massy non fare lo splendido !
non ho capito perché la società se da le dimissioni non dovrebbe favorire se non rimette soldi il suo arrivo a Carrara. Lo splendido lo fai te.
Bada se hanno discusso se poi e un accordo e un’altra cosa allora le notizie sono tutte vere , non ci sono state le dimissioni semplice …
la parola stessa lo dice …
Massy non puoi cambiare le regole a tuo piacimento .
alla fine le vittime siamo noi tifosi come sempre .
Non posso o passare da Angiolini !
Secondo me la decisione di Pagliuca è da attribuire unicamente all’inadeguatezza della rosa, non credo a possibili inadempienze a livello di pagamenti, o almeno lo spero.
Voglio dire, se mi ritrovassi a far giocare Curto titolare, un centrocampista inventato in difesa, più svariati ragazzini in panchina, penso che me ne scapperei anch’io alla Carrarese 😅
Non si può svegliare adesso, lo sapeva qual era la situazione.
Vai smentito come sempre , sono un martello sono stato zitto
e normale che non le posso sapere ma ci vado sempre vicino!
Ripeto quello che ho già scritto su altri post.
È solo il mio pensiero..
PE fa un servizio a tutti i tifosi empolesi è c’è solo da dire grazie. Io ci passo le ore e senza mi troverei con un vuoto.
La linea editoriale è giusto che la scegliate voi, ci mancherebbe e comunque traspare chiaro la vostra passione e il vostro amore verso i nostri colori.
Detto questo a Empoli gli organi di informazione si contano sulle dita di una mano.
A me dispiace che siano tutti allineati in maniera filosocietaria… traspare quasi paura ad uscire fuori dal coro o a dire cose scomode.
Capisco che da parte vostra questo significherebbe inimicarsi l’Empoli e poi ricevere ancora meno informazioni di quelle che arrivano ora.
Però da lettore e da appassionato gradirei veramente che lo sguardo rivolto verso la nostra squadra fosse più ampio, non allineato, non univoco e soprattutto non filosocietario.
La società può cambiare, l’Empoli FC resta. Stare sempre dalla parte della società non significa stare con l’Empoli FC.
Il caso di Arezzo dello scorso anno e come si è comportata la stampa tutta per quanto mi riguarda mi ha rappresentato una forte disistima.
Detto questo ripeto, w PE e grazie per il servizio
Caro Alessio, massima gratitudine per il lavoro che fate, ma la domanda è semplice ed unica: come mai le bocche sono cucite solo verso di voi e non verso altre testate nazionali?…
Ve la siete posta questa domanda?..
Anch’io credo che quando fate le domande durante le conferenze stampa, dovreste essere meno prolissi, ma più sintetici e diretti.
Comunque grazie di nuovo.
Approvo al 100%. Vorrei anche aggiungere che sarebbe ora di finirla di dire che i soldi ce li mette il Corsi. Mi sembra molto più corretto dire che i soldi li gestisce il Corsi
attenzione agli americani:fanno gonfiare cosi’ tanto la bolla di sapone che poi scoppia improvvisa!io mi fido sempre poco da chi viene da fuori!un vorrei barattare un paio di stagioni strabilianti pe poi fare il derby col tuttocuoio!