Domani a Carrara il primo di una lunga serie di derby toscani che accompagneranno l’Empoli in questa Serie B 2026/27. Una partita che arriva dopo la sconfitta di Mantova, maturata al termine di un secondo tempo nel quale gli azzurri hanno commesso quegli errori che, alla fine, sono costati la partita. Un leggero passo indietro dopo due prestazioni che avevano invece lasciato sensazioni decisamente positive, prima quella in Coppa Italia contro il Pisa e poi quella, ancora più significativa, della prima giornata di campionato contro la Cremonese, battuta 1-0 al termine di una gara nella quale l’Empoli aveva giocato complessivamente meglio dell’avversario. Ed è proprio da Mantova che gli azzurri dovranno ripartire. Uno degli input principali della sfida di domani sarà infatti quello di correggere quanto non ha funzionato nella trasferta lombarda, cercando di evitare quei cali e quelle disattenzioni che hanno indirizzato la partita nella ripresa. Ma c’è anche un altro obiettivo, non meno importante in una gara come questa: regalare una soddisfazione ai propri tifosi. Peccato che, questa volta, i tifosi azzurri non potranno esserci. La trasferta di Carrara è stata infatti vietata a tutti i residenti non soltanto nella provincia di Firenze, ma anche in quelle di Pisa, Prato e Pistoia. Una decisione dalla quale non possiamo che prendere le distanze, perché stona inevitabilmente con quello che dovrebbe essere il calcio e con quella che dovrebbe essere la sua bellezza. E, al di là di ogni considerazione, finisce anche per penalizzare una delle due squadre in campo, privandola del sostegno di una parte del proprio pubblico. Ci lascia, lo diciamo con estrema leggerezza ma anche con altrettanta sincerità, basiti il fatto che non si riescano a mettere in campo risorse e capacità organizzative adeguate per gestire un evento che, in questo caso, avrebbe mosso poche centinaia di persone di sponda azzurra. Siamo “contenti” che anche Guido Pagliuca, nella conferenza stampa della vigilia, abbia voluto soffermarsi su questo aspetto. Sul campo, invece, ci sarà da affrontare una partita tutt’altro che semplice.
La Carrarese è una squadra che, rispetto alle avversarie affrontate fin qui, propone caratteristiche differenti. Tende a tenere meno il pallone, ad avere un atteggiamento maggiormente difensivistico e a concedere quindi meno spazi alle proprie spalle, ma allo stesso tempo sa essere pericolosa quando recupera palla e può partire in ripartenza. Pochi tocchi, verticalizzazioni rapide e capacità di sfruttare gli spazi: è soprattutto su questo che l’Empoli dovrà prestare grande attenzione. Gli azzurri dovranno quindi essere bravi a fare la partita senza scoprirsi troppo, mantenendo equilibrio e soprattutto quella lucidità necessaria per non concedere alla Carrarese proprio ciò che cerca maggiormente. C’è poi un elemento di novità rispetto alle prime settimane: finalmente il mercato è chiuso. Almeno fino a gennaio, adesso sappiamo quali saranno gli uomini sui quali Guido Pagliuca potrà contare. Una sessione estiva che, per stessa ammissione dell’allenatore, avrebbe potuto forse regalare qualcosa in più, ma dalla quale il tecnico esce comunque soddisfatto soprattutto per quello che riguarda il gruppo dal punto di vista umano. Ed è un aspetto tutt’altro che secondario. Pagliuca ha più volte sottolineato la coesione dello spogliatoio, l’unione che questi ragazzi stanno costruendo e il valore umano del gruppo. In una stagione che sappiamo essere difficile e complicata, con un unico obiettivo, quello di conquistare la salvezza il prima possibile e nel miglior modo possibile, questo può rappresentare un valore aggiunto importante. E lo stesso Pagliuca ha ribadito la propria soddisfazione per essere riuscito a trattenere Shpendi, elemento che evidentemente il tecnico considera importante all’interno del progetto. Adesso toccherà a questo gruppo cercare di fare le cose migliori possibili.
Venendo alla formazione, ci aspettiamo un undici molto simile a quello visto a Mantova. Potrebbe tornare dal primo minuto Biondini, in ballottaggio con Zedadka, mentre è ormai ufficiale il nuovo posizionamento di Magnino, che viene arretrato nel ruolo di braccetto destro della difesa a tre. Una soluzione che, salvo sorprese, dovrebbe accompagnarlo per buona parte, se non per l’intero prosieguo della stagione. Torna inoltre a disposizione Ceesay, anche se la sensazione è che sull’out di sinistra possa essere ancora Corrado a partire dall’inizio. Ceesay potrà comunque avere la sua occasione, sia eventualmente dal primo minuto sia, più probabilmente, a gara in corso. Siamo però ancora agli inizi della stagione e crediamo sia giusto mantenere un minimo di prudenza nei giudizi. È vero che i punti iniziano a pesare, che in Serie B ogni partita mette qualcosa in palio e che, soprattutto quando l’obiettivo è la salvezza, ogni punto può fare la differenza. Ma siamo ancora agli albori di un percorso e ci sembra francamente troppo presto per poter dare giudizi definitivi o, peggio ancora, per bollare il lavoro di una squadra. Questa rosa è stata costruita in maniera diversa rispetto a quella della passata stagione. Più linearmente, più gradualmente. E soprattutto, negli ultimi giorni di mercato, non è stata stravolta. Un fattore che riteniamo positivo, perché permette al gruppo e all’allenatore di lavorare con una base più stabile e di costruire progressivamente identità e automatismi. Adesso, però, serve tempo. E servono soprattutto risposte dal campo. Domani a Carrara ci sarà quindi da soffrire, da stare dentro la partita e da dimostrare di aver imparato qualcosa dagli errori commessi a Mantova. Ci sarà da farlo senza il proprio pubblico, in un derby che avrebbe meritato tutt’altro scenario sugli spalti, ma anche con la consapevolezza che questa squadra dovrà trovare dentro di sé molte delle energie necessarie per affrontare una stagione che si preannuncia lunga e complicata.
E allora ci accodiamo volentieri alle parole pronunciate oggi da Pagliuca in conferenza stampa. Il tecnico ha raccontato una pensiero che gli ha detto suo figlio e che, in fondo, racchiude perfettamente quello che dovrebbe essere lo spirito dell’Empoli di questa stagione: stare insieme, proteggersi, rimanere uniti. Perché questo è davvero uno di quei momenti nei quali servirà essere squadra. E nelle difficoltà, più che nei momenti facili, devono venire fuori l’amore, l’affetto e l’attaccamento. Quelli verso la maglia, verso i compagni, verso chi lavora ogni giorno per questa squadra e verso una piazza che porta dentro di se tutto l’orgoglio di essere empolesi. Tutti insieme, dunque. Perché questa stagione sarà lunga, complessa, molto diversa dalle ultime vissute e capirlo, tutti, quanto prima, potrà fare la differenza. E sarà nelle difficoltà che Empoli dovrà dimostrare di essere davvero un tutt’uno.
















Voglio vedere se Di stefano è un valore aggiunto, o un giocatore in meno.