Il pareggio di Ascoli ha rappresentato un primo, importante segnale di reazione. Dopo tre sconfitte consecutive, l’Empoli è riuscito a fermare l’emorragia di risultati, ritrovando una parte di quell’ordine e di quella compattezza che erano mancati nelle precedenti uscite. Lo avevamo detto a caldo e lo ribadiamo a qualche giorno di distanza: uscire con un punto dal Del Duca, contro una squadra in un momento positivo e in un ambiente particolarmente caldo, non era affatto scontato. Gli azzurri hanno dato risposte interessanti anche sul piano della prestazione, mostrando di poter ripartire da una base sulla quale Andreoletti dovrà adesso continuare a lavorare. Ma il calcio, come sappiamo, non concede molto tempo per guardarsi indietro. Il pareggio ha avuto un valore, ma quel valore dovrà essere confermato e possibilmente amplificato dalla gara di questa sera al Castellani contro il Vicenza. In Serie B non esistono partite semplici e nessun avversario può essere considerato battuto prima di scendere in campo. Allo stesso tempo, però, ci sono appuntamenti che, nel percorso di una squadra con l’obiettivo della salvezza, assumono un peso particolare. Questa è una di quelle occasioni. Il Vicenza è una formazione alla portata dell’Empoli e, soprattutto giocando in casa, gli azzurri devono provare a costruire il proprio cammino anche attraverso gare di questo tipo. La vittoria manca da diverse giornate e Andreoletti, arrivato alla sua terza partita sulla panchina azzurra, cerca ancora il primo successo. Non è una questione di mettere pressione al nuovo tecnico, ma di comprendere quanto sia importante iniziare a trasformare i segnali di ripresa in punti. Perché il campionato è lungo, le difficoltà non mancheranno e ogni occasione sfruttata può diventare fieno prezioso in cascina.

Empoli-Vicenza, poi, non è una partita come tutte le altre. Per chi ha vissuto la storia azzurra, il pensiero corre inevitabilmente all’8 giugno 2012, a quella serata che ancora oggi occupa un posto speciale nella memoria collettiva del nostro club. Il 3-2 in rimonta nella gara di ritorno dei playout, dopo il pareggio dell’andata, rappresentò molto più di una semplice vittoria: fu una liberazione, un passaggio decisivo per evitare la retrocessione in Serie C e una di quelle notti capaci di lasciare un segno indelebile. C’è il rigore parato da Renato Dossena, ci sono le emozioni di una rimonta che sembrava impossibile e c’è il ricordo di uno stadio trascinato da una tensione difficilmente raccontabile a chi non c’era. Quella è diventata, a pieno titolo, “la Partita”, con la P maiuscola. Pochi altri momenti della storia ultracentenaria dell’Empoli possono avvicinarsi a quel carico emotivo, come la prima vittoria a Firenze o la finale playoff di Serie C vinta a Modena contro il Como. Naturalmente, quella di questa sera è tutta un’altra storia: sono cambiati i protagonisti, le squadre e il contesto, e nessuno scenderà in campo con il peso di quella sfida sulle spalle. Ma il calcio è anche memoria, appartenenza e capacità di riconoscersi in una maglia attraverso generazioni diverse. Il precedente del 2012 resterà sempre un capitolo speciale del rapporto tra Empoli e Vicenza, mentre oggi la priorità è scrivere una pagina nuova, con esigenze e obiettivi completamente differenti.

Sul piano tecnico, ci aspettiamo una partita nella quale l’Empoli dovrà cercare di imporre il proprio gioco senza perdere l’equilibrio ritrovato ad Ascoli. Il Vicenza di Fabio Gallo, neopromosso ed a sei punti dopo sette giornate, si presenta con un sistema di partenza che dovrebbe essere il 3-5-2, lo stesso schieramento abitualmente utilizzato dagli azzurri. Una disposizione che rende interessanti i duelli sulle corsie esterne e il confronto in mezzo al campo, dove sarà importante riuscire a trovare le giuste distanze e non concedere agli avversari la possibilità di ripartire con facilità. I biancorossi hanno raccolto fin qui una sola vittoria, all’esordio contro il Catanzaro, e arrivano dal pareggio per 2-2 sul campo del Benevento. Non sono numeri che autorizzano a sottovalutarli, ma raccontano una squadra che, come l’Empoli, è ancora alla ricerca di continuità. Per gli azzurri sarà fondamentale affrontare la gara con personalità, senza farsi condizionare dall’urgenza di vincere e senza trasformare ogni pallone in una situazione da risolvere in fretta. Andreoletti dovrà fare i conti con la probabile assenza di Yepes, che si proverà a recuperare fino all’ultimo ma che appare destinato a non essere disponibile: in cabina di regia una delle alternative potrebbe essere Deli oppure Degli Innocenti. Davanti, invece, è difficile immaginare fin dall’inizio la coppia Shpendi-Popov, mentre il possibile ritorno di Distefano e Monaco almeno tra i convocati potrebbe restituire al tecnico qualche soluzione in più a gara in corso. Al di là dei nomi, ciò che conta è vedere un Empoli capace di accompagnare meglio l’azione, di essere più incisivo negli ultimi metri e di non smarrire quella compattezza che ad Ascoli ha rappresentato uno dei segnali più incoraggianti. Il punto conquistato nelle Marche deve servire proprio a questo: dare fiducia, ma anche consapevolezza del fatto che il percorso è ancora tutto da costruire.

Questa è stata anche la settimana dell’intervista esclusiva a Rebecca Corsi, un’occasione importante per fare chiarezza su alcune questioni che da tempo accompagnano le discussioni attorno al club. Dalla ricerca di un nuovo socio alla situazione economica, passando per il progetto del Castellani e le prospettive sportive, la vicepresidente e amministratrice delegata ha offerto ai tifosi elementi utili per comprendere meglio il momento dell’Empoli. Tra le sue parole, una delle più significative riguarda la difficoltà crescente di portare avanti da soli un modello familiare in un calcio diventato sempre più oneroso. Un tema che si intreccia con la necessità di ricostruire le fondamenta della società e con la volontà di dare continuità al percorso azzurro. È importante che su questioni così delicate ci sia spazio per il confronto e per dichiarazioni che aiutino a leggere il presente, senza trasformare le prospettive in certezze che ancora non esistono. Adesso, però, torniamo al campo, perché è lì che questa sera l’Empoli dovrà dare la risposta più immediata. Il pareggio di Ascoli ha rappresentato un primo passo, ma da solo non basta a cambiare il volto della classifica. Contro il Vicenza serve una prestazione solida, concreta e possibilmente accompagnata da una vittoria che possa restituire entusiasmo e rendere meno complicato il cammino delle prossime settimane. Nessuno pretende che una sola partita diventi oggettiva per il campionato, ma ci sono serate nelle quali bisogna provare a mettere qualcosa in più, soprattutto quando si gioca davanti al proprio pubblico e contro un’avversaria che è alla portata. L’Empoli deve tornare a vincere, per il morale, per la classifica e per dare sostanza ai segnali di ripresa. Perché in Serie B non basta sopravvivere alle difficoltà: bisogna imparare a trasformarle in occasioni. E quella di questa sera, al Castellani, è un’occasione che gli azzurri non possono permettersi di sprecare

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Giornalista pubblicista, da sempre tifoso azzurro è tra i fondatori di Pianetaempoli.it sul quale scrive ininterrottamente dal 2008. Per PE, oltre all'attività quotidiana, si occupa principalmente delle interviste post gara da tutta Italia. E' stato speaker ufficiale dell'Empoli FC per 5 stagioni.

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