10 giugno 1984. Ultima giornata del campionato di serie B. La “zona calda” della classifica recita: Cagliari 34, Cavese ed Empoli 33, Palermo e Pistoiese 32. Il Catanzaro a quota 30 è già retrocesso. 5 squadre, racchiuse in appena 2 punti, affidano le loro sorti agli ultimi 90 minuti del torneo per evitare la serie C. E’ uno dei finali thrilling più emotivamente intensi dell’epopea azzurra. Un anno dopo, la storia si ripete: il destino dell’Empoli si deciderà tutto nell’ultimo pomeriggio della stagione.

Foto di gruppo dell’Empoli stagione 1983-1984

Ci eravamo lasciati con un bagno di folla. Quello andato in scena il 5 giugno 1983, quando la festante invasione di campo di migliaia di tifosi azzurri celebrò la promozione dell’Empoli di mister Gianpiero Vitali. Capitan Francesco Radio e compagni travolsero la Paganese 4-1 riconquistando la serie B, 33 anni dopo l’ultima stagione vissuta in cadetteria. Se guardiamo al passato con gli occhi di chi, nel 2020, ha avuto la fortuna e il privilegio di assistere a 13 campionati di serie A, passando attraverso 6 promozioni nella massima categoria, non riusciamo a percepire a pieno l’euforia di chi, nei primi anni ’80, si trovò ad assaporare la serie B, dopo un interminabile periodo di anonimo torpore trascorso in C. Fu una sorta di liberazione. Il chiarore dopo oltre tre decenni di oscurità. L’inizio di una specie di età dell’oro.

Le “figurine” degli azzurri Calonaci e Cinello

Sulla scia dei successi azzurri, cominciò infatti un periodo di febbrile entusiasmo di cui si giovò tutta la cittadinanza empolese e l’intero movimento sportivo del territorio. La fattiva collaborazione tra la società e l’amministrazione comunale, unita al dinamismo di figure come Silvano Bini e l’Assessore allo Sport Sauro Cappelli, determinò il restyling dello Stadio Comunale. L’impianto di Via delle Olimpiadi aumenta di capienza dotandosi di una Maratona in legno e tubi metallici. Lo stadio torna a portare il nome di Carlo Castellani, la gloriosa bandiera azzurra ammainatasi nel lager nazista di Mauthausen. Con il salto di categoria, Empoli diventa una sorta di piccola oasi felice del calcio, dove si può lavorare con serenità, senza particolari pressioni. Comincia a delinearsi un modello di società che punta sulla crescita e la valorizzazione dei giovani. Una cultura sportiva della formazione su cui si fonda anche la scelta degli allenatori.

Vincenzo Guerini e Silvano Bini (foto libro “75° azzurro” di Carlo Fontanelli)

Terminata trionfalmente l’avventura di Vitali, la società affida la panchina a un giovane tecnico 30enne che ha dovuto appendere anzitempo gli scarpini al chiodo a causa di un terribile incidente stradale: Vincenzo Guerini. Il baffuto tecnico bresciano ha appena vinto il torneo di Viareggio e il campionato Primavera con la Fiorentina ma non ha alcuna esperienza in termini di prima squadra. Sarà un’altra scommessa vinta dalla coraggiosa e lungimirante dirigenza azzurra. Guerini lascia la Primavera viola e approda a Empoli portando con sé il difensore Luca Moz, ma soprattutto il 19enne Luca Cecconi, attaccante destinato a lasciare un segno rilevante nella storia azzurra. Nella stagione 1985-86, il bomber fucecchiese con la maglia dell’Empoli vinse il titolo di capocannoniere della Coppa Italia, con 9 gol segnati in 8 partite. Nessun altro giocatore azzurro è mai riuscito a centrare una simile impresa, compiuta nella stagione in cui l’Empoli fu capace di eliminare il Milan, spingendosi sino ai quarti di finale della competizione, dove fu eliminato nel derby con la Fiorentina. Cecconi si prese la sua personale rivincita molti anni dopo quando, da coach della Primavera azzurra, superò nel 2000 i viola 2-1 regalando all’Empoli il primo e unico torneo di Viareggio della sua storia.

L’impianto collaudato che ha appena vinto il campionato di C non subisce particolari alterazioni. La solida linea difensiva fu rinforzata dall’arrivo del duttile e roccioso Claudio Vertova, proveniente dalla Sanremese. Il giovane Walter Mazzarri, prelevato dalla Reggiana, aumenta la cifra tecnica del centrocampo, mentre il reparto avanzato, oltre a Cecconi, può contare sull’arrivo dell’attaccante friulano Gianfranco Cinello.  Il “Rosso di Fagagna” lascia l’Udinese per approdare in Toscana, dove resterà due stagioni segnando 20 reti che lo faranno entrare nel cuore dei tifosi empolesi. Il campionato del ritorno in B ha un unico preciso obiettivo: la salvezza. Da conquistarsi a tutti i costi. Con concretezza, pragmatismo e disponibilità al sacrificio. Non c’è spazio per spettacolo e sperimentazioni tattiche. Serve una mentalità operaia per lottare per la sopravvivenza.  L’Empoli, nonostante una pesante debacle interna nel derby con l’Arezzo, comincia bene, trascinato dai gol di Cinello che segna 7 gol nelle prime 9 partite. Poi, la scarsa esperienza e l’età media relativamente bassa della squadra producono una serie di risultati negativi che fanno precipitare Calonaci e compagni in piena zona retrocessione. Quando la situazione sembra irrimediabilmente compromessa, ecco che viene fuori la capacità, tipica degli azzurri, di tirare fuori il meglio di sé nei rush finali.

L’esultanza di Cinello dopo il gol salvezza (foto tratta da “75° azzurro” di Carlo Fontanelli)

A fine aprile l’Empoli inserisce un’altra marcia inanellando una serie di 8 risultati utili consecutivi. 3 vittorie e 5 pareggi, con un solo gol subito nelle ultime 8 gare di campionato. I ragazzi di mister Guerini vincono in casa un prezioso derby con la Pistoiese (1-0 gol di Cecconi) e superano l’emergente Cremonese di Mondonico (1-0 gol di Zennaro) che schiera un giovanissimo Gianluca Vialli e due giocatori di cui sentiremo presto parlare dalle nostre parti: Giulio Drago e Francesco Della Monica. Si giunge così al fatidico 10 giugno 1984. L’Empoli affronta al Castellani il Cesena per centrare il miracolo salvezza. Il Cagliari supera l’Arezzo e si mette in salvo. Il Palermo vince in casa con il Monza e raggiunge l’Empoli a quota 34. Stessa cosa fa la Pistoiese che condanna la Cavese nello spareggio salvezza. A fronte di questi risultati, l’Empoli è obbligato a vincere ma, al Castellani, il risultato non si sblocca. La tensione cresce fino all’80° quando Cinello, entrato in campo pochi minuti prima al posto di Calonaci, supera il portiere cesenate Rampulla e realizza il gol che vale una stagione nel tripudio del Castellani. Si compie il miracolo. Pistoiese, Palermo e Cavese seguono il Catanzaro in C, mentre l’Empoli conquista una storica salvezza. Ancora non è dato saperlo ma il gol di Cinello muterà il corso del destino. Le basi per i traguardi impensabili che si sarebbero materializzati nel giro di un paio d’anni sono state appena poste.      

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13 Commenti

  1. Mi ricordo di quella gara. C ero avevo 9 anni. Maratona di legno. Col babbo si fa il biglietto prima di entrare. Ad un certo punto finiti ma non perché già pieno ma perché non pensavano che co andasse così tanta gente e ne avevano stampati meno della capienza. Nella discussione pensando di dover andarmene a casa (pensate la delusione di un bimbo di 9 anni che non vede la gara finale) qualcuno lancia l idea: ti si da le 10 mila lire del biglietto e te ci fai entrare, d altronde posto c è ed è colpa vostra. Allora arriva l ok si paga E si entra. Cose di un calcio xhe non ci sono più

  2. CHE TEMPI… Sigh!!!
    Derby coi piri piri arancioni storico in tutti i sensi, salvezza con uno stadio stracolmo, festa in piazza. Senza telefonini e più che altro social che hanno fatto dare Barta alla gente! E proprio vero come dicevano i vecchi: si stava meglio quando sembrava di stare peggio!!

  3. Altri tempi ,con un pubblico affamato di Empoli , da lì in poi incomincia l’era azzurra manca poco alla celebre e storica promozione in A.

  4. Ero in tribuna laterale scoperta. Non vedevo quasi niente vista la moltitudine di spettatori presenti tanti in piedi davanti a me. Mi ricordo benissimo la gioia e la fine che fece la radiolina di un mio grandissimo amico alla fine della partita.

  5. Non ho mai visto gli Azzurri di quell’epoca perché troppo piccolo… credo che Cinello sia stato per l’Empoli di allora un gran bell’attaccante.

    E soprattutto uno dai gol importanti

  6. Vota le 5 partite della ns gloriosa storia:
    5) Empoli Paganese
    4) Empoli Cesena
    3) Empoli Como (playoff)
    2) Como Empoli
    1) Empoli Vicenza

  7. Presente in laterale nord..che caldo e che sofferenza..una partita da mettere nella top ten azzurra… comunque insieme a moz e Cecconi arrivò anche Torracchi

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