Punti di Svista – Errare è umano, perseverare diabolico –

Punti di Svista – Errare è umano, perseverare diabolico –

La parola d’ordine è “piedi per terra”, adesso più che mai, adesso che l’Empoli sembrerebbe davvero aver messo il titolo fine al periodo negativo che tra la fine di novembre e tutto dicembre ha caratterizzato il nostro campionato.   Con la vittoria su l’Ascoli gli azzurri hanno ottenu

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La parola d’ordine è “piedi per terra”, adesso più che mai, adesso che l’Empoli sembrerebbe davvero aver messo il titolo fine al periodo negativo che tra la fine di novembre e tutto dicembre ha caratterizzato il nostro campionato.   Con la vittoria su l’Ascoli gli azzurri hanno ottenuto il quinto risultato utile consecutivo ( pareggiati, come diceva anche Aglietti nel dopo gara di sabato scorso, i cinque negativi) frutto di tre vittorie e due pareggi, con un girone di ritorno che segna quota 10 punti in quattro partite, quattro in più rispetto al girono di andata, ma soprattutto nessuno ha fatto meglio dell’Empoli, collocando la squadra azzurra di diritto tra le nobili del campionato. Mentre scriviamo si deve ancora giocare il posticipo tra Novara e Torino e qualora i granata non dovessero ottenere i tre punti nel derby, l’Empoli sarebbe di diritto al sesto posto, in compartecipazione se il Toro pareggia, ma con la partita di Pescara da recuperare potremmo di diritto sentirci sesti in solitaria, ed il sesto posto, a tutti gli effetti, vale un posto nei playoff.   Ma l’ordine è di non guardare ancora verso l’alto. Gli occhi, volendo a tutti a costi guardare la classifica, devono scorrere verso il basso, guardando ad un altro dato, ovvero agli otto punti di distacco che ci sono nei confronti dell’attuale ultimo posto playout oppure al countdown, che adesso è a quota 14, contando i punti mancanti per arrivare alla benedetta o maledetta quota 50, la quota che salvo sorprese (difficili da verificarsi in questa stagione) garantiranno impossibili scivoloni verso l’inferno della Lega Pro.   Onestamente non crediamo ci sia niente di blasfemo se una squadra come l’Empoli una volta raggiunta una posizione come un sesto, settimo posto, guardi ai playoff e con occhi interessati possa farci anche un pensierino. Negli ultimi anni crediamo che la nostra squadra si sia ritagliata una sorta di credibilità, data da un recente passato molto importante, e lo dimostrano i media nazionali che comunque annoverano sempre la nostra squadra tra le pretendenti ad uno dei quattro posti per gli spareggi. Il recentissimo passato però, dopo la famosa quindicesima partita utile consecutiva, ci ha fatto accendere i fari, facendoci però, forse abbagliati da una luce alla quale ci eravamo dimenticati di poter guardare, sbandare ed andare totalmente fuori strada, rischiando non solo di farci sprofondare a livello di classifica, ma soprattutto di smarrire ogni sorta di sicurezza nei nostri mezzi mandando in confusione tutto l’ambiente, un ambiente giovane che sarebbe potuto andare in tilt.   Ed allora, una volta rimessa con un po’ di fatica la macchina in carreggiata, la prima operazione che è stata fatta è stata quella di andare a rispegnere i fari, riprovando a viaggiare in quella penombra che aveva positivamente contraddistinto una prima lunga fase di campionato. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Il carburante sembrerebbe essere stato proprio quel panettone che spesso è indigesto e che a volte, con troppa fretta non viene nemmeno fatto mangiare a chi ha il compito ed il dovere, oltre che di fare la formazione, di tenere saldo un gruppo, che nella fattispecie dell’Empoli, data anche la media molto bassa di età per una categoria importante e delicata come la B, non è assolutamente semplice.   Dal rientro dalla pausa natalizia sono indubbiamente cambiate mote cose, oltre ai risultati, che spesso sono la logica conseguenza degli atteggiamenti, vediamo una squadra molto più quadrata, ma soprattutto durante la settimana vediamo molta più coesione e molta più serenità nello svolgimento del lavoro quotidiano, serenità, non ce ne voglia nessuno, che per un periodo non corto sembrava aver cambiato indirizzo rispetto al campo sussidiario. Adesso c’è da mantenere questo trend, questa mentalità e magari andando a migliorare alcuni aspetti qualitativi si potrà aver ancora più equilibrio ed attraverso altri buoni risultati raggiungere quanto prima la sopracitata, benedetta o maledetta che sia, quota 50.   Ed allora, nella settimana che porta ad una gara importante come quella di Grosseto, fosse solo perché è un derby molto sentito, ma anche perché davvero il campionato azzurro potrebbe prendere una direzione davvero interessante,  non commetteremo l’errore fatto alla vigilia di un altro derby (quello con il Livorno, ndr.) ma valuteremo questa gara come una delle tante inserite nel conteso dei piccoli passi per arrivare alla nostra “Mecca”, perché errare è umano ma perseverare sarebbe davvero diabolico.   Al. Coc.

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