Punti di Svista | Il fondo è toccato, adesso rialziamoci !

Punti di Svista | Il fondo è toccato, adesso rialziamoci !

Quella con il Bari non è stata certamente la gara peggiore disputata dall’Empoli nell’ultimo periodo, certo si è preso un gol evitabile ma se ne sono presi di peggiori. E’ vero davanti abbiamo creato non molto e per la seconda volta in stagione non abbiamo segnato, ma la gara l’Empoli se l

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Quella con il Bari non è stata certamente la gara peggiore disputata dall’Empoli nell’ultimo periodo, certo si è preso un gol evitabile ma se ne sono presi di peggiori. E’ vero davanti abbiamo creato non molto e per la seconda volta in stagione non abbiamo segnato, ma la gara l’Empoli se l’è giocata e rimane un’espulsione sacrosanta non decretata a nostro favore.   Però, al di la della singola prova di Bari, dopo dieci gare di campionato, un quarto della stagione, la situazione è davvero triste, senza voler nemmeno prendere in considerazione i discorsi estivi di playoff, troviamo comunque una squadra partita con entusiasmo ed ambizioni, ad arrancare nei bassi fondi della classifica, tenuti a “galla” da un Ascoli che ha un meno 7 sulle spalle, una Juve Stabia che di punti di penalità ne ha sei, un Gubbio che non dovremmo vedere nemmeno di striscio ed un Vicenza che però sembra aver già cambiato passo.  Escluso quindi il Modena, lo scenario è ancora più deprimente.   Si fa veramente fatica a cogliere i perché di questa débâcle, di questi risultati che non possiamo nemmeno dire essere infausti per quello visto nelle partite disputate dai nostri. Una squadra con delle individualità innegabilmente di qualità, un gruppo che aveva dimostrato di poter far bene e di sapere anche soffrire, insomma c’erano (speriamo di poter dire ci sono) tutti gli ingredienti per un maturazione di una squadra che sembrava davvero destinata a far bene. Un aspetto da non sottovalutare era anche quello di un discreto entusiasmo ritrovato dalla piazza, un acquolina in bocca che era venuta un po’ a tutti noi amanti dei colori azzurri. Ovviamente non è nostro compito quello di trovare i perché di quanto sopra, di puntare il dito contro l’uno o contro l’altro. Di certo degli errori sono stati fatti: valutativi in sede di mercato? Una preparazione sbagliata? Noi possiamo avere una idea di massima, ci mancherebbe, ma non abbiamo ovviamente la risposta giusta al 100%. Forse nemmeno chi dovrebbe in questo momento ce l’ha.   Adesso però non è nemmeno il momento di criticare, certo c’è delusione e rabbia, ma non crediamo che a questa squadra, a questo gruppo, come medicinale si possa dare il bastone e solo questo. Le “rivolte di piazza” non porterebbero di certo a quello che in questo momento ci vuole, ovvero i risultati. Crediamo semmai che ora più che mai si debba fare quadrato, cercare di stare accanto ad un paziente ammalato, facendogli capire che ci siamo e siamo con lui, ma che lui per primo non si deve abbattere ed arrendere ad una situazione che potrebbe essere rimessa a posto con poco ma che con poco potrebbe anche precipitare.   Negli ultimi anni non eravamo forse più abituati ad una certa situazione, la spola tra la A e la B hanno fatto della categoria cadetta un qualcosa che forse spettava di diritto ad Empoli ed agli empolesi: adesso stiamo campendo che cosi non è e lo stiamo capendo nella maniera più forte in quella più inaspettata, in quella che sicuramente fa più male. Da qualche tempo la squadra è usuale a raccogliersi in cerchio per caricarsi, sotto la guida Pillon lo fanno solo gli undici che vanno in campo mentre con Aglietti lo facevano tutti, staff compreso. In quel momento anche noi, virtualmente, dobbiamo essere con loro, guardandoci negli occhi, come si fa tra persone per bene e chi si stimano che si vogliono bene, dicendoci che ce la possiamo, ce la dobbiamo fare. Un pizzico di cattiveria agonistica in più ed un pizzico di attenzione in più, non crediamo serva molto.     In qualche modo possiamo dire che il fondo è stato toccato, da adesso, il campionato per fortuna è ancora lungo, possiamo e dobbiamo solamente fare meglio, rialzare la testa, riprendere pienamente coscienza di quelle che sono le qualità di questa squadra, sempre con l’orgoglio che contraddistingue noi empolesi.   Al. Coc.

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