Si aprono inchieste, si chiedono relazioni specifiche e si presentano ricorsi. Spenti i riflettori sulla partita, Padova-Torino si accende per il braccio di ferro che porterà all’inevitabile scontro tra le due società dopo il blackout di sabato pomeriggio all’impianto luci dell’ Euganeo, con partita sospesa al 31′ della ripresa sull’1-0. Ieri sera il Toro, in base all’articolo 29 del codice di giustizia sportiva, ha presentato in Lega preannuncio di reclamo. Entro mercoledì dovrà produrre la documentazione e le motivazioni per chiedere la non omologazione della sfida e la relativa sconfitta a tavolino del Padova. La strada è stata tracciata e l’obiettivo è preciso, anche se ieri mattina il club veneto ha incaricato un perito esterno di accertare le responsabilità del danno patito al generatore dello stadio per evitare la mannaia della responsabilità oggettiva.

 

Il Toro vuole fare luce, in tutti i sensi, su quella che viene considerata una partita irregolare e soprattutto vuole lo 0-3 senza rigiocare i restanti 14 minuti. «Io vorrei che fosse sempre il campo a decidere i risultati – commenta Andrea Abodi, presidente della Lega Serie B -, ma poi mi rendo conto che non può essere sempre così. La partita verrà portata a termine in ogni caso e successivamente sarà il giudice sportivo ad omologare il risultato».

 

La situazione è delicata e potrebbe compromettere un campionato che ultimamente era riuscito a ritagliarsi il proprio spazio. Padova-Torino rischia di finire sub iudice e aprire polemiche infinite, ma Abodi invoca il buon senso. «Ne hanno avuto l’arbitro e i giocatori, che volevano proseguire – dice il giorno dopo – ora spero che ne abbiano anche le società. Ognuno farà la sua parte, ma io considero quello di Padova come un fatto straordinario. Che non mette a repentaglio un campionato con 470 partite. Anzi, lo valuto come l’eccezione che conferma la regola».

 

In ogni caso, la Lega Serie B oggi attiverà i propri uffici tecnici per accertare che cosa è successo allo stadio. «Ci sono licenze con requisiti specifici – conferma Abodi – e indagheremo per capire le cause: noi siamo un soggetto terzo garante di tutti, non ci faremo condizionare. Però la partita deve concludersi nei 14 minuti restanti, dopo ognuno farà quello che crederà più logico analizzando il referto arbitrale, la relazione della Procura Federale e gli accertamenti come Lega». Nell’attesa, il Toro si è portato avanti e presenterà ricorso per una partita che considera già finita. Almeno sul campo.

 

 Solo domani la Lega Serie B stabilirà la data del recupero di Padova-Torino, che probabilmente verrà fissato per mercoledì 14 dicembre alle ore 15. «Posso decidere da solo – spiega Abodi – ma per correttezza risentirò i due presidenti dopo il mancato accordo di sabato sera e poi deciderò. Questa settimana, comunque, non si gioca di sicuro». E ovviamente neanche dopo sabato 17, visto che iniziano le vacanze natalizie: il calendario offre poche alternative. Intanto il Padova allerta i propri avvocati per evitare la responsabilità oggettiva, mentre il Toro si fa forza anche dei precedenti specifici. Dopo quello del 2008 in Bitonto-Matera, emergono altri 2 casi di partite sospese per blackout che hanno portato alla sconfitta a tavolino per la squadra ospitante: Carrarese-Casarano di serie C nel 1984-‘85 e il 7 settembre 1969 nel derby Lazio-Roma di Coppa Italia.

fonte: la stampa

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Giornalista pubblicista, da sempre tifoso azzurro è tra i fondatori di Pianetaempoli.it sul quale scrive ininterrottamente dal 2008. Per PE, oltre all'attività quotidiana, si occupa principalmente delle interviste post gara da tutta Italia. E' stato speaker ufficiale dell'Empoli FC per 5 stagioni.

7 Commenti

  1. Il Torino di Cairo rappresenta quanto di più lontano esista dalla sportività…
    Spero tanto che comunque vada la questione dei 3 punti a tavolino, dalla prossima giornata possano perdere tante partite quante bastano per non andare in A.
    Ipocriti e moralisti: come la Juve, Voi siete come la Juve, come la Juve…
    (anzi peggio!)

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