Settembre 1952. L’Empoli si presenta ai nastri di partenza del campionato con grande entusiasmo. L’anno precedente, classificandosi al secondo posto, ha ottenuto l’ammissione alla neonata Serie C a girone unico. L’eterogeneità del raggruppamento lo pone di fronte a una nuova sfida, difficile e dispendiosa, che lo porta a percorrere migliaia di chilometri lungo tutto lo Stivale. Oltre a trasferte ravvicinate come Pisa e Livorno, l’Empoli deve affrontare viaggi estenuanti per raggiungere località come Lecce, Maglie, Taranto e Molfetta. Ma è anche il bello della nuova Serie C.
Una squadra rinnovata
Rispetto all’anno precedente sono cambiati molti interpreti. La perdita più importante riguarda l’attaccante Tullio Ghersetich, il quale dopo una stagione esaltante (18 gol in 33 partite), è passato alla Fiorentina in Serie A. La società azzurra lo ha sostituito con il venticinquenne triestino Carlo Maluta, che non al termine della stagione riuscirà a mettere a segno 13 reti. L’altro calciatore su cui gli azzurri ripongono le maggiori aspettative è Silvano Trevisani, ala navigata arrivato proprio dalla Fiorentina. Anche lui riuscirà ad arrivare in doppia cifra.
L’Empoli si rende protagonista di un girone d’andata da “montagne russe”: cominci male perdendo la prima a Venezia, poi ne vince tre di fila, dando adito a un certo ottimismo; quindi non vince per tre gare, si sblocca alla quarta e ricomincia un altro periodo senza successi. Al giro di boa la squadra azzurra è settima, a otto lunghezze delle capolista Pavia e Alessandria ma a soli tre punti di vantaggio dalla “zona rossa”. Nel ritorno la storia non cambia: l’Empoli alterna prestazioni convincenti ad altre opache, che gli impediscono di fare il definitivo salto di qualità. La salvezza non è in dubbio, ma è il classico campionato di passaggio.
Gli azzurri di scena a Vigevano
Il 3 maggio 1953 l’Empoli ospita il Pavia, che si sta dirigendo verso la promozione in Serie B. E, inaspettatamente, trova una vittoria prestigiosa per 2-1, grazie alle reti di Maluta e Bernard. Il successo contro i lombardi è un’iniezione di fiducia importante per l’imminente finale di stagione. La settimana successiva l’Empoli va in trasferta a Vigevano, contro una squadra che è ormai rassegnata alla retrocessione. Rispetto alla gara vittoriosa di sette giorni prima, l’allenatore Piero Andreoli sostituisce Malinverni con Gambi e Bernard con Rosati. La formazione è la seguente: Bachi; Pesaresi, Nicolazzini; Puccetti, Biancardi, Gambi; Trevisani, Manenti, Maluta, Conforti, Rosati.
La cronaca dell’incontro viene riportata dal quotidiano Il Corriere dello Sport, a firma di Fausto Francese. “L’Empoli ha stabilito il primato, nella gara odierna, della maggiore segnatura in campo esterno; e da parte lomellina non c’è nessuna attenuante. Giornata così nera è difficile immaginare: portiere completamente sfasato, terzini lenti e spiazzati, mediani nulli. Il sestetto difensivo vigevanese è stato alla mercé degli avanti toscani che hanno improvvisato un vero e proprio.. tiro al piccione nei riguardi del portiere lombardo.
La vittoria più larga mai ottenuta in trasferta
Fino a quel momento, nella storia dell’Empoli, la vittoria esterna con più gol realizzati era datata 14 novembre 1926, quando sotto i colpi di Ramagli e Carlo Castellani gli azzurri avevano rifilato un gigantesco 0-9 al Rapid Peretola. Sembrava passato un secolo, erano letteralmente altri tempi. Indubbiamente era meno probabile che un nuovo record arrivasse in un campionato così equilibrato e incerto come la Serie C a girone unico. Fatto sta che l’Empoli, dopo appena otto minuti, è già in vantaggio di tre gol: il primo lo segna il centravanti Maluta, che raggiunge così la doppia cifra; il secondo è un’autorete di Barsani e il terzo lo segna ancora una volta Maluta. Il gol della bandiera di Perin è solo un lampo, perché Rosati e di nuovo Maluta confezionano la cinquina con cui si conclude il primo tempo.
Nella ripresa la musica non cambia. Oltre al solito Maluta, autore del personale poker al 55′, trova gloria anche Trevisani, poi sale in cattedra Manenti, autore di una tripletta. Il risultato finale è un mastodontico 10-1. Il commento finale del Corriere dello Sport la dice lunga su quanto visto in campo: “Sugli scudi la compagine toscana che si è dimostrata la migliore che sia scesa quest’anno allo stadio vigevanese. Non sapremmo davvero chi indicare, tra i giocatori toscani, che meriti l’elogio maggiore: tutta la compagine ha girato alla perfezione ed i cinque uomini dell’attacco, che sono stati i protagonisti maggiori, si sono prodigati in maniera veramente superlativa”.














Era presidente mio nonno,Carlo Rigatti.Carlo Bollini
A questa non c’ero…non ero neppure nato…