Con lo scudetto conquistato dalla Under 17 si conclude la Stagione 2025/26 del Settore Giovanile dell’Empoli FC, almeno per quanto riguarda le squadre ”maggiori”. Un Stagione che non può che essere definita straordinaria: vittoria del Campionato Primavera 2, Quarti di Finale per la Under 16 sconfitta dalla Juventus che poi sarebbe andata a vincere lo scudetto di Categoria, Finale per la Under 15 ed un secondo posto che anche se non regala sorrisi pieni dà comunque il senso di una Stagione vissuta da protagonisti assoluti, ed infine lo Scudetto della Under 17. Sulla Stagione dei ragazzi di mister Tonelli è stato detto e scritto di tutto: una squadra dai valori tecnici e caratteriali di rilevenza assoluta, un gioco tanto tatticamente efficace quanto esteticamente bello da vedere, tante individualità con elevato tasso tecnico ed infine la capacità del mister di aver saputo mixare il tutto in un gruppo tra i più forti visti ad Empoli almeno da vent’anni a questa parte. Se non bastano le parole a definire il racconto di questa squadra lasciamo parlare i numeri: nelle 28 partite disputate i ragazzi in maglia azzurra hanno realizzato 106 reti, che fa una media di 3,79 gol a partita, subendone 27 e solo 2 volte hanno perso!!! In un Paese normale alcuni di questi ragazzi sarebbero già aggregati alla prima squadra ma l’Italia è un Paese che non ama molto i giovani, neppure nel calcio, e li lascia nelle retrovie dove a volte – purtoppo – di smarriscono e si perdono. Il coraggio non abita nel Bel Paese perché qui si valutano l’anagrafe, l’altezza, il peso, magari anche il colore della pelle, e non l’unica cosa che si dovrebbe valutare: se uno è bravo, se sa giocare, se ha le qualità tecniche e di personalità per giocare anche nei Campionati dei ”grandi”. Il ”prontismo” di cui parlai in un articolo di un anno fa è il carattere distintivo di molti tifosi e degli addetti alle cose del calcio in Italia. Tutto bene, basterebbe poi non lamentarsi se non crescono talenti e se l’Italia non va ai Mondiali. L’Italia del pallone manca di coraggio, impelagata com’è nei mille giochini del Palazzo, dove ci stanno centro gli eterni procuratori, Dirigenti spesso impreparati o che pensano solo a monetizzare subito e non a far crescere talenti.
Da non dimenticare anche l’impesa dalla Under 15 di mister Gambirasio che ha offerto, oltre ad una buona qualità di gioco, l’idea di una squadra solida e ben strutturata, con tanti ragazzi interessanti in crescita, pronti per fare il salto nella Categoria superiore. Peccato che la squadra, proprio nella gara che poteva consegnargli lo Scudetto, dopo avermdominato per 30 minuti un imbarazzato Milan, si sia distratta in due sole occasioni che sono costate i gol e la vittoria finale dei lombardi. Poi la squadra si è come smarrita e non ha avuto la forza di mettere in discussione il risultato. Rimane comunque la consapevolezza di un percorso di altissimo livello e di una crescita dei ragazzi che fan ben sperare per il prossimo anno.
Rimane da dire della Primavera di mister Filippeschi. Ha vinto il Campionato di Primavera 2 come era negli auspici e nelle aspettative ma il modo in cui lo ha fatto va oltre il pronostico. Una squadra che nelle 31 gare disputate (30 di Campionato più la gara per l’assegnazione della Supercoppa) ha segnato qualcosa come 78 gol subendone appena 20, con 2 sconfitte l’ultima delle quali il 25 ottobre 2025 e inanellando 25 risultati utili consecutivi. La ciliegina sulla torta la consuista della Supercoppa e l’orgoglio di avere tra le proprie fila il capocannoniere della Categoria, Salvatore Monaco, con 26 gol realizzati in 25 partite. Un gruppo che la prossima Stagione è già pronto per disputare il Campionato di Primavera 1 e che sarà rinforzato anche dai ragazzi della Under 17. Potrebbe essere la mina vagante del Campionato.
Un’ultima considerazione. L’Empoli FC nella sua lunga storia ha disputato una quindicina di Finali, almeno dieci per la conquista delllo Scudetto, perdendone molte ma rimanendo sempre in alto nel panorama di calcio giovanile italiano. Ha conquistato ”solo” 4 titoli nazionali: nella Stagione 1998/99 con la Primavera: in panchina c’era l’ex azzurro Ezio Gelain; nella Stagione 2018/19 con gli Under 16: in panchina c’era l’ex azzurro Antonio Buscè; nel 2020/21 conquista il secondo scudetto la Primavera: in panchina Antonio Buscè; quest’anno lo Scudetto Under 17: in panchina l’ex azzurro Lorenzo Tonelli. Oltre a questi titoli di Campionati Nazionali aggiungiamo la conquista con la Primavera della Coppa Italia 1991/92: in panchina l’ex azzurro Ettore Donati; nel 2000 la conquista del Torneo di Viareggio (quando ancora era una delle manifestazioni più importanti del panorama giovanile italiano e non solo): in panchina l’ex azzurro Luca Cecconi. Facile individuare il denominatore comune di queste vittorie: il panchina ci sono sempre stati ex giocatori che avevano indossato la maglia azzurra, giocatori con un forte senso di appartenenza, simboli di una identità precisa che l’Empoli nel tempo ha saputo rappresentare. E’ un’indicazione per le scelte future che la Società si avvia a fare. Che sia ancora della famiglia Corsi o no nella storia dell’Empoli c’è una precisa identità, un modo di fare e vivere il calcio che si racchiude nella frase (negli ultimi tempi purtroppo spesso abusata) ”fare l’Empoli”. I ragazzi che negli anni hanno contribuito a portare alto in Italia e non solo il nome di questa Società e di questa citta lo meritano. E lo meritano anche i tifosi: non certo da grandi numeri ma attaccati alla maglia ed ai valori che nel tempo questa ha saputo esprimere. Non smarrire questi valori, anzi riaffermarli e rafforzarli, dovrà essere la prima scommessa dell’Empoli del futuro.
Rimane un ultimo compito al quale con piacere assolvere: quello di fare le più sincere congratulazioni a tutti quelli che, visibili o invisibili, hanno contribuito a fare grande questa Stagione del Settore Giovanile azzurro. Da Federico Bargagna a Matteo Silvestri, a tutti i loro collaboratori dietro e lontano dalle scrivanie, a tutti gli staff tecnici e sanitari delle varie squadre e sopratutto a loro: i giocatori, senza i quali non avremmo potuto vivere emozioni così intense. E’ bello per chi può vedere questi ragazzi poterne seguire la crescita tecnica ed umana, ritrovarli nelle squadre dei grandi per chi del calcio ha fatto una professione o magari altrove, lontano da un campo sportivo, uomini fatti e condividere con loro un ricordo, qualcosa che rimane nel tempo, oltre i risultati, oltre quello che si vede in una gara. Piccole storie della memoria di un vecchio tifoso. Il calcio sa regalarti anche questo.














Bell’articolo, come sempre! Ecco perche mi sarebbe piaciuto Busce alla guida della prima squadra
Complimenti al direttore e alla sua tenacia nel perseguire i giusti obiettivi sull’impiego dei giovani in prima squadra. (n.b. l’under 15 non ce l’ha fatta col Milan, e non col Genoa)
Adesso viene il bello.. togliete Filippeschi dalla primavera altrimenti si retrocede nuovamente!
Hai ragione Guido! un refusilo di cui mi scuso. Grazie della segnalazione. Correggo subito