Iniziamo questo pezzo facendo subito i complimenti alla nostra formazione Primavera, che oggi ha conquistato i punti necessari per tornare matematicamente in Primavera 1, ovvero la Serie A di categoria. L’Empoli, allenato da Andrea Filippeschi, ha raggiunto questo traguardo con largo anticipo, al termine di una cavalcata che da tempo lo vedeva in testa alla classifica. Era, in un certo senso, l’obiettivo minimo stagionale per la principale squadra del settore giovanile, ma vincere un campionato non è mai semplice, a nessun livello. Per questo vanno fatti i complimenti ai ragazzi, al mister, allo staff e anche alla società, che ha saputo fare le scelte giuste portando a compimento questa missione. La speranza è che domani, pur in uno scenario diverso dove non si parla di titolo ma di salvezza, anche la prima squadra allenata da Fabio Caserta possa regalarci una soddisfazione. Sulla gara che si giocherà domani all’Euganeo contro i biancoscudati non c’è molto da aggiungere rispetto a quanto già detto. È chiaro che l’Empoli è chiamato a fare punti, possibilmente tre. Si giocherà in un ambiente caldo, anche perché lo stadio Euganeo inaugurerà la Curva Sud, nuova casa del tifo padovano, e si stanno registrando numeri importanti per la vendita dei biglietti. Al di là di questo, però, la squadra azzurra ha sulla carta tutto ciò che serve per dimostrare di essere superiore ai veneti. Domani non ci dovranno essere scuse né alibi: chi scenderà in campo, dall’inizio o a gara in corso, dovrà dare il massimo, vivendo la partita come se da essa potesse dipendere, se non la vita, quantomeno il proprio percorso sportivo. Deve esserci piena consapevolezza della posta in palio: non si gioca per la gloria, ma per evitare che il club si ritrovi in una situazione estremamente complicata. Dal punto di vista aritmetico non arriveranno verdetti, ma in palio c’è ossigeno puro. Con una vittoria l’Empoli potrebbe guadagnare terreno, tenere a distanza il Padova e magari recuperare qualche posizione, aumentando il margine sulle inseguitrici in vista del finale. In caso contrario, il rischio sarebbe quello di sprofondare nelle sabbie mobili di una classifica che potrebbe non vedere più il destino completamente nelle nostre mani.

Il calendario, guardando in prospettiva, non è dei più semplici. Al Castellani arriverà l’Entella in una gara sulla carta abbordabile, considerando le difficoltà dei liguri lontano da casa. Le ultime tre partite, invece, si presentano molto più complicate: trasferte come quelle di Venezia e Monza, ad oggi, appaiono proibitive, anche se poi il campo può sempre raccontare qualcosa di diverso. Ecco perché i punti di domani diventano fondamentali. A questo punto conta soprattutto il risultato. Anche se la prestazione dovesse essere positiva, cosa che non sempre si è vista, un eventuale esito negativo non potrà essere utilizzato come giustificazione. Si sta mobilitando anche la tifoseria azzurra: dovrebbero essere oltre 400 i sostenitori al seguito della squadra, con l’auspicio di replicare i numeri visti a Genova. Un segnale chiaro: in questo momento tutto passa in secondo piano, l’unico obiettivo è centrare la salvezza, che rappresenta il minimo indispensabile per questo gruppo e per questa squadra. Considerando che Elia non dovrebbe partire dal primo minuto, la formazione iniziale dovrebbe ricalcare, almeno dal punto di vista dell’assetto tattico, quella vista a Genova. Ci saranno però con ogni probabilità dalle due alle quattro variazioni negli interpreti. Un cambio appare certo in attacco, per quanto riguarda il compagno di Shpendi. Un’altra modifica dovrebbe riguardare la difesa, molto probabilmente nel ruolo di terzino destro, mentre non è da escludere qualche novità anche a centrocampo, anche se in questo caso la situazione è meno chiara e le scelte definitive si capiranno soltanto a ridosso della gara. Va detto anche che l’Empoli si troverà di fronte un Padova con diverse assenze e reduce da una striscia di cinque sconfitte consecutive. Numeri che, da soli, non offrono garanzie in vista della partita, ma che raccontano comunque di una squadra con fragilità evidenti, per certi versi anche superiori a quelle mostrate dagli azzurri. Il Padova, per provare a raggiungere la salvezza, avrà forse ancora più bisogno dell’Empoli di conquistare i tre punti e, per farlo, dovrà inevitabilmente scoprirsi. Sarà quindi fondamentale saper reggere l’urto nei momenti di pressione dei biancoscudati e poi essere bravi a riorganizzarsi e costruire gioco in maniera efficace. Proprio questo è l’aspetto che è mancato a Genova, dove si è visto troppo spesso un giro palla sterile, incapace di creare superiorità numerica e, di conseguenza, occasioni pericolose. Domani, sotto questo profilo, servirà un cambio di passo importante. Spetterà poi alla squadra mettere in pratica quanto provato durante la settimana, traducendo sul campo ciò che viene richiesto. Intorno alle 17 di domani potrebbe arrivare un momento davvero decisivo all’interno di questa stagione, capace di dare un indirizzo chiaro a un campionato che, per quanto difficile, complicato e fin qui insoddisfacente, deve essere salvato.

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Giornalista pubblicista, da sempre tifoso azzurro è tra i fondatori di Pianetaempoli.it sul quale scrive ininterrottamente dal 2008. Per PE, oltre all'attività quotidiana, si occupa principalmente delle interviste post gara da tutta Italia. E' stato speaker ufficiale dell'Empoli FC per 5 stagioni.

5 Commenti

  1. Nessuna scusa, non ci sono alibi…. il tempo delle femminucce è finito, serve essere uomini…. non possono essere 12mila patavini una minaccia, non si gioca a S.Siro o allo Stadium ….. il Padova è in emergenza, ma questo non dovrà essere un alibi per noi, ma un modo per centrare un risultato positivo, meglio i 3pt…. ma non dobbiamo assolutamente concedere regali e nemmeno essere compassionevoli come a Genova…. dobbiamo dare risposte importanti!!!!

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