Reduce dall’Europeo Under 19 disputato con la sua Ucraina, Bohdan Popov è stato uno degli ultimi ad aggregarsi al ritiro dell’Empoli. Un arrivo inevitabilmente posticipato rispetto ai compagni, con pochi giorni per rifiatare dopo gli impegni internazionali. È quindi del tutto normale che, in questa fase della preparazione, la sua condizione non sia ancora quella ottimale. Nessuna situazione particolare. Se oggi c’è un giocatore sul quale si percepisce una certa attesa, quello è proprio il centravanti ucraino. Perché, salvo eventuali sviluppi di mercato che al momento non sembrano rappresentare uno scenario concreto (almeno in termini di partenza fisica del giocatore), questa potrebbe essere davvero la stagione della definitiva esplosione di Popov. Un’annata nella quale il classe 2007 è chiamato a trasformare le qualità, già ampiamente intraviste, in continuità e peso specifico all’interno dell’Empoli.

Le sue caratteristiche sembrano sposarsi in maniera naturale con il calcio che Guido Pagliuca vuole proporre. Popov è una prima punta vera, un attaccante capace di occupare l’area di rigore ma anche di lavorare per la squadra. Ha struttura fisica, sa proteggere il pallone, è bravo ad attaccare la profondità e possiede una tecnica che gli permette di dialogare con i compagni senza limitarsi al ruolo di semplice finalizzatore. È un centravanti moderno, capace di alternare il lavoro spalle alla porta ai movimenti in verticale, mettendo costantemente sotto pressione la linea difensiva avversaria. Nel 3-5-2 rappresenta una soluzione ideale come uno dei due riferimenti offensivi. Può essere il centravanti capace di dare profondità, di far salire la squadra e di aprire spazi per il compagno di reparto, senza rinunciare ad essere presente in area quando l’azione arriva sulle corsie laterali. Un profilo che, per caratteristiche, offre diverse soluzioni all’interno del sistema di gioco di Pagliuca. Ma anche nel 3-4-2-1 le sue qualità trovano una collocazione naturale. In questo assetto Popov diventa il riferimento offensivo della squadra, il terminale avanzato chiamato a dare profondità, a legare il gioco con i due trequartisti alle sue spalle e soprattutto a trasformare in gol il lavoro prodotto dalla manovra offensiva. Un ruolo da prima punta a tutti gli effetti, nel quale può sfruttare fisicità, movimenti e senso del gol.

Non è un caso, del resto, che proprio Guido Pagliuca sia stato l’allenatore che, nella passata stagione, aveva dimostrato di credere maggiormente nelle sue qualità. Dei tre tecnici che si sono alternati sulla panchina azzurra – Pagliuca, Dionisi e Caserta – è stato proprio il primo a regalare a Popov lo spazio più significativo e, soprattutto, a mettere in evidenza le sue qualità migliori. In quel primo periodo della stagione si era visto un ragazzo con personalità, capace di reggere il confronto con il calcio dei grandi e di lasciare intravedere un potenziale importante. Successivamente il continuo alternarsi delle guide tecniche e le esigenze del momento hanno inevitabilmente rallentato il suo percorso, ma le qualità non sono mai state messe in discussione. Anzi, all’interno della società la convinzione è sempre rimasta quella di avere tra le mani un attaccante sul quale costruire una parte del futuro.

Adesso le condizioni sembrano essere quelle giuste. Pagliuca conosce perfettamente il giocatore, il ragazzo sa cosa gli viene richiesto e l’Empoli sembra intenzionato a concedergli lo spazio necessario per completare definitivamente il proprio percorso di crescita. La preparazione è ancora lunga e servirà qualche settimana perché Popov raggiunga il massimo della condizione, ma questa è probabilmente una delle notizie che interessano meno. Quello che conta davvero è la sensazione che aleggia attorno al giovane ucraino: l’Empoli ci crede, il tecnico ci crede e anche chi osserva quotidianamente il lavoro della squadra ha l’impressione che il momento sia arrivato. Per Bohdan Popov potrebbe essere davvero la stagione della consacrazione, quella con la “S” maiuscola.

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Giornalista pubblicista, da sempre tifoso azzurro è tra i fondatori di Pianetaempoli.it sul quale scrive ininterrottamente dal 2008. Per PE, oltre all'attività quotidiana, si occupa principalmente delle interviste post gara da tutta Italia. E' stato speaker ufficiale dell'Empoli FC per 5 stagioni.

5 Commenti

  1. Ho paura che paga il voler per forza arrivare …
    casi come Camarda , Pafundi ormai c’è ne tanti ormai e così 3 partite col pallone che ti picchia addosso e sei un fenomeno… poi vedremo !
    Prima la testa se va nel pallone perche la palla non va dentro come anno sara un casino per il ragazzo !
    Mio pensiero si spera che arrivo a 20 gol come Tavano , Maccarone , Caputo …

  2. Ci vuole un attaccante da 10 gol , non si può giocare con tutti i ragazzini qualche giocatore di categoria ci vuole , anche questa sessione di mercato avete preso tanti soldi dalle vendite spendetelo un minimo

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