Il mercato ha ancora più di quindici giorni davanti e sarebbe dunque un errore considerare quello attuale come il volto definitivo dell’Empoli. Da qui al 1° settembre cambieranno ancora parecchie cose, in entrata e soprattutto in uscita. Ma è altrettanto vero che, alla vigilia del primo impegno ufficiale, un primo identikit della squadra di Guido Pagliuca si può già tracciare. Ed è un Empoli profondamente diverso da quello che aveva chiuso la passata stagione. Molti dei protagonisti dell’ultimo campionato hanno salutato Monteboro: chi per fine contratto, chi per la fine di un prestito o per il mancato esercizio del diritto di riscatto, chi attraverso cessioni definitive. Sono partiti, tra gli altri, Ignacchiti, Konate, Guarino ed Elia, e il gruppo azzurro ha quindi dovuto necessariamente cambiare pelle. Sono arrivati nuovi elementi e altri sono tornati dai rispettivi prestiti. Tra gli innesti più interessanti ci sono Filippo Distefano, arrivato a titolo definitivo dalla Fiorentina, Lapo Deli, sempre dalla Fiorentina, Cristian Cauz e Karim Zedadka, esterno proveniente dal Südtirol. Un gruppo che Pagliuca sta modellando secondo idee ormai abbastanza chiare, con il 3-5-2 come punto di riferimento. E proprio la vigilia del primo impegno ufficiale, domani con il pregara, ci permetterà di capire qualcosa in più anche sulle gerarchie.
In porta: Seghetti davanti a Perisan?
Partiamo dalla porta, dove numericamente l’Empoli ha quattro elementi: Seghetti, Perisan, Brancolini e Filippis. La sensazione, oggi, è che la corsa vera sia soprattutto tra Seghetti e Perisan, con il primo che sembra avere qualcosa in più nelle gerarchie iniziali di Pagliuca. Una situazione che naturalmente potrà essere meglio fotografata dalla formazione ufficiale di domani. Brancolini e Filippis, invece, partono alle spalle dei due principali candidati.
La difesa a tre: Indragoli-Curto-Tosto
Davanti al portiere c’è una linea che sembra avere già una fisionomia abbastanza precisa. Ad oggi, il terzetto che immaginiamo titolare è composto da Indragoli, Curto e Tosto. Tre giocatori con caratteristiche differenti ma che possono interpretare bene una difesa a tre nella quale il lavoro degli esterni diventa fondamentale per dare ampiezza alla squadra. È tornato anche Simone Romagnoli, una conferma arrivata dopo la scadenza del precedente contratto. Il difensore rappresenta un’alternativa importante e può soprattutto essere l’alter ego di Curto. Sulla corsia mancina, invece, c’è una situazione tutta da seguire. Tosto parte davanti, ma l’arrivo di Cauz può cambiare le gerarchie. Poi c’è il giovane Bembnista, pronto per il salto tra i grandi ma come alternativa.
Un centrocampo a cinque tutto da scoprire
Quello mediano è probabilmente il reparto più interessante da leggere in chiave tattica. Nel 3-5-2 di Pagliuca il ruolo del regista è centrale e oggi ci sono almeno tre giocatori che possono interpretarlo: Yepes è il candidato numero uno, ma attenzione a Belardinelli e anche a Degli Innocenti, che ha nelle corde sia la posizione davanti alla difesa sia quella di mezzala. In questo momento, però, Degli Innocenti è ai box e questo naturalmente condiziona le valutazioni. Sulle fasce, Ceesay è il principale candidato a occupare la corsia di sinistra. Alle sue spalle si è fatto vedere molto bene Babalola, uno dei giovani che più hanno incuriosito durante il precampionato. A destra, invece, la posizione che lo scorso anno era spesso occupata da Elia ha visto adattarsi Egan, autore di alcune prestazioni interessanti. L’arrivo di Zedadka può però cambiare nuovamente le carte. E una delle possibilità è proprio quella di spostare Ceesay sulla destra, lasciando a Zedadka la corsia mancina che è la sua giocando a piede invertito. In mezzo, le due mezzali oggi sembrano avere i nomi di Magnino e Saporiti. Ma anche qui non mancano le alternative. Deli, arrivato dalla Fiorentina, è un giocatore sul quale ci sono aspettative importanti. A Livorno, nella sua prima parte di gara, ha mostrato qualità e personalità, salvo poi calare con il passare dei minuti. È comunque un profilo che può diventare molto utile all’interno del sistema di Pagliuca. E poi c’è Biondini. Il salto dall’Under 17 alla prima squadra è enorme, ma il ragazzo ha mostrato qualità interessanti e può rappresentare una delle scommesse più intriganti di questo Empoli.
Davanti c’è scelta ed il rebus Shpendi
Il discorso offensivo è quello inevitabilmente più legato al mercato. Stiven Shpendi oggi fa ancora parte della rosa, ma non sta attraversando un momento ideale dal punto di vista fisico e soprattutto è uno dei nomi più attenzionati sul mercato. È quindi difficile immaginare che la situazione possa rimanere invariata fino al 1° settembre. Se però – clamorosamente – dovesse restare e ritrovare la migliore condizione, non ci sarebbero molti dubbi: Shpendi, in questo Empoli, sarebbe un titolare. Mettendo per un attimo da parte l’albanese, oggi la coppia che immaginiamo davanti è quella composta da Popov e Distefano. Popov è un altro giocatore sul quale non mancano gli interessamenti, ma la sensazione è diversa rispetto a Shpendi. L’Empoli sa di avere tra le mani un ragazzo che può ancora crescere molto e che potrebbe beneficiare di un’altra stagione in azzurro. Per questo, salvo offerte davvero fuori mercato, l’idea è quella di trattenerlo. Distefano è un investimento tattico importante. L’arrivo a titolo definitivo dalla Fiorentina e il contratto fino al 2029 raccontano già quanto il club punti sul giocatore. Alle loro spalle ci sono soprattutto i giovani. Monaco è quello che in questo precampionato ha fatto vedere le cose più interessanti. Si vede che deve ancora accumulare esperienza nel calcio dei grandi, ma ha mostrato caratteristiche che possono renderlo una valida alternativa. Poi ci sono Campaniello e Busiello, altri due profili sui quali l’Empoli vuole continuare a lavorare, mentre Bianchi rappresenta l’esperienza di un reparto che altrimenti sarebbe molto giovane. Inizialmente poteva sembrare un candidato anche per un posto da titolare, oggi lo immaginiamo più come una delle prime alternative.
Un 3-5-2 che può diventare molto camaleontico
Il concetto tattico di Pagliuca è abbastanza evidente: tre difensori, cinque centrocampisti capaci di trasformarsi rapidamente in una linea a quattro o a cinque a seconda della fase, due attaccanti che devono garantire profondità e pressione. Il punto centrale sarà il lavoro degli esterni. Ceesay, Tosto (Cauz), Indragoli, Egan e Zedadka possono permettere al tecnico di modificare caratteristiche e interpretazione della stessa struttura senza necessariamente cambiare modulo. In mezzo, invece, la presenza di giocatori come Yepes, Belardinelli, Magnino, Saporiti e Deli offre soluzioni diverse. E la crescita di Biondini e il ritorno di Degli Innocenti possono aumentare ulteriormente la concorrenza. Davanti, invece, tutto dipenderà inevitabilmente dal mercato. Questa è dunque la fotografia dell’Empoli a oggi. Non quella definitiva, ma quella dalla quale Pagliuca sta partendo per costruire la sua squadra. Una squadra giovane, profondamente rinnovata rispetto a quella della passata stagione e ancora in costruzione, ma che ha già iniziato a prendere una forma precisa.
Al di là dei nomi e delle possibili gerarchie, è però interessante soffermarsi su come Pagliuca sta cercando di dare un’identità a questo Empoli. In fase di non possesso si lavora molto sulla pressione. L’idea è quella di non aspettare passivamente l’avversario, ma di cercare di condizionarne la prima costruzione, andando soprattutto a sporcare e oscurare le linee di passaggio. In queste prime settimane Magnino è stato uno dei giocatori che più di tutti ha fatto capire di aver recepito questo concetto: è spesso lui il primo a muoversi in avanti, cercando di togliere una soluzione all’avversario e di indirizzarne la giocata. È una pressione che deve naturalmente essere coordinata dal resto della squadra. Il 3-5-2, in questo senso, può diventare una struttura molto aggressiva, con le mezzali pronte ad accorciare e gli esterni chiamati a lavorare in entrambe le fasi. Ma la novità forse più interessante del Pagliuca-bis si vede nella costruzione. Rispetto a una squadra che in passato poteva avere la tendenza a cercare con una certa fretta la giocata verticale, l’Empoli di queste prime settimane sembra voler sviluppare una manovra più misurata. Non significa rinunciare alla verticalità, tutt’altro. Significa arrivarci attraverso un numero maggiore di soluzioni. E qui entra in gioco il lavoro orizzontale. La circolazione della palla non è fine a se stessa, ma serve a muovere l’avversario, ad attirarlo da una parte e a creare successivamente nuove linee di passaggio per sviluppare la giocata. L’obiettivo è avere sempre più di una soluzione quando arriva il momento di verticalizzare: non forzare la giocata in avanti alla prima occasione, ma costruire le condizioni perché quella verticalizzazione possa essere più pulita e, soprattutto, più efficace. È un aspetto che richiede tempo, sincronismi e giocatori capaci di leggere gli spazi. Ma è anche uno dei segnali più interessanti di questo primo periodo di lavoro.
Lunedi, con il primo impegno ufficiale, avremo finalmente la prima risposta concreta sulle gerarchie. E sarà interessante capire quanto le sensazioni maturate durante il precampionato troveranno conferma nella prima formazione vera della stagione. Perché il mercato può ancora cambiare parecchio questo Empoli. Ma il lavoro di Pagliuca è già definito ed in crescita.
















mi permetto: Cauz no Cunz
Sarebbe stato meglio Marlene Kuntz.
meglio non rispondere ed essere educati alla domanda del titolo della pagina
Ma poi … pensiamo davvero che arrivino 5/6 innesti titolari dopo che hanno fatto preparazione ed amichevoli con questi??Arriverà qualcuno ma non credo sposterà molto. Spero di sbagliarmi perché secondo me La Rosa così com’è è abbastanza deficitaria e non offre grosse garanzie…
ma gli americani
ma che sono andati a Capri in villeggiatura
Se la squadra resta questa, unico sistema di gioco è interdizione , garra e gioco verticale. Devono correre 120 minuti e chi giocherella è out. Considerato il valore tecnico e l’esperienza, l’intensità è l’unica arma che abbiamo.
Secondo me modulo sbagliato e rosa non all’altezza per lottare. Non bastano Cauz e Zedadka
un si vince 1 partita
Mi piacerebbe capire, quale dei centrali avrà il compito della prima impostazione di ripartenza dal basso, con passaggio a Yepes e successivo sviluppo sulle fasce. Spostare Ceesay al posto di Elia, ripropone le stesse problematiche dell’anno scorso. A centrocampo manca una vera mezzala. che non può essere Saporiti.
Squadra mediocre; l’unica speranza è raccattare più punti possibili in casa, asfissiando sempre l’avversario, altrimenti non raggiungeremo l’obiettivo.