Otto punti in dieci giornate. Un bottino che fotografa un avvio non semplice dell’attuale Empoli in questa stagione di B e che, andando a guardare la storia del club, assume un significato ancora più rilevante. Quello della stagione 2026-27 è infatti uno dei peggiori inizi di campionato mai registrati dagli azzurri in Serie B. Per trovare un rendimento altrettanto basso bisogna tornare indietro nel tempo, attraversando stagioni e generazioni di calciatori differenti. Abbiamo preso in esame tutti i ventitré campionati cadetti disputati dall’Empoli prima di quello attuale, a partire dal debutto del 1946-47, ricostruendo il bilancio delle prime dieci giornate di ciascuna stagione. Per rendere il confronto omogeneo abbiamo utilizzato un unico criterio: anche per i campionati nei quali la vittoria valeva due punti, abbiamo ricalcolato la classifica assegnando tre punti per ogni successo e uno per ogni pareggio, come avviene oggi. Una riproporzione indispensabile per evitare confronti non corretti tra epoche diverse. Il risultato colloca gli attuali otto punti nella terza fascia più bassa della graduatoria storica, a pari merito con la stagione 1984-85. Soltanto in tre precedenti occasioni l’Empoli aveva fatto peggio o aveva raggiunto un bottino inferiore. Il primato negativo appartiene al campionato 1949-50: nelle prime dieci giornate arrivarono appena due pareggi e otto sconfitte, per un totale di soli due punti. Un dato estremamente negativo, maturato in un calcio e in un contesto evidentemente lontanissimi da quelli di oggi. Subito dopo troviamo due stagioni più vicine nel tempo: il 2011-12, con due vittorie, un pareggio e sette sconfitte, e il 2012-13, quando gli azzurri raccolsero una vittoria, quattro pareggi e cinque sconfitte. Entrambe si fermarono a quota sette. L’attuale squadra, con otto punti, si trova quindi un gradino sopra questi precedenti.
Per comprendere ancora meglio la portata di questo avvio, vale la pena guardare anche all’altra estremità della graduatoria, quella delle partenze più brillanti. Il miglior Empoli dopo dieci giornate è stato quello della stagione 2004-05, quando la squadra allenata da Mario Somma aveva già raccolto ben ventitré punti, frutto di sette vittorie, due pareggi e una sola sconfitta. Un inizio straordinario, che avrebbe anticipato una stagione destinata a concludersi con la promozione in Serie A. Al secondo posto troviamo invece l’Empoli 2001-02 di Silvio Baldini, capace di mettere insieme ventidue punti grazie a sette vittorie, un pareggio e due sconfitte. Anche in quel caso il campionato si sarebbe concluso con la promozione nella massima categoria. Due squadre che rappresentano un riferimento lontanissimo rispetto alla situazione attuale e che raccontano quanto possa cambiare il volto di una stagione già nelle sue prime settimane. Ma proprio qui arriva la considerazione più importante: dieci giornate non sono un campionato. Rappresentano poco più di un quarto del percorso complessivo, considerando le trentotto partite previste, e lasciano ancora spazio per recuperare terreno. La storia azzurra, del resto, insegna che anche partenze molto complicate non determinano necessariamente il destino di una squadra. Il precedente del 2012-13 è significativo: quell’Empoli, partito con appena sette punti dopo dieci turni, riuscì a cambiare completamente marcia nel corso della stagione, arrivando fino alla finale playoff per la promozione in Serie A. È un esempio che non deve diventare un alibi, ma che dimostra come il percorso possa ancora prendere una direzione diversa, ricordando che l’obiettivo stagionale non è quello.
Naturalmente, non vogliamo nascondere la realtà dietro una statistica incoraggiante. Otto punti sono pochi, il rendimento odierno è insufficiente e il confronto con la storia conferma che l’Empoli si trova davanti a un avvio complicato. La squadra deve crescere, trovare continuità e soprattutto cominciare a raccogliere risultati con maggiore regolarità. Non sarà sufficiente affidarsi alle potenzialità del gruppo o alla speranza che prima o poi le cose cambino da sole. Serviranno lavoro, convinzione e una maggiore capacità di trasformare le prestazioni in punti. Allo stesso tempo, però, sarebbe sbagliato considerare già compromesso un campionato nel quale resta da giocare una parte consistente del calendario. L’obiettivo è la salvezza e, per raggiungerlo, l’Empoli ha ancora tempo e possibilità. Il passato ci consegna un campanello d’allarme, ma anche un precedente al quale guardare con fiducia. La storia non assegna punti e non può vincere le partite al posto degli azzurri. Può però ricordare che anche dalle partenze peggiori si può trovare la forza per ripartire. Adesso tocca a questo Empoli dimostrare di poterlo fare.
















Forza ragazzi si può fare peggio, impegnamoci!
Esonero!
Da esonero sarebbero solo coloro che ci hanno portato in questa situazione e che ci fa essere lo zimbello d’Italia per avere lo stadio più brutto d’Europa, per essere i senza curva e non parliamo poi delle figure come quella di ieri a Sportitalia dove criticavano proprio l’Empoli e il campo dove gioca la primavera che è ormai un triste campo di patate.