di Gabriele Guastella

 

Il brasiliano Eder con la Primavera dell'Empoli nel 2006A molti l’accostamento può sembrare pazzesco, proprio nella serata che ha visto Diego Milito super-protagonista con l’Inter nella finale di Champions League. Eppure il brasiliano Eder può davvero ripercorrere almeno in parte il cammino dell’argentino.

 

Il fatto è che Milito è approdato in Italia sette anni fa; esattamente durante il calciomercato di gennaio 2004. E’ il Genoa del neopresidente Preziosi che vuole rilanciarsi per tornare nella massima divisione: e così i grifoni investono su questo argentino che in quattro stagioni e mezzo con la maglia del Racing Club aveva realizzato qualcosa come 34 reti. Diego si integra benissimo con il calcio italiano e segna 12 reti in 20 gare. La stagione successiva il Genoa costruisce uno squadrone per stravincere il torneo. Milito è la punta di diamante: l’argentino segna 21 reti in 39 partite e il Genoa ottiene la promozione in Serie A. Ma un illecito sportivo punisce i grifoni che, non solo perdono la A, finiscono addirittura in C1. Arriverà primo proprio l’Empoli di Mario Somma e proprio al termine di quella stagione iniziano i primi contatti per portare ad Empoli Eder, che arriverà in Toscana ufficialmente durante il calciomercato di gennaio… proprio come Milito due anni prima.Eder durante un match della stagione 2009-2010

Milito se ne va in Spagna, ma il suo cartellino è sempre del Genoa. Diego gioca con la maglia del Real Saragozza, e in tre stagioni segna qualcosa come 53 gol, nel frattempo il Genoa è subito ritornato in B. Poi il Real Saragozza retrocede nella Liga B spagnola e contemporaneamente il Genoa passa in Serie A. Ecco che Milito torna in Italia con la maglia rossoblu. Con i liguri segna 24 reti in 31 partite. Il patron dell’Inter Moratti se lo prende a suon di milioni d’Euro, il presidente del Genoa Preziosi è felicissimo e Milito farà contenti i tifosi dell’Inter.

Il rimpianto è che Milito potevamo vederlo nella serie A italiana molto tempo prima. Ma si sa in Italia c’è il viziaccio di cercare subito i nomi già noti.

 

Tra Milito ed Eder ci sono molte somiglianze: a cominciare dal fatto che sono due sudamericani. Milito, è argentino, Eder invece è brasiliano. E il brasiliano ha, guardacaso, sette anni in meno di Milito. Insomma Eder potrebbe essere il Milito di sette anni fa e, usiamo ancora il condizionale, potrebbe ripercorrere la stessa strada di Milito, la speranza è quella di vedere il brasiliano protagonista nel massimo torneo italiano, anche se ultimamente sono suonati molti campanelli dall’estero: si parla dello Zenit di Spalletti, ma la sensazione è che lo squillo più importante sia suonato dalla Germania dove pare lo Schalke 04 sia ben impressionato dal calciatore azzurro.

L'esultanza di Eder dopo un gol in maglia azzurraIl fatto è che Eder ha segnato quasi 50 gol in serie B in due stagioni e mezzo, e la sensazione è che il calciatore brasiliano possa fare davvero bene anche nella massima divisione italiana, quella massima divisione che ha solo accarezzato con la maglia dell’Empoli: 5 presenze durante la stagione 2006-2007.

Insomma il calcio italiano non deve commettere lo stesso errore commesso con Milito: ci piacerebbe vedere Eder nella massima divisione; certo avremmo preferito vederlo con la maglia azzurra… ma questo è un altro discorso.

Adesso non resta che attendere la fine del campionato cadetto e l’apertura del calciomercato, poi saluteremo Eder (speriamo da capocannoniere, ndr)… e capiremo solo allora se i presidenti dei club italiani avranno capito la lezione di nome “Milito”.

 

Gabriele Guastella

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