L’ennesima figuraccia della Nazionale italiana col Belgio ha destato stupore solo tra chi in questi anni non ha saputo o voluto leggere quello che sta succedendo al calcio italiano. Mentre ai vertici del pallone tornano riciclati o vecchie cariatidi, mentre ci sono Dirigenti che si divertono a sfalsare i calendari tanto per dare un’idea di cambiamento, mentre si giocano partite ad orari sempre più impossibili sotto temperature a + 35° (gare del Settore Giovanile incluse), qualcuno ne inventa di tutti i colori per depistare l’attenzione di un popolo di tifosi che ondeggia tra la compiacenza, l’acquiescenza ad un sistema del quale poi dice peste e corna; un popolo (specie tra i giovani) che si sta sempre più disaffezionando a quello che era uno sport nazionale senza rivali e che ora invece conosce pericolose concorrenze (tennis e pallavolo su tutto). In compenso ora si parla sempre più inglese, anche quando non necessario, anche per sostituire parole che potrebbero essere benissimo espresse in italiano (un esempio: soldout per tutto esaurito..) e si inventano professisoni e ruoli dirigenziali improbabili al limite del ridicolo (andate a cercare in un qualcoasi organigramma e ne troverete a bizzeffe). E’ una lingua presa a prestito, nel 99% dei casi non necessaria, usata da chi pensa così di darsi un’aria internazionale mentre ciò evidenzia solo un triste provincialismo e una incapacità di esserci con una propria identità. Succede anche nei mezzi di comunicazione, purtoppo! Quando si crede che l’uso di termini inglesi ci renda più accattivanti. Che tristezza!!!!
Tre notizie di questi giorni che gettano (per chi la vuol vedere) una luce interessante sul calcio nostrano. Ovviamente chi comanda fa finta di niente: tutto bene signoralamarchesa! Andiamo avanti a spendere cifre improbabili per calciatori scarsi ma che magari hanno un procuratore amico o un agente che sa vendere i ghiaccioli al polo nord e spilla quattrini alle Società che poi piangono miseria. E poi: largo agli stranieri! Alcuni sono sole? Può darsi ma costano meno e poi “fanno internazionale”. Povero Mancini! Richiamato dal neoeletto ed amico Presidente della FIGC ha davvero (al di là di suoi limiti ed eventuali incapacità) una brutta gratta da pelare. Dove trova i talenti? O, meglio, dove trova qualcuno che possa essere sopra una media tecnicamente scarsa dei nostri Campionati maggiori? Già i nostri settori giovanili non producono molto di talento nostrano, ma se riduciamo il numero di chi italiano è (di nascita o di cittadinanza acquisita non importa) la scelta si fa davvero complicata.
La prima notizia. Qualche giorno fa la “Commissione indipendente per la verifica dell’equilibrio economico e finanziario delle società sportive professionistiche” ( l’organismo creato dal governo nel 2024 per sostituire la Covisoc) ha pubblicato uno studio da cui risulta che 9 su 20 delle squadre di Serie A hanno problemi economici. Solo il 20% delle squadre ha un “profilo economico relativamente solido”, mentre il il 25% presenta elementi di difficoltà di tenuta e il 20% difficoltà economiche serie. Se scendiamo di Categoria la situazione è ancora peggio: le società col profilo più critico sono ben il 57% in Serie B e addirittura il 63% in Serie C. La Commissione rivela come in queste Categorie il sistema è fortemente squilibrato tra ricavi e spese, specie nella Lega Pro dove vengono segnalate palesi stituazioni di grave difficoltà.
La seconda notizia. Per rimanere alla Serie A (ma è un po’ la cartina di tornasole dell’intero sistema-calcio) c’è da notare che le prime cinque giornate del campionato 2026/27 hanno confermato un dato preoccupante: la percentuale di stranieri presenti in Serie A è sempre più elevata: su 454 calciatori utilizzati il 71’9% sono stati stranieri (dato Transfermarket.it). Il Venezia ha utilizzato addirittura il 99,6% di calciatori stranieri in queste prime cinque giornate. Anche le big del campionato non fanno eccezione. Il Como è terzultimo per l’utilizzo di calciatori italiani: soltanto 4,5%, il Milan il 7,7%, la Juventus il 15,2%. Un po’ meglio le attuali prime due in classifica: l’ Inter ha utilizzato il 29,3% di calciatori italiani, la Roma il 29,3% e 29%. Su questi dati si spiega la dichiarazione che ha fatto giorni fa il CT della Nazionale Under 21, l’ex Silvio Baldini, quando ha detto: “Io non ho niente contro il Como ma ho fatto il tifo per Alvini, perché il nostro calcio è rappresentato più dal Frosinone che dal Como”. E non aveva torto visto che proprio il Frosinone ha utilizzato più italiani, con una percentuale del 69,9%. Non a caso, la squadra di Alvini ha anche fornito cinque calciatori (Palmisani, Calbani, Cichella, Fini e Raimondo) proprio all’Under 21, in cerca del pass per l’Europeo di Albania e Serbia del 2027.
La terza notizia riguarda il Presidente Malagò, eletto Presidente della FIGC non senza difficiltà e col parere contrario delle Società di Serie A. Renato Miele, avvocato ed ex calciatore candidato alla presidenza, ha presentato formale ricorso alla giustizia sportiva contestando la regolarità del processo che ha portato Malagò al vertice della Federazione. L’accusa è che Malagò non era in possesso di una tessera Figc attiva al momento del deposito della candidatura, requisito obbligatorio per l’eleggibilità secondo lo Statuto federale. Il Ministro dello Sport Abodi storce la bocca e con lui molti altri. E’ un cavillo formale, come dice il neo Presidente, ma la legge c’è, nero su bianco. Chiaro che dietro tutto ciò c’è una questione politica, giochi di potere, scaramucce per la poltrana. Adesso la questione è all’attenzione del CONI che si dovrà pronuniciare nel merito ma il rischio di decadenza non è improbabile. Una ennesima pessima figura del calcio italiano di fronte alla comunità intermazionale.
Se il trend è questo il rischio di un quarto Mondiale davanti alla TV non è impossibile.
















per precisazione Malago’ invece è ben voluto dalla serie A ed è stato candidato proprio da loro. L astio è con Abodi che da politico dovrebbe star fuori dal calcio. Però su Malago’ questo da voi scritto non corrisponde
Anche Abete e dopo Gravina non mi sembra avessero la tessera della FIGC.