Ci sono momenti che entrano diritto nella nostra mente e nel cuore, emozioni che non possono essere cancellate o dimenticate, qualsiasi cosa accada dopo. Il rigore parato da Renato Dossena a cinque minuti dalla fine di quel drammatico e folle spareggio di ritorno contro il Vicenza, appartiene a questa categoria. Quell’episodio è stato una sorta di “sliding doors” per l’Empoli. Quella parata ha cambiato inevitabilmente i destini degli azzurri. Per la rubrica dedicata al centenario abbiamo interpellato il portiere, parlando a 360° della sua esperienza in azzurro e della sua carriera.

Ciao Renato Come stai? Il tuo nome è legato al rigore parato a Paolucci nella finale playout. Il portiere è un ruolo solitario, cosa hai vissuto nei momenti precedenti alla battuta di quel penalty così importante?

Come puoi capire c’era una quantità enorme di tensione in quel playout, già nella partita di andata, a maggior ragione nel ritorno dove ci si giocava praticamente tutto. E’ stata una partita folle, si era messa molto male con il doppio vantaggio a favore dei veneti, poi si riuscì a rimetterla in piedi. Quel rigore l’ho vissuto come una sfida, ero pronto a tutto per salvare quello che avevamo conquistato, la tensione era prevalentemente positiva. Non sarebbe stato così se il rigore ci fosse stato in un altro momento”.

Ti sei reso conto subito dopo la partita di quello dell’importanza di quella parata?

Certo, eravamo riusciti ad ottenere una salvezza importante, io avevo dato un contributo importante, l’avevo visto come una chiusura di un cerchio visto che i rapporti con la società non sono mai decollati“.

In che senso?

Io ho fatto tutto il settore giovanile con l’Empoli fino ad arrivare alla prima squadra, parare il rigore decisivo nella finale playout poteva rappresentare quella scintilla per fare in modo che il rapporto con il club potesse migliorare, mi potevo attendere di chiudere il mio percorso divenendo a tutti gli effetti il portiere della prima squadra”.

Con l’arrivo di Sarri la situazione per te non è migliorata.

Con me Sarri non è stato sincero, poteva tranquillamente dirmi che non mi vedeva, invece non l’ha mai fatto. Non c’era fiducia da parte sua sia in me che in Pelagotti; la dimostrazione lampante è stata quando a Lanciano in una situazione difficile per lui visto che rischiava l’esonero ha puntato su Bassi, il quale era fuori rosa e con tutta onestà non si era comportato benissimo in precedenza non mostrando attaccamento all’Empoli.

In tutto questo a distanza di anni ti rimproveri qualcosa?

Se dicessi di no potrei sembrare presuntuoso, ti dico che non c’è niente di cui mi ricordi ma probabilmente mi sfugge qualcosa, forse avrei dovuto prendere la situazione di petto, e chiedere se avessero o meno fiducia nel sottoscritto, oppure andare via. Ho sempre pensato che i risultati sarebbero arrivati lavorando a testa bassa, anche sul piano delle prestazioni non penso di aver fatto male. Ricordo un errore contro il Brescia, poi però salvai il pareggio in due circostanze. Mi hanno fatto sempre credere di potermi giocare il posto, non tirandomi mai indietro come quando ho parato un rigore contro il Padova da infortunato“.

Non eri in grado di entrare in campo in quella circostanza?

Assolutamente no, ero in lista per operarmi ed entrai in campo solo per le necessità contingenti di quella partita, infatti pochi giorni fa andai ad operarmi a Roma”.

Poi l’Empoli è andato in serie A, ti sei mai rammaricato del fatto che potevi esserci tu a vivere quelle emozioni?

Non ho mai avuto il sentimento dell’invidia dei calciatori, con molti di loro sono rimasto in contatto, fra alcuni di quelli che sono andati in serie A sono li stessi che erano in rosa nel campionato terminato ai playout. Ti dico sinceramente che un po’ di fastidio mi ha dato vedere festeggiare chi non si è comportato bene nei miei confronti”

Gli infortuni purtroppo hanno condizionato la tua carriera

Purtroppo si, ma io nella vita sono abbastanza fatalista, diciamo che dopo Empoli ho avuto la possibilità di riconquistare la serie A facendo parte della rosa del Carpi, poi purtroppo mi sono dovuto fermare nuovamente“.

Quindi il tuo addio al calcio è stato dovuto a quello o ci sono state altre ragioni?

Quando mi sono ristabilito valutavo la possibilità di rientrare, ma le uniche possibilità erano legate ad una serie C non di alto livello. Ho capito, inoltre, che il calcio era cambiato perchè dirigenti di società toscane di cui non voglio fare il nome mi davano la possibilità di pagarmi i contributi senza pagarmi gli stipendi, oppure dovevo portarmi gli sponsor. Questo mi ha indotto a dire basta con il calcio”.

Adesso di cosa ti occupi?

Sono nel settore immobiliare su Firenze, il mercato è condizionato dal lockdown della scorsa primavera quindi siamo in attesa che la situazione possa migliorare, quindi attendiamo. Per diletto a giocare a basket in una squadra di Firenze dilettantistica. Facendo un paragone con il calcio, come se fosse di promozione o prima categoria. Io mi diverto”.

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17 Commenti

  1. “Con me Sarri non è stato sincero … ha puntato su Bassi, il quale era fuori rosa e con tutta onestà non si era comportato benissimo in precedenza non mostrando attaccamento all’Empoli”
    “Ti dico sinceramente che un po’ di fastidio mi ha dato vedere festeggiare chi non si è comportato bene nei miei confronti”
    Della serie, la tocco piano…

    P.s. in ogni caso, grazie Dossena

  2. Mi fa piacere che finalmente si sia ricordato un episodio diverso dall’ ormai famoso rigore salvezza col Vicenza: Empoli padova…Bassi ebbe un malore per via del freddo ( anche alcuni spettatori quel giorno) dalla tribuna ti fu chiesto fi scendere a cambiarti, Pelagotti fallo più espulsione, entri tu e pari il rigore…che dire…forse era giusto affidarsi ad altri portieri per il futuro, ma ciò non toglie che farai sempre parte della nostra storia, del nostro affetto e nostra gratitudine ..per me a volte sono episodi a farmi amare dei calciatori, come il Pela che dopo una parata strepitosa va a esultate sul viso a tutti i tifosi del Siena dimostrando la sua appartenenza a questa maglia, uguale per te Renato…sempre nei miei rocordi da tifoso

  3. Non ti preoccupare Renato.Tu a differenza di tanti altri sei e resterai nella STORIA dell’Empoli f.c.E tu sarai sempre una parte importantissima della ns. storia.
    Buona fortuna

  4. Grande Dossena meritavi sicuramente la conferma…. nella vita non è mai sicuro niente ma il mio ringraziamento sarà sempre più che sicuro.

  5. questa intervista è la conferma di quello che cerco di far capire a mio figlio che prova a sopravvivere nel calcio giovanile
    lavorare duramente ed attendere il proprio turno non bansta.
    la meritocrazia non esiste
    se hai qualcosa da dire la dici subito e se serve cambi squadra perchè l’importante è sempre giocare e non stare a guardare

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